Ppr Sa, il colosso che detiene le partecipazioni dei principali brand del lusso (in primis Gucci e Yves Saint Laurent), ha venduto il primo bond a suo nome dopo quasi due anni di attesa: nello specifico, si tratta di una emissione finanziaria di importo pari a 250 milioni di euro, con il rendimento iniziale che è stato fissato a 3,75 punti percentuali. La scadenza in questione, inoltre, è prevista per il mese di aprile del 2015, dunque la maturazione avverrà tra poco più di tre anni. Volendo essere ancora più precisi, poi, bisogna precisare che l’ammontare citato in precedenza non è altro che una aggiunta opportuna a un’altra quotazione, con il totale che è in questo modo giunto a 750 milioni.
Investire in Succo d’Arancia nel 2012
Mentre per un’ampia serie di commodities e metalli preziosi abbiamo a disposizione una moltitudine di prodotti finanziari trattati direttamente anche sul nostro mercato che rispondono a tutte le esigenze del caso, per altri beni stranamente l’offerta non è così ampia. Sembra ad esempio che per il Succo d’Arancia non vi siano tante alternative; o si fa’ riferimento direttamente al futures americano, oppure bisogna accontentarsi di quei broker che offrono i CFD e nello specifico che li offrano su tutte le commodities, in cui solitamente è incluso anche il Succo d’Arancia.
Investire nei beni primari sembra essere la scommessa del 2012, portata silenziosamente avanti dagli analisti più discreti che vedono ancora incertezza sull’azionario ma grande determinazione su tutti gli altri mercati.
Buoni Fruttiferi Postali: nuovo BFP7Insieme
La Cassa dei Depositi e Prestiti ha appena emesso una circolare con cui presenta una nuova serie di Buoni Fruttiferi Postali che potremo trovare da oggi insieme a tutte le altre; già nel 2011 abbiamo visto molte novità nel parco offerte della CDP riguardo i Buoni Fruttiferi e questo 2012 inizia al meglio con il BFP7Insieme che va’ a completare l’offerta sottoscrivibile in Poste Italiane.
Il nuovissimo BFP7Insieme presentato oggi si inserisce perfettamente tra il BFP 18 mesi ed il BFP3x4 (12 anni) come scadenza, visto che si tratta di una durata di sette anni; ancora una volta la Cassa di Depositi e Prestiti è attenta alle evoluzioni del mercato ed infatti evita le lunghissime scadenze andando a coprire un arco temporale che nessun altro prodotto finanziario di pari garanzie prende in considerazione.
L’EuroMot accoglierà domani i bond della Germania Federale
La Repubblica Federale Tedesca sarà la grande protagonista di domani per quel che concerne le quotazioni finanziarie presso l’EuroMot di Borsa Italiana: in effetti, sarà proprio lo stato teutonico la società emittente di un interessante titolo obbligazionario, la cui denominazione ufficiale sarà quella di Bobl 0,75% due on 24 February 2017. Come si può facilmente intuire da questo dettaglio, il bond in questione andrà a beneficiare di una scadenza a cinque anni, con la maturazione prevista appunto nel mese di febbraio del 2017. Il codice Isin di riferimento, inoltre, sarà DE0001141620.
I Cat Bond si trasferiscono in direzione delle Bermuda
Il business dei Catastrophe Bond sta letteralmente cambiando conformazione in questo 2012: sono bastati, infatti, pochi giorni del nuovo anno per accorgersi di queste modifiche piuttosto importanti, per uno degli strumenti finanziari che viene solitamente associato agli Stati Uniti o a gran parte del continente asiatico. In pratica, la trasformazione più rilevante è stata quella che ha riguardato il passaggio dalle Isole Cayman, celebre paradiso fiscale, alle Bermuda, con quest’ultima isola che è riuscita ad attrarre un numero maggiore di compagnie assicurative di qualunque altro centro. D’altronde, si sta parlando di un altro paradiso fiscale piuttosto rinomato, le cui caratteristiche geografiche non sono tra le più incoraggianti in assoluto, visto che questo territorio britannico d’oltremare ha dato il nome al tristemente famoso Triangolo delle Bermuda.
JP Morgan mette da parte le delusioni con i bond decennali
JP Morgan, maggior istituto di credito di tutti gli Stati Uniti per quel che concerne gli assets finanziari, ha venduto tre miliardi di dollari in titoli obbligazionari: si tratta della più consistente cessione di debito da parte della banca di New York da almeno un anno a questa parte, con i relativi rendimenti che sono scesi ai loro minimi delle ultime otto settimane. Come è noto ormai, gli ultimi dati sui profitti del colosso americano non sono stati certo incoraggianti, con un calo di ben ventitre punti percentuali nel corso dell’ultimo trimestre del 2011. Di conseguenza, si è avuta questa vendita ingente e specifica, con titoli a scadenza decennale e un ritorno economico pari a 4,5 punti percentuali (270 punti base al di sopra dei medesimi titoli emessi dal Tesoro a stelle e strisce).
La domanda americana di manzo trascina i futures sui bovini
I contratti futures collegati alla carne bovina sono cresciuti in maniera sostenuta: il merito di questo rialzo si deve soprattutto alle scorte animali che hanno caratterizzato il mercato americano, oltre all’aumento importante della domanda globale di manzo, la quale ha sostenuto i costi dalla carne stessa per le più importanti catene attive nella ristorazione. I consumatori statunitensi dovranno quindi pagare cinque centesimi di dollaro in più per il manzo nel corso di questo 2012, più di qualsiasi altro alimento (perfino quelli di mare). Nel dettaglio, la carne ha subito un incremento di dieci punti percentuali lo scorso anno, così come è stato stimato dal governo di Washington.
