K.R.Energy S.p.A., società quotata in Borsa a Piazza Affari, ed operante, in qualità di holding industriale, nel comparto del fotovoltaico, ha provveduto a depositare presso la Consob e Borsa Italiana il prospetto informativo e quello per la richiesta di ammissione a quotazione delle nuove azioni ordinarie legate ad un aumento di capitale da offrire in opzione agli azionisti. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stata proprio K.R.Energy S.p.A. nel precisare come l’operazione sia stata deliberata, poi con successive modificazioni, il 27 aprile del 2010 da parte dell’Assemblea degli Azionisti della società riunitasi per l’occasione in sede straordinaria. L’operazione di aumento di capitale, in particolare, è aperta a tutti gli azionisti a fronte del reperimento delle risorse che, tra l’altro, saranno funzionali anche per portare avanti il piano di risanamento della società.
Crisi del debito: ecco perché l’Italia non può fallire
Come si fa a salvare un Paese che ha un debito pubblico che, poco ci manca, è pari a duemila miliardi di euro? Il Paese di cui stiamo parlando, se non si fosse capito, è l’Italia! Ebbene, è praticamente impossibile parlare di salvataggio dell’Italia visto che il suo fallimento innescherebbe il “default mondiale“. Questo è quanto titola IlFattoQuotidiano riprendendo le dichiarazioni di Alain Minc, economista francese nonché uno dei consiglieri di punta di Nicolas Sarkozy, il Presidente francese. Anche per questo probabilmente la Bce nei giorni scorsi è scesa in campo facendo shopping di Btp, che si sono subito impennati sul mercato secondario provocando l’effetto benefico relativo alla riduzione dello spread con il Bund. Bene, l’Italia è un Paese non salvabile, è per i cittadini che ci vivono è un bene.
Barclays, investire a leva con i nuovi Mini Futures
Investire a leva sulle piazze finanziarie può essere la soluzione giusta per affrontare la nuova crisi economica? Barclays, istituto di credito britannico di fama internazionale, ne è convinta, altrimenti non punterebbe gran parte dei propri sforzi su questo metodo specifico: in effetti, i nuovi Mini Futures Certificates della banca londinese sono stati progettati proprio a tale scopo, in modo da sfruttare in maniera piena e completa l’effetto leva di titoli azionari e indici. Un altro elemento su cui si punta molto per convincere gli investitori è lo spread tra le somme di denaro e la lettera, il quale viene proposto in una forma piuttosto contenuta e appetibile. Il funzionamento è comunque quello tipico di tutti i Mini Futures, quindi tali certificati andranno a incrementare le performance degli indici e delle azioni sottostanti, ma sarà anche possibile guadagnare mediante posizioni “short” (al ribasso).
America Movil: Carlos Slim batte i titoli governativi messicani
Carlos Slim, il nome forse suonerà nuovo a molte persone, ma si tratta di una delle figure più carismatiche della finanza mondiale: questo miliardario di nazionalità messicana sta infatti attirando su di sé le attenzioni di moltissimi investitori, fortemente interessati a ricercare il miglior bene rifugio che li tenga al riparo dalle principali piazze, mai così turbolente come in questo preciso momento storico. La società che fa capo a questo personaggio è America Movil e la situazione attuale ha consentito addirittura una netta prevalenza dei titoli obbligazionari dell’azienda rispetto ai titoli di Stato. Slim ha battuto dunque il governo di Città del Messico? Le ultime performance dei bond consentono di rispondere in maniera affermativa a questa domanda: il ritorno economico del gruppo, attivo nel campo della telefonia mobile, ha subito un calo più sostanzioso di quello dei titoli governativi, segno che l’affidabilità economica può essere trovata più facilmente in questo tipo di strumenti.
Investimenti fotovoltaico: TerniEnergia, semestrale brillante
Si è chiuso con tutti gli indicatori economici e di business in forte crescita il primo semestre del 2011 di TerniEnergia S.p.A., società quotata in Borsa a Piazza Affari ed attiva nel settore delle fonti rinnovabili, ed in particolar modo nel fotovoltaico e nell’enery saving. Il Consiglio di Amministrazione di TerniEnergia si è infatti riunito martedì scorso per esaminare ed approvare i dati al 30 giugno del 2011, caratterizzati in particolare, e innanzitutto, da un balzo dell’utile netto del 50% a 5,4 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2010. I ricavi nel periodo sono addirittura passati da 36,3 milioni di euro a 116,4 milioni di euro, mentre l’Ebitda e l’Ebit sono schizzati, rispettivamente, del 51,5% a 8,9 milioni di euro, e del 52,5% a 8,3 milioni di euro. Il tutto a fronte di una potenza installata che nel semestre si è attestata a 38,2 MW rispetto ai 24,2 MW al 30 giugno del 2010.
