Investimenti fotovoltaico: TerniEnergia, semestrale brillante

di Fil 3

Si è chiuso con tutti gli indicatori economici e di business in forte crescita il primo semestre del 2011 di TerniEnergia S.p.A., società quotata in Borsa a Piazza Affari ed attiva nel settore delle fonti rinnovabili, ed in particolar modo nel fotovoltaico e nell’enery saving. Il Consiglio di Amministrazione di TerniEnergia si è infatti riunito martedì scorso per esaminare ed approvare i dati al 30 giugno del 2011, caratterizzati in particolare, e innanzitutto, da un balzo dell’utile netto del 50% a 5,4 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2010. I ricavi nel periodo sono addirittura passati da 36,3 milioni di euro a 116,4 milioni di euro, mentre l’Ebitda e l’Ebit sono schizzati, rispettivamente, del 51,5% a 8,9 milioni di euro, e del 52,5% a 8,3 milioni di euro. Il tutto a fronte di una potenza installata che nel semestre si è attestata a 38,2 MW rispetto ai 24,2 MW al 30 giugno del 2010.

Il Presidente ed Amministratore Delegato di TerniEnergia, Prof. Stefano Neri, ha sottolineato come nel semestre la società, sulla spinta degli ottimi risultati industriali, abbia conseguito ricavi in forte crescita nonché di assoluto rilievo a conferma dell’espansione del Gruppo. I risultati, tra l’altro, sono stati raggiunti a fronte di un contesto globale difficile e, quindi, assumono ancor più importanza; questo anche se si tiene conto che proprio in Italia questi mesi, dal fronte del fotovoltaico, sono stati caratterizzati da importanti cambiamenti strutturali per quel che riguarda i sistemi ed i criteri per le incentivazioni.

In virtù anche di questi cambiamenti, ha aggiunto l’Ad della società, TerniEnergia ha progressivamente orientato la propria attività verso la realizzazione di impianti di proprietà; così come è obiettivo di TerniEnergia crescere in un altro settore importante come il fotovoltaico. Trattasi del comparto dell’energy saving attraverso il quale, così come avvenuto nei mesi scorsi, TerniEnergia intende espandersi anche per linee esterne, ovverosia attraverso le acquisizioni societarie.

Commenti (3)

  1. Il problema è che l’Italia non sembra voler investire in alcun settore, tantomeno quello delle rinnovabili.
    Vedi non solo il tema del nucleare, bocciato dal referendum, ma anche le lamentele che esperti del settore come Roberto Saija esprimono riguardo le politiche di sviluppo, che invece che incentivare la ricerca e il miglioramento, sfruttano solo lo stato attuale per spremere il mercato delle rinnovabili come un’arancia. Il problema è che quando il succo è finito, le arance ce le venderanno a caro prezzo paesi che invece vanno avanti con la ricerca.

  2. impeccabile. La via della ricerca sarebbe la nostra salvezza, e NESSUNO si è preoccupato di svilupparla in italia. Oggi compriamo l’energia nucleare dagli altri, domani compreremo il fotovoltaico….ammesso che avremo ancora soldi per farlo. Ringraziamo il governo ed i suoi inutili provvedimenti. E ringraziamo noi stessi per non esserci mai opposti seriamente a questo andazzo inaccettabile.

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