Zucchero, calano i prezzi ma rimane la tensione

di Simone 1

Chiunque stia avendo a che fare con lo zucchero come commodity da contratto future si sarà sicuramente accorto di una tendenza di fondo dal punto di vista degli investimenti finanziari: in effetti, il bene in questione non raggiunge i propri livelli massimi dallo scorso mese di febbraio, ma la tensione rimane pur sempre altissima. Le ultime giornate di contrattazioni, poi, sono state caratterizzate dal ribasso del prodotto grezzo presso l’Intercontinental Exchange di New York (-1%). La quota attuale si aggira attorno ai 29,60 centesimi di dollaro per ogni singola libbra, ben al di sotto dei massimi più recenti, val a dire quei 31,69 centesimi che sono stati registrati non più tardi di una settimana fa.

In quella occasione, però, le preoccupazioni per l’esito dei raccolti brasiliani erano davvero altissime e i futures ne risentirono enormemente. La frenata dei prezzi non impedisce certo di parlare del continuo incremento dell’ultimo anno. In particolare, bisogna sottolineare come i prezzi dello zucchero siano saliti di ben 67 punti percentuali. Lo scenario che invece si può prospettare con una discesa al di sotto della soglia dei 29 centesimi è facilmente intuibile, dato che, come rilevato anche da moltissimi analisti, si potrebbero verificare delle cessioni in blocco da parte dei fondi. Il rally è un vero e proprio problema, in primis perché impedisce alla domanda fisica di decollare davvero, poi per gli imprevisti ostacoli nella produzione saccarifera, non soltanto in Sudamerica. Un argomento che va affrontato con la massima urgenza è senza dubbio quello degli alti costi di produzione.

In effetti, le compagnie brasiliane attive in questo settore sono solite spendere delle somme superiori rispetto al passato, addirittura ventidue centesimi di dollaro invece che dodici degli anni recenti, come a dire che in poco tempo il valore è praticamente raddoppiato. Infine, gli investitori devono tenere conto anche del real, la moneta del Brasile, il cui rafforzamento nei confronti del dollaro rappresenta un’altra seria minaccia.

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