Volkswagen torna ad emettere bond garantiti da prestiti

Volkswagen si è lanciata nell’avventura della sua più grande emissione obbligazionaria degli ultimi dieci mesi: il colosso automobilistico di Wolfsburg ha infatti provveduto a vendere dei bond per un importo totale di 1,25 miliardi di dollari, strumenti finanziari che saranno sostanzialmente garantiti dai prestiti del settore in questione. L’offerta iniziale era comunque inferiore a quella appena menzionata, in quanto l’azienda teutonica aveva pensato di lanciare sul mercato un miliardo di dollari in obbligazioni, ma poi si è deciso di incrementare il tutto. Il rendimento dovrebbe essere superiore di ventidue punti base rispetto al tasso swap.

Crédit Suisse taglie le stime sui dividendi di Telecom Italia

Le stime di Telecom Italia sono state riviste al rialzo per quel che concerne l’anno appena cominciato e anche il 2013, eppure il gruppo attivo nel campo delle telecomunicazioni non riesce ancora a far svettare il proprio titolo in Borsa: a peggiorare questo scenario, inoltre, ci ha pensato Crédit Suisse, la quale ha ipotizzato un dividendo molto più basso rispetto alle precedenti previsioni per quel che concerne i prossimi mesi. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che i ricavi attesi in merito al 2011 hanno sfiorato i trenta miliardi di euro (per la precisione sono stati pari a 29,8 miliardi), mentre il già citato dividendo, il dato che interessa da più vicino gli azionisti della società in questione, è stato rivisto al ribasso di ben 8,7 punti percentuali, con un nuovo ammontare di 0,06 euro.

Rinviato l’aumento di capitale di Fondiaria Sai

Gli azionisti di Fondiaria Sai dovranno ancora attendere: le ultime vicende che hanno interessato la compagnia assicurativa non potevano non avere delle ripercussioni a livello finanziario e tutto si è puntualmente verificato. In effetti, l’acquisizione da parte di Unipol Assicurazioni ha di fatto rinviato l’aumento di capitale, previsto inizialmente per la fine del prossimo mese di marzo e con un importo complessivo di 750 milioni di euro. La situazione si è ora complicata, visto che la fusione in questione va a riguardare altre società, tra cui Premafin e Milano Assicurazioni, anch’esse chiamate a una urgente ricapitalizzazione.

Ppr Sa ritorna alle quotazioni obbligazionari dopo due anni

Ppr Sa, il colosso che detiene le partecipazioni dei principali brand del lusso (in primis Gucci e Yves Saint Laurent), ha venduto il primo bond a suo nome dopo quasi due anni di attesa: nello specifico, si tratta di una emissione finanziaria di importo pari a 250 milioni di euro, con il rendimento iniziale che è stato fissato a 3,75 punti percentuali. La scadenza in questione, inoltre, è prevista per il mese di aprile del 2015, dunque la maturazione avverrà tra poco più di tre anni. Volendo essere ancora più precisi, poi, bisogna precisare che l’ammontare citato in precedenza non è altro che una aggiunta opportuna a un’altra quotazione, con il totale che è in questo modo giunto a 750 milioni.

L’EuroMot accoglierà domani i bond della Germania Federale

La Repubblica Federale Tedesca sarà la grande protagonista di domani per quel che concerne le quotazioni finanziarie presso l’EuroMot di Borsa Italiana: in effetti, sarà proprio lo stato teutonico la società emittente di un interessante titolo obbligazionario, la cui denominazione ufficiale sarà quella di Bobl 0,75% due on 24 February 2017. Come si può facilmente intuire da questo dettaglio, il bond in questione andrà a beneficiare di una scadenza a cinque anni, con la maturazione prevista appunto nel mese di febbraio del 2017. Il codice Isin di riferimento, inoltre, sarà DE0001141620.

I Cat Bond si trasferiscono in direzione delle Bermuda

Il business dei Catastrophe Bond sta letteralmente cambiando conformazione in questo 2012: sono bastati, infatti, pochi giorni del nuovo anno per accorgersi di queste modifiche piuttosto importanti, per uno degli strumenti finanziari che viene solitamente associato agli Stati Uniti o a gran parte del continente asiatico. In pratica, la trasformazione più rilevante è stata quella che ha riguardato il passaggio dalle Isole Cayman, celebre paradiso fiscale, alle Bermuda, con quest’ultima isola che è riuscita ad attrarre un numero maggiore di compagnie assicurative di qualunque altro centro. D’altronde, si sta parlando di un altro paradiso fiscale piuttosto rinomato, le cui caratteristiche geografiche non sono tra le più incoraggianti in assoluto, visto che questo territorio britannico d’oltremare ha dato il nome al tristemente famoso Triangolo delle Bermuda.

JP Morgan mette da parte le delusioni con i bond decennali

JP Morgan, maggior istituto di credito di tutti gli Stati Uniti per quel che concerne gli assets finanziari, ha venduto tre miliardi di dollari in titoli obbligazionari: si tratta della più consistente cessione di debito da parte della banca di New York da almeno un anno a questa parte, con i relativi rendimenti che sono scesi ai loro minimi delle ultime otto settimane. Come è noto ormai, gli ultimi dati sui profitti del colosso americano non sono stati certo incoraggianti, con un calo di ben ventitre punti percentuali nel corso dell’ultimo trimestre del 2011. Di conseguenza, si è avuta questa vendita ingente e specifica, con titoli a scadenza decennale e un ritorno economico pari a 4,5 punti percentuali (270 punti base al di sopra dei medesimi titoli emessi dal Tesoro a stelle e strisce).

