Italia: rischio massimo, Bot come nel 2008

Il rischio di default degli stati UE è sotto la lente di ingrandimento dell’Europa e dell’America. Le agenzie di rating non aspettano altro che occasioni per puntare il dito su qualcuno al di fuori degli USA, e sembra che il candidato migliore sia proprio il Belpaese.

Dopo la Grecia, su cui la Germania aggiusta il tiro dichiarando “Siamo sicuri che stanno facendo il possibile” i prossimi sembra dobbiamo proprio essere noi; i Cds arrivano al record storico e lo spread btp-bund torna all’attacco del massimo precedente prossimo a quota 400 e l’ultima speranza degli addetti ai lavori è che si tratti di un doppio massimo prima della fine della “bolla”.

Poco incoraggianti anche i Bot a 12 mesi; questa mattina è stata fatta l’asta per 7.5 miliardi di titoli che sono stati assegnati con un rendimento del 4.153% che rispetto al precedente (2.959%) ha subito un rialzo spaventoso. Forte rialzo anche per il rendimento dei Bot trimestrali che completa il quadro disastroso dei titoli di Stato italiani.

Satorp firma il primo programma di sukuk dell’Arabia Saudita

Saudi Aramco Total Refining and Petrochemical Company, compagnia araba meglio nota con l’acronimo Satorp, ha annunciato il lancio di una offerta pubblica di certificati sukuk: l’emissione è stata curata da un’altra società saudita, vale a dire l’Arabian Aramco Total Services Company, specializzata proprio in questo settore. Nel dettaglio, le dimensioni complessive dell’emissione verranno determinate in una fase successiva. Sono infatti necessari alcuni giorni di meeting per perfezionare tutti gli elementi di questi prodotti finanziari, ma con tutta probabilità il prossimo 13 settembre dovrebbe già essere una data campale. C’è comunque da precisare che ben tre aziende, nello specifico la Deutsche Securities Saudi Arabia, la Samba Capital & Investment Management Company e la Saudi Fransi Capital, come a voler sottolineare che l’unione fa davvero la forza.

L’anniversario dell’11 Settembre e la teoria del complotto

Sembra che se ad una persona qualsiasi venga chiesto cosa facesse quel giorno, questa non abbia problemi a ricordare perfettamente dove era e cosa stava facendo nel momento in cui ha appreso la notizia. Questo giusto per ribadire ancora una volta l’impatto incredibile avuto dall’attacco terroristico alle Torri Gemelle quel giorno, sia in USA che nel resto del mondo.

Senza soffermarci sull’aspetto sociale discusso a dovere in altre sedi, la riflessione di oggi vuole concentrarsi sulla possibilità (mai abbandonata) che si sia trattato di un evento programmato e qualcuno sapesse effettivamente che stava per succedere qualcosa di grosso.

E senza soffermarci anche su chi e come facessero a saperlo e senza indagare sulle falle inspiegabili nella sicurezza USA oltre che la possibilità avanzata da alcuni sulla demolizione controllata, quello che andremo ad analizzare velocemente è l’aspetto finanziario precedente il giorno della tragedia.

Preso atto che eravamo inseriti in quel periodo in un trend discendente e quindi i ribassisti in generale erano più attivi sul mercato su tutti i fronti, riesce comunque a stupire come pochi giorni prima dell’11 Settembre le opzioni put in generale hanno avuto un aumento di scambi impressionante, tanto da diventare almeno 200 volte superiore al periodo precedente su certe compagnie aeree. 

Société Générale lancia 169 covered warrant put e call

Un numero davvero impressionante di covered warrant ha già cominciato a inondare la nostra borsa valori: il riferimento non può che andare alla banca francese Société Générale, la quale ha emesso ben 169 titoli che fanno parte di questa specifica categoria. Il comparto di negoziazione è il Sedex, nella tipologia dei prodotti cosiddetti “plain vanilla”. Inoltre, il tipo di liquidazione sarà monetario, mentre per quel che concerne le modalità di esercizio, esse saranno americane. Come è suddivisa di preciso questa quotazione? Nel dettaglio, settantaquattro strumenti finanziari del totale appena citato sono collegate all’indice Ftse Mib ed equamente alternate tra opzioni put e call; inoltre, occorre precisare che le scadenze in questione sono molto variegate, dato che sono fissate date per quel che riguarda il 2012, il 2013, il 2014, il 2015, il 2016 e infine il 2017, con un arco temporale massimo, quindi, di sei anni.

Saipem: premiata da Ubs

Ubs ha comunicato nella giornata di ieri la revisione del rating al rialzo per Saipem che alza il voto dal precedente “neutral” a “buy“. Nella giornata di ieri il titolo ha ceduto il 3.19% a Piazza Affari, che tutto sommato vista la giornata di fuoco è un buon risultato che conferma la forza di Saipem anche nei momenti peggiori.

