Commodities: volano i futures su zucchero e caffè

di Simone Commenta

 La qualità arabica del caffè è salita fino ai suoi massimi livelli di prezzi degli ultimi quattordici anni: il grande exploit della commodity alimentare è stato sicuramente favorito dalle condizioni climatiche avverse che stanno minacciando i raccolti della Colombia, maggior produttore al mondo subito dopo il Brasile. Al contempo, lo zucchero è stato protagonista di un buon guadagno, mentre il cacao è declinato. Il ministero colombiano dell’agricoltura ha annunciato pubblicamente i possibili danni che potrebbero essere arrecati alle coltivazioni nei prossimi mesi: tra l’altro, le piantagioni sono state rovinate in maniera evidente dalla pioggia insistente, nonostante gli esperti abbiano candidamente ammesso che il peggio deve ancora arrivare.


In tal modo, i prezzi sono più che raddoppiati in un solo anno. Lo scenario è più che mai bullish per il caffè: i contratti futures relativi alle spedizioni di luglio sono aumentati di 1,05 centesimi (+0,3%), attestandosi a quota 3,0615 dollari la libbra: i dati in questione sono quelli dell’Intercontinental Exchange Futures di New York, piazza in cui è stata anche raggiunta una quota pari a 3,089 dollari, la più alta dal mese di maggio del 1997. La fortissima domanda, le scorte caratterizzate da una eccessiva scarsezza e le varie difficoltà che sta incontrando la relativa produzione nei paesi in via di sviluppo sono elementi abbastanza evidenti in questo momento: il mercato regge ancora, ma appare quantomeno paradossale come le avverse situazioni dei raccolti della Colombia abbiano fornito il sostegno più adeguato.

Se si osservano invece le contrattazioni londinesi del Nyse Liffe, ci si accorge che i futures sulla qualità robusta di caffè sono aumentati di ben 2,2 punti percentuali, con una quota complessiva di 2,611 dollari per ogni singola tonnellata. Per quel che concerne, infine, lo zucchero e il cacao, nel primo caso i contratti hanno fatto registrare un rialzo dello 0,8% presso l’Ice, mentre nel secondo il calo ha riguardato le spedizioni di luglio (-0,6%).

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