China Development Bank amplia la scadenza dei Dim Sum Bond

China Development Bank Corporation, uno dei più importanti istituti di credito dell’ex Impero Celeste, oltre che prestatore di riferimento per quel che concerne il governo locale, ha scelto di emettere titoli obbligazionari denominati in yuan ad Hong Kong (i cosiddetti Dim Sum Bond): non si tratta di una emissione qualsiasi, però, visto che la scadenza che è stata fissata in questo caso è una delle più lunghe in assoluto per quel che concerne tali strumenti finanziari. Nel dettaglio, la banca cinese ha messo a disposizione una offerta da 1,5 miliardi di yuan che andranno a maturare esattamente tra quindici anni, con un rendimento iniziale pari a 4,2 punti percentuali.

Natixis seleziona varie azioni per il proprio certificato

Natixis, banca parigina nata appena cinque anni fa dalla fusione tra la Banque Populaire e la Caisse d’Epargne, ha scelto il comparto Sedex di Borsa Italiana per negoziare il proprio certificato d’investimento: il prodotto in questione, la cui denominazione ufficiale è Multi-Bonus Certificates linked to a Selection of Shares, ha beneficiato giusto ieri del proprio battesimo ufficiale, sfruttando la consueta modalità monetaria per quel che concerne la liquidazione. Volendo essere ancora più precisi, la società emittente in questo caso è stata la divisione Structured Products dello stesso istituto di cre dito transalpino.

Bnp Paribas: primi Bonus Cap del 2012 per Borsa Italiana

Soltanto un giorno ci divide dall’ultima quotazione “italiana” di Bnp Paribas Arbitrage Issuance: l’istituto francese ha optato in questa occasione su dei certificati di investimento di tipo Bonus Cap che seguono da vicino l’andamento di alcune azioni. Il Sedex di Borsa Italiana non poteva che essere il collocamento più adatto per tali strumenti. Si tratta, per la precisione, di sei prodotti distinti: due di essi sono stati collegati al titolo di Deutsche Bank, altri due alla banca transalpina Crédit Agricole, concludendo poi il tutto con Eni ed Assicurazioni Generali.

La Colombia punta sui trenta anni per i propri bond

Il governo colombiano ha deciso di vendere con la massima urgenza 1,5 miliardi di dollari in titoli obbligazionari: i prodotti finanziari in questione prevedono una scadenza di lunghissimo termine, vale a dire trenta anni (nello specifico, l’anno di riferimento sarà il 2041), una operazione che si configura come molto particolare. In effetti, quest’ultima rappresenta il primo lancio denominato in valuta estera dallo scorso mese di luglio, un’attesa che ora si è dovuta interrompere per la necessità di finanziare il budget della nazione sudamericane e dar vita a un riscatto del debito interno. Bogotà ha anche scelto il rendimento iniziale di tali bond: nello specifico, esso ammonta a quasi cinque punti percentuali (il 4,96% per la precisione).

Lyxor propone un Etf collegato all’indice Russell 2000

La giornata di domani sarà molto importante per gli investitori amanti degli Exchange Traded Fund, in particolare quelli che beneficiano del marchio Lyxor: la compagnia transalpina quoterà presso il comparto EtfPlus di Borsa Italiana il suo nuovo prodotto, la cui denominazione ufficiale sarà Lyxor Etf Russell 2000 (il codice Isin di riferimento in questo caso è FR0011119221). Il segmento degli Oicr Aperti Indicizzati è pronto ad accogliere questo strumento specifico, ma di cosa si tratta esattamente? Tra le caratteristiche peculiari, si possono citare, ad esempio, l’euro come valuta di negoziazione, il differenziale massimo di prezzo, il quale sarà pari a 1,5 punti percentuali, i 35mila titoli complessivi e la natura dell’indice, ovvero quella di Net Total Return.

Emirates NDB emette i primi sukuk del 2012

La Emirates NBD, uno dei maggiori prestatori degli Emirati Arabi Uniti (la sua sede è a Dubai), sta analizzando nel dettaglio la propria emissione obbligazionaria: nello specifico, il compito del lancio finanziario in questione spetterà all’unità islamica, la Emirates Islamic Bank, la quale ha selezionato il prezzo iniziale del sukuk a cinque anni che dovrà essere immesso a breve nel mercato di riferimento, con l’area più probabile circoscritta ai 350 punti base. Ovviamente, vi sarà anche un benchmark di tutto rispetto. Gli scambi possono quindi essere aperti e avviati, con la quotazione vera e propria che è prevista proprio nel corso di questa settimana.

Le polizze vita nel 2012

Che anno sarà il 2012 per quel che concerne le polizze vita? Prevedere già ora, in un mese di gennaio, quello che saranno i rendimenti futuri è praticamente impossibile, si può soltanto azzardare qualche ipotesi: in effetti, le performance degli ultimi anni sono state senza dubbio positive, con delle percentuali interessanti in relazione alle gestioni separate, ma le previsioni finanziarie non sono il forte di nessuno. Ciò nonostante, un discorso accurato può essere fatto in merito ai fattori che andranno a influenzare tali strumenti nel corso di questi dodici mesi. Anzitutto, bisogna tenere in alta considerazione l’imposizione fiscale con cui si avrà a che fare, visto che l’ultima manovra finanziaria ha anche previsto un innalzamento dal 12,5 al 20%.