Titoli di Stato: asta Bot 10 agosto 2011, giù i rendimenti

di Fil 7

L’annuncio della Bce, la Banca centrale europea, relativo all’avvio di un programma di acquisto di titoli di Stato italiani e spagnoli, ha sortito sui mercati obbligazionari gli effetti sperati. Lo spread Btp-Bund, balzato nei giorni scorsi in area 400 punti, è sceso di oltre 100 punti base; siamo attualmente a quota 280 punti base circa, così come sul MOT, il Mercato Obbligazionario Telematico, i titoli di Stato italiani non sono più oggetto, già da qualche giorno, di pesanti vendite da parte degli speculatori. Proprio oggi, mercoledì 10 agosto del 2011, il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato con successo, e con una forte domanda, i Bot a dodici mesi, i cui rendimenti, rispetto alla precedente asta, sono crollati dello 0,70% circa, passando dal 3,67% al 2,96% annuo lordo.

Adesso, al fine di dare continuità a questa tendenza, il Governo italiano è chiamato, proprio su pressioni della Banca Centrale Europea (Bce), ad anticipare di un anno le misure di correzione e di aggiustamento dei conti pubblici contenuti nella manovra finanziaria. Proprio in data odierna è stato fissato un nuovo incontro tra il Governo e le parti sociali, con queste ultime che hanno chiesto più tagli e riduzioni di spesa che non vadano ad intaccare il tenore di vita, già traballante, della povera gente.

A contribuire ad abbattere la speculazione sui titoli del debito pubblico dei Paesi periferici dell’Eurozona, potrebbero essere proprio le banche centrali, sia quella europea, sia quella americana. Proprio ieri la Federal Reserve, nel mantenere e nel confermare i tassi di interesse ai minimi storici, ha reso noto che il costo del denaro negli Stati Uniti resterà basso fino alla prima metà del 2013. Questo perché l’economia americana sta rallentando oltre il dovuto; al riguardo, tra l’altro, non mancano in questo momento gli analisti che non escludono una nuova fase di recessione delle economie più industrializzate.

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