Avanzano i futures sullo zucchero grazie ai raccolti brasiliani

di Simone Commenta

Lo zucchero, più precisamente i contratti futures collegati ad esso, è cresciuto fino al livello più alto delle ultime sette settimane: il dato si riferisce a New York, piazza in cui è stata registrata una forte speculazione per quel che concerne i raccolti del Brasile, maggior produttore al mondo. Intanto, anche i prezzi del caffè sono schizzati verso l’alto. Le aspettative degli investitori sono concordi su un possibile calo dei raccolti in terra sudamericana, tanto che le principali stime degli analisti dovrebbero essere disattese: tra l’altro, Unica, l’associazione industriale del paese, ha fatto sapere di recente che la produzione verdeoro subirà un calo di ben diciassette punti percentuali, un dato non certo incoraggiante.


Nel dettaglio, i contratti relativi alle spedizioni del mese di luglio di zucchero grezzo sono aumentati di 0,43 centesimi di dollaro, vale a dire dell’1,8%: la quota attuale di questi prodotti finanziari è pari a 23,95 centesimi presso l’Intercontinental Exchange newyorkese. Poco prima di questa chiusura, comunque, erano stati superati anche i 24 centesimi, il livello più alto da quasi due mesi a questa parte, ma non si deve dimenticare che lo zucchero è stato protagonista di guadagni importanti per ben quattro settimane consecutive, il rally più lungo dallo scorso mese di novembre.

I dati di marzo di Unica parlavano espressamente di 568,5 milioni di tonnellate per quel che riguarda i raccolti brasiliani: con tutta probabilità, invece, non verranno superati i 550 milioni, una certezza che proviene da molti analisti di San Paolo. Si era parlato anche del caffè in precedenza, ed in effetti i futures collegati alla qualità arabica sono aumentati di 3,7 punti percentuali sempre presso l’Ice, con la commodity che è già stata capace di raddoppiare i propri prezzi rispetto al 2010 (la quota attuale si aggira attorno ai 2,71 dollari la libbra). Infine, c’è da dire che i rialzi in questione di caffè e zucchero si sono verificati anche a Londra.

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