MutuiOnline: ricavi semestrali spiccano il volo
Si è chiuso in netta crescita il primo semestre del 2011 per il Gruppo quotato in Borsa a Piazza Affari MutuiOnline S.p.A.. Il Consiglio di Amministrazione della società ha infatti esaminato ed approvato i dati al 30 giugno del 2011, caratterizzati in particolare da un balzo dei ricavi del 51,3% a 36,2 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo, in particolare, grazie all’incremento pari al 78,8%, anno su anno nel semestre, del giro d’affari, della divisione BPO, e del +35,9% che ha fatto registrare la divisione Broking. Luce verde anche per il risultato operativo, balzato nel semestre del 37,8% a 14,4 milioni di euro rispetto ai 10,4 milioni di euro del primo semestre del 2010. Di riflesso, a chiusura del semestre il risultato netto attribuibile ai soci dell’Emittente ha fatto registrare un’impennata del 32,1% a 9,7 milioni di euro rispetto ai 7,3 milioni di euro del periodo da gennaio al mese di giugno dell’anno 2010.
Titoli di Stato: asta Bot 10 agosto 2011, giù i rendimenti
L’annuncio della Bce, la Banca centrale europea, relativo all’avvio di un programma di acquisto di titoli di Stato italiani e spagnoli, ha sortito sui mercati obbligazionari gli effetti sperati. Lo spread Btp-Bund, balzato nei giorni scorsi in area 400 punti, è sceso di oltre 100 punti base; siamo attualmente a quota 280 punti base circa, così come sul MOT, il Mercato Obbligazionario Telematico, i titoli di Stato italiani non sono più oggetto, già da qualche giorno, di pesanti vendite da parte degli speculatori. Proprio oggi, mercoledì 10 agosto del 2011, il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato con successo, e con una forte domanda, i Bot a dodici mesi, i cui rendimenti, rispetto alla precedente asta, sono crollati dello 0,70% circa, passando dal 3,67% al 2,96% annuo lordo.
Saras: effetti contenuti dalla crisi libica
Nel primo semestre del 2011 gli effetti legati alla crisi libica per Saras sono stati contenuti. Ad affermarlo è stato Gian Marco Moratti, il Presidente di Saras, in concomitanza con la comunicazione al mercato dei dati semestrali, caratterizzati in particolare da un giro d’affari che, a 5,3 miliardi di euro, è cresciuto del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo grazie sia all’ascesa dei prodotti petroliferi, sia ai maggiori ricavi che la società ha conseguito dai comparti della raffinazione e del marketing. Al riguardo proprio il Presidente ha sottolineato come nel primo semestre del 2011 la società abbia adottato una politica accorta per quel che riguarda l’approvvigionamento, così come effetti positivi ha generato l’integrazione commerciale tra le società del comparto marketing e la Capogruppo.
Kuwait: la GIC arricchisce la propria gamma di sukuk
La Gulf Investment Corporation del Kuwait, compagnia meglio nota con l’acronimo Gic, ha deciso di emettere ben 253 milioni di dollari in sukuk: i titoli obbligazionari in questione beneficeranno di una nuova scadenza e andranno a integrare idealmente l’offerta già esistente di 1,18 miliardi di dollari e con un arco temporale previsto di venti anni. Si tratta, a conti fatti, del secondo bond che la società finanziaria lancia nel corso di quest’anno. Non si tratta di una semplice azienda, ma di uno dei principali azionisti del Gulf Cooperation Council. In questa occasione si è deciso di puntare su una maturazione più breve rispetto a quella precedente, vale a dire cinque anni, ma bisogna anche ricordare, volendo elencare le principali caratteristiche del prodotto, il pagamento semestrale di una cedola pari al 4,9%, così come specificato in modo molto chiaro dal comunicato ufficiale.
