A New York futures su caffè e zucchero in calo

di Simone Commenta

 L’Intercontinental Exchange di New York ha assistito al sostanziale rallentamento dei contratti futures collegati alle performance del caffè, una delle principali “soft commodities” in questo senso: le perdite, comunque, hanno riguardato anche gli stessi strumenti finanziari che osservano da vicino l’andamento del cacao, mentre lo zucchero ha fatto registrare dei cambiamenti appena percettibili. Facciamo dunque un po’ d’ordine. Per quel che riguarda il caffè, c’è da dire che la qualità arabica è scesa in maniera decisa, anche se si tratta di un livello superiore al minimo degli ultimi diciassette mesi. Entrando maggiormente nel dettaglio finanziario, c’è da dire che le spedizioni di maggio hanno subito un calo di 0,4 punti percentuali (settantacinque centesimi di dollaro in meno), raggiungendo in questa maniera quota 1,82 dollari la libbra.

LA PRODUZIONE DI CAFFE’ FA CROLLARE I FUTURES SULLA QUALITA’ ARABICA

Già nel corso della giornata di lunedì, comunque, questo future aveva fatto parlare di sé per una brusca frenata che aveva messo in allerta gli investitori. Secondo la maggior parte degli analisti, però, la commodity in questione dovrebbe essere in grado di supportare nel modo più concreto delle quotazioni più basse, almeno fino a 1,74 dollari per la precisione. Intanto, i raccolti relativi al biennio 2012-2013 del Brasile sono destinati a passare da 52 a 54 milioni di sacchi. Che cosa c’è da dire, invece, in merito allo zucchero?

I FUTURES SULLO ZUCCHERO SCENDONO AI MINIMI DEL 2012

I prezzi a cui si faceva riferimento in precedenza sono quelli relativi alla qualità grezza. In pratica, il cambiamento non è stato molto evidente, ma comunque si è assistito a un declino dello 0,04% (un centesimo in meno), con le tariffe giornaliere che si sono fermate a 24,43 centesimi la libbra. Lo zucchero newyorkese inoltre potrebbe concludere questa settimana con una performance piuttosto debole, al di sotto dei 24,60 centesimi la libbra, con altri ribassi che non sono poi così improbabili. A Londra, invece, la commodity è andata leggermente meglio (+0,05%).

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