Facciamo un passo indietro; fino alla fine del 2007 il prezzo delle azioni è cresciuto costantemente fino ad arrivare quasi a 30 euro, quota importante che ha respinto per ben 2 volte l’avanzare del prezzo andando a creare un doppio massimo proprio tra il 2007 ed il 2008. La discesa avuta in contemporanea con la recessione del 2008 del mercato globale ha ridotto il valore delle azioni fino a toccare i 10 euro nel momento peggiore; questo livello è diventato subito supporto ed ha contribuito anche per il suo valore psicologico alla ripresa, leggermente anticipata rispetto all’indice di riferimento.

Morgan Stanley aggancia il proprio bond all’inflazione europea

Morgan Stanley, una delle principali banche d’affari di New York e di tutti gli Stati Uniti, si sta affidando a Borsa Italiana per lanciare il suo nuovo titolo obbligazionario, il quale sarà legato all’andamento dell’inflazione: Eur 15.000.000 Inflation Linked Notes due 2016, questa è la denominazione ufficiale del prodotto, è stato negoziato tre giorni fa presso il Mercato Telematico delle Obbligazioni e si presenta come uno degli strumenti finanziari più interessanti per quel che concerne il proprio comparto. Nello specifico il nome fa già intuire molte caratteristiche dell’offerta.

Eni, nuovo corporate bond a tasso fisso e variabile

L’Eni sta per riservare una interessante e importante novità per gli investitori italiani: l’Ente Nazionale Idrocarburi ha infatti deciso di lanciare sul Mot (Mercato Telematico delle Obbligazioni) dei nuovi bond tramite una apposita offerta pubblica di sottoscrizione. La quotazione a cui ci stiamo riferendo è stata pensata proprio per i risparmiatori del nostro paese, con un importo totale di ben un miliardo di euro. In realtà, questo ammontare non è definitivo ma potrà anche essere raddoppiato nell’ipotesi di una domanda superiore all’offerta, evento che si verifica molto spesso nel mondo degli investimenti. Di cosa si tratta esattamente? La tipologia è quella di un corporate bond che beneficia del tasso fisso oppure di quello variabile, una alternativa che risulterà senz’altro gradita: la scadenza, inoltre, sarà a sei anni (la maturazione è prevista nel 2017), mentre il denaro ottenuto da tali prodotti verrà sfruttato dall’Eni stesso per i propri finanziamenti aziendali.

Poste Vita: vantaggi e rendimenti del Programma Arco

In ambito assicurativo Poste Italiane sono in grado di mettere a disposizione dei loro clienti un prodotto dal buon rendimento e capace di garantire il capitale: lo stesso gruppo ha tentato di dar vita a uno strumento che fosse il più solido possibile. Stiamo parlando del Programma Garantito Arco, il quale beneficia della struttura tipica di un index linked ed è quindi collegato alle performance di un indice. L’obiettivo principale di chi si affida al programma è sostanzialmente quello di diversificare al massimo i risparmi e di investire in maniera sicura in Borsa. In che modo tutto questo viene reso possibile? Anzitutto, bisogna precisare che ci troviamo di fronte a uno strumento che fa parte integrante dell’universo Poste Vita spa.

Oro e Petrolio ancora in salita

Sale ancora il prezzo dell’Oro, sempre a confermare il periodo di grande disagio sui mercati azionari; la stabilità del mercato dei metalli preziosi sembra dare sicurezza agli investitori che cercano conforto nei beni di rifugio e negli investimenti alternativi dopo il fallimento delle società quotate.

Nella giornata di oggi il Gold torna sopra a 1840 anche se poi ritraccia velocemente il movimento di salita diretto al doppio massimo in area 1.908.

La posizione di forza è ancora indiscussa su tutti i time frame, ma se questa è una buona notizia per gli investitori che hanno acquistato l’Oro, non lo è per il resto del mercato. Cresce ancora la sfiducia verso le aziende quotate ma anche verso i titoli di Stato, sopratutto dopo le minacce di down-grade delle agenzie di rating direttamente sui debiti più importanti del globo.

Allo stesso modo torna in quota il Petrolio, anche se solo nel breve periodo; una serie di swing crescenti sembrano voler riportare il prezzo oltre quota 90, ma è ancora presto per dirlo.

Titoli di Stato: integrazione all’emissione del 13 Settembre di Btp

Mentre la giornata borsistica odierna volge al termine con l’indice FTSE-Mib contrastato e Wall Street debole che attende la FED in serata, il Ministero dell’Economia e delle Finanze integra con una nota i dati riguardanti l‘emissione di Bot prevista per il 13 Settembre: i Btp con decorrenza 15 Settembre 2011 e scadenza 15 Settembre 2016 avranno ISIN IT0004761950 ed un ammontare nominale dell’emissione da un minimo di 3000 milioni di euro ad un massimo di 4000 di euro.

