Borsa Italiana: Amundi propone cinque nuovi Etf

di Redazione 1

Amundi ha deciso di battere il cinque agli investitori: il gruppo transalpino ha infatti scelto la giornata di domani per quotare presso Borsa Italiana cinque Exchange Traded Fund, i quali saranno negoziati all’interno del segmento EtfPlus, più precisamente nel comparto relativo agli Oicr (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio) Indicizzati. L’offerta in questione è piuttosto variegata e ricomprende diversi sottostanti piuttosto interessanti. In effetti, si è deciso di focalizzare l’attenzione su due indici della famiglia Msci, più precisamente quelli che osservano da vicino le performance della Spagna e del Regno Unito, ma anche del mercato obbligazionario iBoxx e del Vecchio Continente.

Per quel che concerne le denominazioni, cerchiamo di fare un po’ d’ordine: anzitutto, c’è l’Euro Corp Financials Iboxx (il codice Isin di riferimento è FR0011020957), l’Euro Corp Ex Financials Iboxx (FR0011020940), l’Msci World Ex Europe (FR0010756122), l’Msci Spain (FR0010655746) e l’Msci Uk (FR0010655761). Relativamente allo specialista, questo compito spetterà all’istituto francese Crédit Agricole. Entrando maggiormente nel dettaglio delle caratteristiche di tali fondi, c’è da precisare che la valuta di denominazione sarà ovviamente l’euro, con i dividendi che saranno invece capitalizzati. La natura dell’indice sarà di tipo “net total return” in relazione agli Etf che fanno riferimento all’indice Msci, diversamente dagli altri due prodotti, la cui natura sarà “total return”. Uno dei principali indici che viene contemplato in questa negoziazione è il Markit iBoxx Eur Liquid Financials, il quale prevede dei criteri di assimibilità ben chiari e precisi per i titoli obbligazionari.

Si tratta dell’appartenenza alla categoria “investment grade”, vale a dire l’attribuzione di un rating non inferiore a BBB- secondo le valutazioni di Standard & Poor’s, un ammontare minimo di emissione pari a 750 milioni di euro, la stessa emissione che deve essere avvenuta non oltre il triennio precedente, una scadenza superiore a diciotto mesi e il massimo di un titolo obbligazionario per società emittente. Il calcolo dell’indice, infine, si ottiene in base ai prezzi forniti dalle banche d’investimento europee.

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