Rbs mette a disposizione cinque nuovi Etf per Borsa Italiana

di Redazione 3

Mercati di frontiera, continente africano, Arabia Saudita, Brasile e America Latina: sono questi i cinque riferimenti finanziari che Royal Bank of Scotland ha deciso di collegare ai propri Exchange Traded Fund, strumenti che hanno cominciato a essere negoziati a partire dalla giornata odierna presso il segmento EtfPlus di Borsa Italiana. Il comparto scelto dall’emittente britannica è, volendo essere ancora più precisi, quello degli Oicr Aperti Indicizzati (Classe 2). Che tipo di fondi comuni potranno essere sottoscritti? Anzitutto, la valuta di negoziazione sarà l’euro, con un differenziale massimo di prezzo compreso tra i due e i quattro punti percentuali.

Gli investitori interessati dovranno prestare la massima attenzione alle performance di cinque indici sottostanti: nel dettaglio, si tratta del Frontier Markets Index, dell’Efm Africa ex South Africa, del Gcc Countries ex Saudi Arabia Top 50 Capped, del Brazil Eur Hedged e dell’Em Latin America Eur Hedged, tutti facenti parte della famiglia Msci (acronimo che sta a indicare il Morgan Stanley Capital International). La natura degli indici è sempre la medesima, vale a dire quella del Net Total Return. Detto che i dividendi in questione sono capitalizzati, bisogna fare qualche distinguo in merito alle commissioni totali annue: quelle più economiche fanno capo all’Etf brasiliano (0,6%), mentre quelle più costose si riferiscono allo strumento collegato ai mercati di frontiera, con 0,9 punti percentuali. Tra l’altro, sono stati scelti solamente indici a capitalizzazione di mercato.

L’obiettivo di ogni singolo segmento consiste essenzialmente nel replicare le performance di tali benchmark: i rendimenti finali, quindi, sono calcolati al lordo delle spese, ma bisogna anche tenere conto della possibilità che lo stesso target di investimento di ogni comparto non venga raggiunto. Le ragioni possono essere diverse, tra cui, il sostenimento di costi e spese che non sono inclusi nel calcolo degli indici, la differenza di tempistica tra segmenti e benchmark e la normativa applicabile che deve essere rispettata.

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