Source: gli Etc sul palladio sono conformi alla Shariah
Gli investitori finanziari hanno ormai imparato ad associare il nome Source ad Etf ed Etc: la compagnia, la quale è proprio specializzata in prodotti di questo tipo, sta lavorando d’intesa con diverse banche, tra cui possiamo citare Bank of America, Goldman Sachs, Nomura e Morgan Stanley, oltre che con altri operatori di mercato. Le collaborazioni in questione non sono certamente casuali e sono volte a lanciare due nuovi Exchange Traded Commodities, i quali faranno espresso riferimento alle quotazioni del palladio. Come ha confermato la stessa Source, poi, gli strumenti sono conformi ai dettami della legge della Shariah, dunque si tratta di un investimento idoneo anche per la finanza islamica. I due Source Physical Platinum P-Etc hanno ricevuto una importante approvazione due settimane fa da parte del board degli Shariah Scholars.
Qatar ed Emirati Arabi, gli approdi sicuri per un investimento
Qatar e Abu Dhabi, sono queste le due piazze finanziarie arabe su cui si concentrano le maggiori attenzioni degli investitori: si tratta, rispettivamente, dell’economia mondiale col più rapido ritmo di crescita e del centro in cui gli obbligazionisti preferiscono collocare i loro prodotti. In pratica, si sta parlando delle due più valide alternative al continente europeo, funestato da una crisi del debito senza precedenti. Nel dettaglio, il rendimento medio dei bond del Golfo Persico è sceso di tre punti base (-0,003%) nel corso dell’ultimo mese, attestandosi a quota 4,719 punti percentuali, secondo quanto rilevato da Hsbc. I ritorni economici relativi ai titoli sovrani del Qatar denominati in dollari hanno invece sfiorato i loro minimi la scorsa settimana: il confronto più interessante è stato senza dubbio quello con i medesimi strumenti messi a disposizione dalla Polonia e dall’Ungheria.
UGF Banca: Idea Young e l’Albero per i più giovani
Unipol Gruppo Finanziario, istituto che è meglio conosciuto col nome di Ugf Banca, vanta una delle offerte finanziarie più interessanti per quel che riguarda le fasce giovani di età: i prodotti a cui fare riferimento in questo caso sono due, vale a dire L’Albero e Idea Young. Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio. L’Albero non è altro che un libretto di risparmio che è stato appositamente ideato per venire incontro alla gestione dei bambini fino ai dodici anni di età, un modo per cominciare a pensare sin da subito al futuro con le certezze e le sicurezze del presente. Come è strutturato esattamente questo libretto?
Spread Bund-Btp, le tensioni si allentano
La Banca Centrale Europea sta cominciando a intervenire in maniera massiccia e i primi effetti cominciano ad essere evidenti: in particolare, hanno destato molto interesse le acquisizioni di titoli di Stato del nostro paese e della Spagna, una operazione che ha reso molto meno nervosi i mercati in cui vengono scambiati i titoli obbligazionari, ma anche i Buoni del Tesoro Poliennali, ormai in evidente difficoltà da tempo. Lo spread tra questi ultimi e i Bund tedeschi a dieci anni è sotto stretta osservazione e i recenti record negativi avevano messo in allarme, dato che era stata superata addirittura la soglia dei quattrocento punti base. Ora, invece, le acque sembrano meno agitate e i livelli in questione hanno raggiunto delle dimensioni più accettabili. Il differenziale ha cominciato a ridursi fino a un minimo di 284 punti, per poi rialzarsi nuovamente, ma con un livello di 302 punti che fa comunque ben sperare per il futuro più immediato; questo valore andrà comunque monitorato in maniera costante e precisa, dato che i continui sbalzi sono così imprevedibili che nuove situazioni al limite non sono di fatto escluse.
Conti deposito e pronti contro termine sempre più appetibili
Ormai da diverse settimane nel nostro Paese i risparmiatori si sono accorti che l’investimento in titoli di Stato non è più “tranquillo” come un tempo. La speculazione è stata tale che da ieri è addirittura intervenuta la Bce, Banca centrale europea, nell’acquistare titoli di Stato italiani e spagnoli per arginare le pressioni speculative sui rispettivi debiti sovrani, e per far scendere di conseguenza il differenziale di rendimento con il Bund tedesco. Di riflesso si è alla ricerca di porti sicuri dove investire, che non comportino oscillazioni di mercato, e che offrano, anche se basso, un rendimento chiaro, certo e senza brutte sorprese. Ecco che allora la liquidità, con la Borsa che tra l’altro è sempre più “pericolosa” e rischiosa, sta tendendo a confluire in prodotti del risparmio postale, come ad esempio i buoni fruttiferi, ma anche nei pronti contro termine.