Per quanto riguarda i Buoni del Tesoro Poliennali non più in corso di emissione, quelli con decorrenza 1 febbraio 2008 e scadenza 1° agosto 2018 (ISIN IT0004361041), quelli con decorrenza 1° febbraio 2004 e scadenza 1° febbraio 2020 (ISIN IT0003644769), quelli con decorrenza 1° marzo 2010 e scadenza 1° settembre 2020 (ISIN IT0004594930) avranno un’ammontare complessivo compreso tra 2000 milioni di euro e 3000 milioni di euro.

Per Carive una semestrale sostanzialmente positiva

È tempo di semestrali e delle relative approvazioni per alcune banche di stampo territoriale: è il caso, ad esempio, della Cassa di Risparmio di Venezia, il cui cda ha dato l’ok definitivo ai risultati conseguiti nei primi sei mesi di quest’anno. Che giudizio si può dare in tal senso? Anzitutto, bisogna ricordare che l’istituto veneto fa parte del gruppo Intesa Sanpaolo, dunque c’è una sorta di “protezione” piuttosto prestigiosa. Il bilancio è senz’altro positivo, pur nelle dimensioni ridotte di questa operatività, visto che la banca è presente soltanto a Venezia e provincia, per la precisione in 120 filiali. Entrando maggiormente nel dettaglio finanziario, c’è da dire che i crediti sono cresciuti di mezzo punto percentuale rispetto al semestre precedente, un valore che, tra l’altro, può anche essere considerato insieme agli impieghi che sono stati posti in essere con altre società dello stesso gruppo torinese.

Fondo Cometa: lo strumento pensionistico per i metalmeccanici

Il Fondo Pensione Cometa si presenta come il fondo chiuso destinato essenzialmente agli addetti del settore metalmeccanico: questo prodotto finanziario, comunque, è aperto anche ad altri soggetti, tra cui gli orafi e coloro che lavorano l’argento. Come funziona esattamente tale strumento? Il Trattamento di Fine Rapporto viene pagato completamente, mentre la percentuale si abbassa fino al 40% nel caso in cui l’assunzione sia avvenuta nel 1993. A questo importo, poi, occorre aggiungere anche l’1,2% di quanto si percepisce come stipendio e l’Edr, vale a dire l’elemento distinto della retribuzione, un aumento salariale che viene corrisposto in cifra fissa.

Rating News: promossa Fiat, pericolo invece sul debito di Giappone e Cina

Giornata positiva a Piazza Affari, anche se il peso della situazione finanziaria precaria torna a farsi sentire sul listino poco prima dell’apertura di Wall Street.

L’Europa continua a fornire un quadro contrastato e questo viene confermato quotidianamente dalle banche d’affari che diffondono i report. Nella giornata di oggi tra i cambiamenti più importanti abbiamo il taglio di target price da 108 a 100 euro per Air Liquide indicato da Oddo, insieme al rialzo del rating su Sanofi-Aventis da neutral a buy sempre da parte della stessa banca d’investimenti.

La notizie più interessante arriva invece da Morgan Stanley che ha alzato il rating di Fiat Industrial da equal-weight ad overweight; è stato anche tagliato il target price da 10.50 euro a 8 euro, ma il titolo resta di grandissimo interesse nel settore automobilistico di tutta l’Unione Europea.

Secondo proprio Morgan Stanley, Fiat si trova in una posizione di forza che eviterà la recessione anche se ci sarà una frenata; le prospettive comunque sono altissime rispetto alla media e rispetto al periodo che stiamo passando, ma secondo la banca d’affari il titolo è un difensivo e balza in cima alla classifica del settore.

DomesticMot: Mediobanca propone un bond a tasso fisso

Il DomesticMot di Borsa Italiana ha accolto nel corso della giornata di ieri i nuovi titoli obbligazionari a marchio Mediobanca: la celebre spa di Piazzetta Cuccia ha deciso di puntare dunque su questo tipo di strumenti finanziari, più precisamente sul mercato telematico delle obbligazioni e sul corso secco come modalità di negoziazione. Per la precisione, il numero di bond che sono attualmente in circolazione è pari a mezzo milione, mentre il valore nominale unitario ammonta a mille euro. Cerchiamo di capire di che prodotti si tratta. Anzitutto, occorre precisare che questi ultimi saranno in grado di garantire degli interessi annui lordi, i quali potranno essere pagati in forma posticipata: l’attuale tasso della cedola è stato fissato al 4%, ma è necessario anche ricordare che la data di scadenza sarà il 2 settembre del 2013 (siamo quindi di fronte a un titolo a due anni), con tanto di rimborso alla pari in un’unica soluzione.