I futures sul mais proseguono il loro momento negativo
Non è un bel momento per il mais come commodity da investimento: gli investitori finanziari appassionati di contratti futures si saranno infatti accorti che il prodotto agricolo in questione è giunto ormai al suo terzo giorno consecutivo di ribasso, aumentando il peggior declino di sempre da tre mesi a questa parte. Il motivo è presto detto, in effetti, il governo americano ha aumentato in maniera del tutto inaspettata le proprie stime relative all’offerta globale. Di conseguenza, i contratti relativi alle spedizioni di marzo non potevano che calare di 1,1 punti percentuali presso il Chicago Board of Trade, attestandosi a quota 6,05 dollari il bushel, il prezzo più basso che sia stato registrato per lo strumento più attivo in questo senso dallo scorso 21 dicembre.
China Development Bank amplia la scadenza dei Dim Sum Bond
China Development Bank Corporation, uno dei più importanti istituti di credito dell’ex Impero Celeste, oltre che prestatore di riferimento per quel che concerne il governo locale, ha scelto di emettere titoli obbligazionari denominati in yuan ad Hong Kong (i cosiddetti Dim Sum Bond): non si tratta di una emissione qualsiasi, però, visto che la scadenza che è stata fissata in questo caso è una delle più lunghe in assoluto per quel che concerne tali strumenti finanziari. Nel dettaglio, la banca cinese ha messo a disposizione una offerta da 1,5 miliardi di yuan che andranno a maturare esattamente tra quindici anni, con un rendimento iniziale pari a 4,2 punti percentuali.
Esito Asta BTP del 13 Gennaio
Come annunciato dalle puntuali circolari del Ministero dell’Economia e delle Finanze oggi si è tenuta l’asta di BTP descritta precedentemente, e l’esito sembra leggermente più contrastato rispetto all’emissione di BOT di ieri, ma comunque positivo in sostanza.
Con l’esito positivo del collocamento dei Buoni Ordinari del Tesoro lo spread Btp-Bund è sceso vistosamente tornando stabilmente al di sotto della soglia critica di quota 500, che ora rappresenta il limite tra il pericolo ed il panico; dopo l’esito dell’asta di Buoni del Tesoro Poliennali di questa mattina abbiamo assistito sul grafico del differenziale ad un’altra discesa netta che ha spinto al ribasso il valore di un 3.32% circa portandolo a 463 punti.
Natixis seleziona varie azioni per il proprio certificato
Natixis, banca parigina nata appena cinque anni fa dalla fusione tra la Banque Populaire e la Caisse d’Epargne, ha scelto il comparto Sedex di Borsa Italiana per negoziare il proprio certificato d’investimento: il prodotto in questione, la cui denominazione ufficiale è Multi-Bonus Certificates linked to a Selection of Shares, ha beneficiato giusto ieri del proprio battesimo ufficiale, sfruttando la consueta modalità monetaria per quel che concerne la liquidazione. Volendo essere ancora più precisi, la società emittente in questo caso è stata la divisione Structured Products dello stesso istituto di cre dito transalpino.
Bnp Paribas: primi Bonus Cap del 2012 per Borsa Italiana
Soltanto un giorno ci divide dall’ultima quotazione “italiana” di Bnp Paribas Arbitrage Issuance: l’istituto francese ha optato in questa occasione su dei certificati di investimento di tipo Bonus Cap che seguono da vicino l’andamento di alcune azioni. Il Sedex di Borsa Italiana non poteva che essere il collocamento più adatto per tali strumenti. Si tratta, per la precisione, di sei prodotti distinti: due di essi sono stati collegati al titolo di Deutsche Bank, altri due alla banca transalpina Crédit Agricole, concludendo poi il tutto con Eni ed Assicurazioni Generali.
Investire in Alluminio 2012
Una volta esclusi gli investimenti ritenuti sicuri come Oro, Argento ed altri metalli preziosi, non resta che spaziare sui prodotti “secondari” che il mercato offre e che non ricevono mai l’attenzione che invece meriterebbero. Mercati come l’acciaio oppure il rame sono di interesse generale molto alto visto che alimentano l’industria dei paesi emergenti come in un passato recente hanno alimentato la nostra industria e quindi le aspettative di crescita sono diffuse un po’ ovunque a ben guardare.
Tra gli investimenti sicuri che stiamo valutando per il nuovo anno, uno dei candidati sembra essere il mercato dell’Alluminio. Questi durante gli ultimi anni dopo la crisi dei sub-prime ha avuto un calo non indifferente che ha spinto in poco tempo il grafico a perdere oltre il 50% del valore passando da oltre 6.5 a quota 3 (con riferimento all’ETF italiano).
La Colombia punta sui trenta anni per i propri bond
Il governo colombiano ha deciso di vendere con la massima urgenza 1,5 miliardi di dollari in titoli obbligazionari: i prodotti finanziari in questione prevedono una scadenza di lunghissimo termine, vale a dire trenta anni (nello specifico, l’anno di riferimento sarà il 2041), una operazione che si configura come molto particolare. In effetti, quest’ultima rappresenta il primo lancio denominato in valuta estera dallo scorso mese di luglio, un’attesa che ora si è dovuta interrompere per la necessità di finanziare il budget della nazione sudamericane e dar vita a un riscatto del debito interno. Bogotà ha anche scelto il rendimento iniziale di tali bond: nello specifico, esso ammonta a quasi cinque punti percentuali (il 4,96% per la precisione).