Titoli di Stato: 1° comunicazione BTP e CCTeu del 30 Agosto 2011

Altra emissione del MEF è stata comunicata ieri sera per quanto riguarda i titoli di stato, tornanto quasi a pieno regime dopo la pausa estiva che ha visto la cancellazione della precedente asta.

Nello specifico si tratta di CCTeu (Certificati di Credito del Tesoro indicizzati al tasso Euribor a sei mesi) con scadenza al 15 Aprile 2018 e tasso d’interesse semestrale lordo equivalente al tasso Euribor a sei mesi, appunto, maggiorato dell1%. Il codice ISIN è IT0004716319 ed il collocamento utilizzato sarà quello dell’asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione. L’ammontare sarà comunicato con un comunicato stampa dopo la valutazione delle offerte ricevute.

La prenotazione da parte del pubblico dovrà essere effettuata entro il 29 Agosto 2011, mentre le domande in asta entro le 11:00 del 30 Agosto 2011 ed il regolamento delle sottoscrizioni è previsto per il primo Settembre 2011.

L’asta di BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) immette sul mercato 2 diversi strumenti con diverse scadenze e rendimenti: il primo, con scadenza il 1° Luglio 2014 e tasso di interesse annuo lordo al 4.25%, ha codice ISIN IT0004750409 e le date di prenotazione da parte del pubblico, presentazione della domanda e regolamento delle sottoscrizioni sono rispettivamente il 29 Agosto 2011, il 30 Agosto 2011 ed il primo Settembre 2011 come per i CCTeu.

Titoli di Stato: nuova asta Bot e Ctz del 26 Agosto 2011

Mentre le aste di medio-lungo termine di metà Agosto sono state annullate, come è buona usanza da parte del MEF durante il mese ufficiale delle vacanze degli italiani, le aste di Bot e CTZ vengono indette regolarmente.

Dopo l’asta del 10 Agosto di Bot, in data 23 Agosto il MEF ha comunicato i dettagli per la nuova emissione di 8500 milioni di Euro con scadenza al 29/02/2012 (durata di 182 giorni) sottoscrivibile per un minimo di 1000 Euro ed un massimo di 5 richieste di acquisto per ogni partecipante.

L’emissione ha luogo pochi giorni prima del 31 Agosto in cui 9000 milioni di Euro in Bot giungono a scadenza e, come specificato nella nota del Ministero delle Finanze e dell’Economia, le richieste di acquisto dovranno pervenire alla Banca d’Italia tramite la rete nazionale interbancaria entro e non oltre le ore 11 del giorno 26 Agosto 2011. La data di regolamento è fissata per il 31 Agosto.

Air Liquide, probabile quotazione di Dim Sum Bond

L’ora dei Dim Sum Bond è scoccata in maniera decisa: ne è una chiara testimonianza l’ultima operazione posta in essere da Air Liquide Sa, compagnia parigina attiva soprattutto nella fornitura di servizi industriali. Che cosa ha deciso esattamente la società in questione? A voler essere pignoli, bisogna precisare che i transalpini stanno pianificando nel dettaglio degli incontri tra investitori nelle sedi di Hong Kong e Singapore, in modo da comprendere la reale opportunità di un’emissione di tali titoli, i quali, come è noto, sono denominati in yuan cinesi. Queste fasi preparatorie, se così possono essere definite, vengono curate in ogni particolare da banche di una certa importanza, quali Bank of China, come appare evidente, Hsbc Investment Bank, Icbc e Standard Chartered.

Le auto d’epoca sono il nuovo bene rifugio?

Una elegante Ferrari datata 1957 è diventata l’autovettura più costosa per quel che concerne le vendite d’asta: si tratta di un modello Testa Rossa che ha visto crescere il suo prezzo fino a 16,4 milioni di dollari presso la casa Gooding & Company, ma anche di un chiaro segnale che viene lanciato al mondo degli investimenti finanziari. In effetti, l’ultima settimana è stata caratterizzata da vendite più consistenti di auto invece che di titoli azionari o obbligazioni. Siamo dunque di fronte a una nuova presa di posizione in merito ai cosiddetti “beni rifugio”? Quello che occorre sottolineare è che, nonostante la recente tempesta delle piazze finanziarie, molti investitori sono ancora disposti a porre in essere acquisti così impegnativi.

Pronti contro termine di Banco Popolare: l’offerta più scarsa del mercato?

Pronti contro termine fa’ rima con sicurezza, ma non con rendimenti alti, questo si sa’ da sempre. Una nuova parola entrata nell’ambiente è flessibilità per quanto riguarda la durata delle sottoscrizioni, ma Banco Popolare fa’ eccezione in quasi tutti gli aspetti.

