La produzione di caffè fa crollare i futures sulla qualità arabica

di Simone 1

 I contratti futures collegati al caffè qualità arabica sono scesi al loro livello più basso dell’ultima settimana, una chiara testimonianza che le scorte internazionali si sono accresciute: al contrario, gli stessi strumenti finanziari in questione, ma collegati al cacao e allo zucchero, hanno subito un rialzo importante. Tornando però a parlare del caffè, però, c’è da dire che la produzione sarà pari a 132,4 milioni di bustine, un dato che si riferisce alla stagione che è cominciata lo scorso mese di ottobre; tra l’altro, l’aumento rispetto alle stime di dicembre è stato superiore ai 3,8 milioni di unità, così come annunciato ufficialmente nei giorni scorsi dalla International Coffee Organization.

Le principali spedizioni a cui bisogna fare riferimento in questo caso sono due: in effetti, i contratti di marzo sono scesi di ben 2,6 punti percentuali, attestandosi a quota 2,1945 dollari la libbra presso l’Ice Futures di New York. Si tratta, nello specifico, del maggior calo in assoluto dello strumento più attivo in tal senso dal 13 gennaio. Il primo mese dell’anno, inoltre, è stato caratterizzato da un declino complessivo del 3,3%. Il mercato non è stato in grado di reggere a questi trend, con la maggior parte delle scommesse che parlano chiaramente di un incremento tariffario per la commodity.

Il confronto con lo zucchero e il cacao, come già anticipato in precedenza, è stato piuttosto eloquente, con i futures sul primo che sono aumentati dello 0,3% (24,96 centesimi la libbra di quotazione, sempre a New York ovviamente), con un rally che ormai dura da ben sei giorni e la commodity in questione protagonista di un incredibile +7,1% a gennaio. Anche lo zucchero raffinato ha riservato piacevoli sorprese, ma stavolta presso il Liffe londinese, con la dodicesima sessione consecutiva di rialzo, il rally più lungo dal 1989. Per quel che riguarda il cacao, infine, le spedizioni di marzo sono avanzate di 0,4 punti percentuali.

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