Soft Commodities: calano i futures sullo zucchero

di Simone 1

I contratti futures collegati all’andamento dello zucchero sono scesi ai loro livelli più bassi degli ultimi cinque mesi: il ribasso in questione, piuttosto evidente, è stato provocato dall’ultima decisione del governo indiano, il quale ha fornito il suo ok definitivo all’aumento delle esportazioni. Al contrario, gli strumenti associati alle performance del cacao sono improvvisamente rinvigoriti dopo aver toccato i minimi degli ultimi trenta mesi. Per completezza di discorso, poi, bisogna anche aggiungere che i futures sul caffè hanno subito anch’essi una riduzione importante. Ma le attenzioni maggiori devono essere rivolte allo zucchero.

In pratica, come già accennato, l’India ha scelto di esportare un altro milione aggiuntivo di tonnellate di prodotto, incrementando in questa maniera gli equipaggiamenti annui e portandoli a dei livelli che assomigliano molto a quelli conseguiti nel 2007. Prima di questi rialzi, comunque, i contratti associati allo zucchero grezzo erano calati di ben trentatre centesimi. Secondo alcuni ricercatori ed analisti, comunque, le notizie provenienti dal paese asiatico, una delle principali economie emergenti, sono giunte prima di quanto ci si aspettasse. Gli acquisti dalla Cina e dall’Egitto potrebbero essere un buon sostegno per il mercato in questione. Entrando maggiormente nel dettaglio statistico, c’è da precisare che le spedizioni di marzo dello zucchero grezzo sono calate di ben 2,5 punti percentuali, attestandosi a quota 23,49 centesimi di dollaro presso l’Ice Futures di New York; in precedenza, il prezzo aveva toccato persino i 23,33 centesimi, il picco più basso dall’8 giugno scorso.

Il surplus globale dovrebbe essere pari a 4,4 milioni di tonnellate nella stagione che comincerà nel prossimo mese di dicembre, mentre appena un anno fa si contavano appena 840mila tonnellate, come ha opportunamente stimato Société Générale. Le spedizioni di marzo di cacao, invece, sono aumentate dello 0,9% (2,435 dollari la tonnellata); la qualità arabica di caffè ha fatto invece registrare 0,1 punti percentuali in meno, un dato relativo sempre alla piazza americana.

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