Se la sicurezza dell’investimento è rispettata (anche grazie alla solidità del gruppo), emerge chiaramente una distanza su tutti gli altri aspetti a cominciare proprio dalla flessibilità; la durata dei PCT di Banco Popolare è limitata a 12 mesi e gli investitori più dinamici sentiranno sicuramente la mancanza della sottoscrizione on-line, anche se un giro in filiale è ancora buona usanza quando si tratta di guardare negli occhi le persone che si prenderanno cura dei nostri risparmi. Quello che invece lascia un po’ perplessi, riguarda il rendimento dell’offerta a 12 mesi che promette un netto di 2.40% sul capitale investito. Se pensiamo che WeBank offre lo stesso tasso di interesse per soli 9 mesi di sottoscrizione, ci rendiamo subito conto di come sotto questo aspetto Banco Popolare, a dispetto dello slogan “Le tue radici, il tuo futuro”, non sia veramente orientato ad aggiornare i propri prodotti seguendo il Mercato di riferimento e mettendosi in prima linea per il “nostro” futuro.

Equita Sim consiglia: azioni per resistere alla nuova recessione

Tanti sono i consigli degli istituzionali, dei personaggi famosi e delle banche d’affari in questo momento di grande tensione per la paura dell’avvio di una nuova fase di crisi globale. Anche Equita Sim non si tira indietro ed esegue un test sul listino italiano per trovare quei titoli che, nell’eventualità di un nuovo crollo dei listini, hanno più probabilità di tenere il prezzo di Mercato riducendo le perdite al minimo. Ovviamente la ricerca mette in evidenza anche quei titoli da evitare assolutamente, ed i risultati sono molto interessanti; tra i consigliati per la rotazione del proprio portafoglio troviamo Pirelli, Prysmian, Eni (sempre tra  le preferite) Telecom Italia (anche se qui avremo da ridire) e Atlantia.

Al contrario, gli analisti sconsigliano vivamente di avere in portafoglio Ansaldo Sts, Danieli, Saipem, Campari, Marr, Tod’s, Diasorin, Recordati e Save perchè in caso di nuova recessione saranno quelli più esposti alle vendite.

Tsmc lancia dei nuovi bond a cinque e sette anni

La Taiwan Semiconductor Manufacturing Company può vantare due record, vale a dire quello di maggiore fonderia al mondo per quel che riguarda i semiconduttori e quello di più grande società produttrice di chip in relazione al reddito conseguito ogni anno: ebbene, il nome della compagnia asiatica è tornato alla ribalta in queste ore a causa di una importante operazione finanziaria che la riguarda da vicino. In effetti, la società, la quale ha sede presso l’Hsinchu Science Park, ha deciso di vendere ben diciotto miliardi di nuovi dollari taiwanesi (circa 621 milioni di dollari americani) in titoli obbligazionari, così come è emerso da uno dei soggetti incaricati della sottoscrizione a cui stiamo facendo riferimento. Come è stata strutturata di preciso questa vendita?

Zucchero, futures sugli scudi nel corso dell’ultima settimana

Lo zucchero è riuscito a conseguire un importante rialzo, il guadagno settimanale più alto da otto mesi a questa parte, visto che non si verificava dallo scorso mese di dicembre: il segno più è stato senz’altro favorito dalla produzione brasiliana della commodity, piuttosto bassa per quello che viene considerato il maggior esportatore al mondo. Anche il caffè e il cacao sono riusciti a conseguire dei rialzi abbastanza simili, a conferma di un trend ben sviluppato. Nel dettaglio, i raccolti delle regioni centro-meridionali del Brasile, vale a dire quelli in cui solitamente si registrano i maggiori tassi di crescita, stanno continuando a declinare oltre ogni aspettativa. I dati messi in luce dalla Datagro Limited sono lampanti e vanno analizzati con la massima attenzione.

Pronti contro termine MyProfit di WeBank per investimenti minimi

L’offerta di WeBank (del gruppo Banca Popolare di Milano) è completa praticamente sotto tutti i punti di vista e replica i vantaggi di offerte simili inserendosi nel mercato direttamente tra le offerte favorite degli ultimi anni.

I pronti contro termine di WeBank meritano un capitolo a parte, sopratutto in un periodo come questo in cui le famiglie risparmiano a fatica capitale da investire; la possibilità di vincolare somme di denaro a partire da 1000 Euro è sicuramente da preferire ad altre soluzioni simili (ieri abbiamo parlato dell’offerta di Unicredit in cui il minimo era di 5000 Euro), anche se questo fattore costringe a diminuire leggermente i rendimenti del denaro vincolato.

Anche se i pronti contro termine non vantano di certo rendimenti particolarmente alti in tutti i casi, in questo particolare vengono ulteriormente ristretti, anche se il “malus” è compensato dalla possibilità di investire in tutta sicurezza una cifra davvero irrisoria. Vincolando i propri risparmi a scelta per 3, 6 o 9 mesi avremo a scadenza la garanzia del ritorno del 100% del capitale più l’interesse in misura rispettivamente di 1,50%, 1.80% o 2.40%, in tutti i casi netto (anche se c’è da ricordare che quotidianamente WeBank aggiorna il tasso in linea con il mercato).

Spread bund-btp: è solo una “bolla” o salirà ancora?

Grandi salite e grandi discese, acquisti di massa e sell-off vertiginosi…questo è diventato il Mercato, riportando gli orologi indietro fino al 2008 quando per mesi interi su tutti gli strumenti finanziari l’altalena di rialzi e ribassi aveva costretto i più a cedere sotto la pressione psicologica di variazioni da capogiro.

Azionari in subbuglio, commodities veloci nei movimenti e valute che prendono il fiato dopo mesi di alta volatilità, pronte a ricominciare da un momento all’altro. E lo spread btp-bund tanto discusso nelle ultime settimane? Sembra non fare eccezione.

Dai grafici si vede come nell’ultimo anno lo spread si è mosso tra l’1% ed il 2% senza particolari movimenti direzionali; la stabilità dei titoli di stato italiani paragonati al Bund decennale come punto di riferimento per quanto riguarda la sicurezza e la stabilità, non ha tradito gli investitori fino a pochi mesi fa’, quando l’allargamento dello spread ha messo sull’attenti gli investitori.

Poste Italiane: la soluzione di Postafuturo Certo 2011

È possibile proteggere i risparmi accumulati durante tutta la vita e guadagnarci sopra una somma interessante? Le Poste Italiane hanno progettato un prodotto che viene incontro a queste due esigenze fondamentali: si tratta di Postafuturo Certo 2011, dunque uno strumento introdotto proprio nel corso di quest’anno. Quali sono le sue caratteristiche peculiari? Se si dovesse riassumere il tutto, si potrebbe parlare in sintesi di una opportuna garanzia del capitale che è stato investito e di una certezza importante per quel che concerne la rivalutazione che avviene ogni anno. Postafuturo Certo viene consigliata, in particolare, per quei soggetti che hanno intenzione di assicurare, sia ai propri cari che direttamente a loro stessi. In pratica, questa protezione non è altro che un contratto di stampo assicurativo che è in grado di offrire la certezza di un rendimento minimo garantito e la sicurezza di un capitale che si rivaluta, ovviamente prendendo sempre spunto dal rendimento messo a disposizione dalla Gestione Separata delle Poste.

Standard & Poor’s: tutto sul sistema di rating dell’agenzia

L’influenza delle agenzie di rating è ormai consolidata in tutto il mondo. Se oltreoceano pensano che un paese Europeo potrebbe avere difficoltà a ripagare il proprio debito, automaticamente quel paese rischia il collasso come conseguenza delle “loro” analisi.

Il potere (forse esagerato?) che le agenzie di rating si sono conquistate nel tempo viene espresso con analisi di titoli obbligazionari ed imprese che condizionano come conseguenza la risposta degli investitori ma anche il premio che questi sono disposti ad accettare come ricompensa per l’investimento.

La proporzione inversa che lega rischio e guadagno è strettamente guidata da agenzie come Standard & Poor’s, una delle tre più importanti agenzie di rating del mondo (con Moody’s e Fitch Ratings) il quale compito è proprio quello di valutare la capacità di ripagare il debito.

Pronti contro termine di Unicredit: rendimenti fino al 3% netto

Sempre più apprezzati e diffusi, i Pronti Contro Termine stanno conquistando gli investitori attirati dalla garanzia di “sicurezza” dell’investimento, mai quanto in questo periodo importante per il cliente. Anche il gruppo Unicredit non manca all’appello e propone Moneybox Self Service con un tasso di interesse garantito, proporzionale alla durata scelta.

Si tratta in pratica di pronti contro termine con oggetto obbligazioni non convertibili e titoli di stato al portatore che vengono proposti ai clienti senza nessun costo di sottoscrizione direttamente acquistabili on-line tramite il banking del sito nell’apposita sezione che riporta il nome dell’offerta.

L’importo minimo di 5000 Euro li rende interessanti per chi ha una cifra da investire ridotta, con possibilità di incrementare  fino a 250000 Euro. La durata della sottoscrizione è a discrezione tra 3, 6, 9 e 12 mesi (scadenza riferita all’anno commerciale di 360 giorni) e rispettivamente i tassi di interesse garantiti netti sono 1.25%, 2%, 2.50% e 3% per la durata di investimento scelta.

Investire nell’Oro fisico: la sicurezza del lingotto di RBS

RBS (Royal Bank of Scotland) entra di prepotenza sul Mercato Italiano con un’innovativo ETC sull’Oro, proprio quando la tendenza degli investitori è quella di abbandonare l’azionario per tornare in massa sulle commodities.

Il nuovo ETC di RBS sull’Oro fisico (codice ISIN DE000A1ESY66) è stato introdotto su Borsa Italiana l’11 Agosto 2011 con il nome di “Etc Goldet RBS”. Lo troviamo nel mercato ETFplus sotto il segmento ETC/ETN di classe 1 (senza leva), negoziabile dalle 9:00 alle 17:25 in continua per un minimo di 1 quantitativo.

Abbiamo detto che si tratta di un prodotto particolare, e questa affermazione è facilmente condivisibile semplicemente leggendo la pubblicità con cui è presentato; si tratta infatti di un prodotto finanziario negoziabile per via telematica che ha però un reale corrispettivo di oro conservato in cassaforte, per la precisione nel caveau di J.P. Morgan Chase Bank.