Microsoft, maggior produttore al mondo di software, è in procinto di aumentare il proprio dividendo del 19% non più tardi di questa settimana: si tratta di una mossa che ha l’obiettivo di scoraggiare gli investitori che stanno richiedendo a gran voce un maggiore pagamento dalla scorta di denaro cash (pari a 52,8 miliardi di dollari). Il progetto in questione prevede che il prezzo per ogni singola azione passi da sedici a diciannove centesimi, in modo da allineare la quotazione a quella dello scorso anno. Tra l’altro, bisogna ricordare che gli investimenti di breve termine del colosso statunitense sono aumentati di ben quarantatre punti percentuali nel corso dell’ultimo anno fiscale.
Petrolio ed Euro/Dollaro: il confronto non giustifica i rincari sulla benzina
Ogni volta che i derivati del Crude Oil subiscono un rincaro e le agenzie dei consumatori lo fanno presente, le giustificazioni sono sempre diverse e solo a distanza di tempo ci si rende conto che sono false.
Si era data la colpa al prezzo del Petrolio quando nel 2008 la benzina ed il gasolio toccavano il massimo prezzo in Italia (massimo anche in rapporto al costo della vita) ed effettivamente poteva anche essere vero in parte. Se non consideriamo il cambio Euro/Dollaro (in blu/bianco nel grafico a fianco) che era nettamente a favore dell’Europa in quel momento, la “scusa” per il rincaro poteva anche starci.
Quando la bolla è scoppiata ed il petrolio è tornato sotto a 70 $ il prezzo della benzina è calato considerevolmente, anche se è rimasto ben superiore al periodo precedente il rally del crude oil, quando proprio l’oro nero quotava intorno a 100$ al barile. E già in quel periodo (si parla di fine 2008, inizio 2009) cominciava ad emergere un quadro piuttosto strano che non trovava collegamento tra la finanza e l’economia reale, se non quando la situazione era sfavorevole ai consumatori.
Saxo Bank, nuovi corsi per imparare il trading online
Saxo Bank, banca danese di rilievo internazionale e specializzata su gran parte dei mercati finanziari, dimostra di aver a cuore il trading online, una delle sue peculiarità: in effetti, l’istituto scandinavo ha reso noto il suo ultimo progetto da questo punto di vista, un programma di formazione che sarà avviato nel corso di questo mese e che durerà anche in quello seguente. Di cosa si tratterà esattamente? Il trading verrà insegnato e spiegato in tutti i suoi dettagli in una serie di corsi sul web che sono stati pensati appositamente per quegli investitori che hanno attenzione di avventurarsi in questo segmento. L’obiettivo è quello di far capire che il trading può risultate la strategia più azzeccata anche quando le piazze sono molto volatili, focalizzando l’attenzione sulle valute estere, sulle opzioni e sui contatti per differenza (noti anche con la sigla Cfd).
Agenzie di rating: le novità del giorno ed il settore bancario Francese
Dopo l’annuncio di possibili downgrade per gli istituti di credito Francesi che nella giornata di ieri ha contribuito al sell-off Europeo l’attenzione ai voti delle agenzie di rating ed a quelli delle banche d’affari triplica nella giornata di oggi.
Che i giudizi siano affidabili o meno la loro influenza sul mercato (sopratutto in un momento in cui la bussola è stata smarrita) è altissima ed i report vanno assolutamente tenuti sotto controllo per gli investimenti; per quanto riguarda l’Italia la notizia del giorno colpisce Atlantia, con il downgrade di Nomura da buy a neutral che però “costa” solo 1 punto percentuale di perdita nella giornata di oggi.
L’abbassamento del target di Mediobanca da parte di Ubs da 8.1 a 7 euro invece non indice particolarmente sul settore (anche se forse è merito del ridimensionamento generale della giornata di ieri) anche perchè il giudizio buy non è cambiato ma c’è stata solo una rettifica del target price.
Poste Italiane: il fondo immobiliare Obelisco
La gamma di prodotti finanziari che può vantare Poste Italiane è davvero ampia: un settore di cui si parla forse troppo poco, ma che è comunque ben contemplato, è quello del real estate, il quale è degnamente rappresentato da un fondo chiuso immobiliare, vale a dire Obelisco. Quando si parla di scommesse su fondi di questo tipo nel nostro paese, significa fare affidamento su un bene rifugio di primaria importanza, il mattone. Circa due anni fa, il prodotto in questione ha subito un calo piuttosto pesante, molto vicino ai dieci punti percentuali, ma non bisogna dimenticare che gli investitori possono contare anche sull’effetto leva, il quale rende molto più sostanziosa qualsiasi performance.
Wind, una semestrale dominata dalla telefonia mobile
Il bilancio della prima metà di un anno rappresenta sempre un momento fondamentale per una compagnia, specie se quest’ultima ha un prestigio e una rilevanza internazionale: stiamo parlando di Wind, celebre società attiva nel campo delle telecomunicazioni, la quale ha reso noti i propri risultati relativi al primo semestre del 2011. In che condizioni di salute versa la spa romana? Anzitutto, i ricavi aziendali sono sostanzialmente aumentati, anche se non in maniera così evidente; nello specifico, il rialzo è stato pari a 1,6 punti percentuali, con il totale complessivo che si è attestato a quota 2.750 milioni di euro. Tali stime, inoltre, sono state favorite soprattutto dal buono andamento dei servizi di telefonia, il cui incremento ha superato i due punti percentuali.
Italia: rischio massimo, Bot come nel 2008
Il rischio di default degli stati UE è sotto la lente di ingrandimento dell’Europa e dell’America. Le agenzie di rating non aspettano altro che occasioni per puntare il dito su qualcuno al di fuori degli USA, e sembra che il candidato migliore sia proprio il Belpaese.
Dopo la Grecia, su cui la Germania aggiusta il tiro dichiarando “Siamo sicuri che stanno facendo il possibile” i prossimi sembra dobbiamo proprio essere noi; i Cds arrivano al record storico e lo spread btp-bund torna all’attacco del massimo precedente prossimo a quota 400 e l’ultima speranza degli addetti ai lavori è che si tratti di un doppio massimo prima della fine della “bolla”.
Poco incoraggianti anche i Bot a 12 mesi; questa mattina è stata fatta l’asta per 7.5 miliardi di titoli che sono stati assegnati con un rendimento del 4.153% che rispetto al precedente (2.959%) ha subito un rialzo spaventoso. Forte rialzo anche per il rendimento dei Bot trimestrali che completa il quadro disastroso dei titoli di Stato italiani.
Satorp firma il primo programma di sukuk dell’Arabia Saudita
Saudi Aramco Total Refining and Petrochemical Company, compagnia araba meglio nota con l’acronimo Satorp, ha annunciato il lancio di una offerta pubblica di certificati sukuk: l’emissione è stata curata da un’altra società saudita, vale a dire l’Arabian Aramco Total Services Company, specializzata proprio in questo settore. Nel dettaglio, le dimensioni complessive dell’emissione verranno determinate in una fase successiva. Sono infatti necessari alcuni giorni di meeting per perfezionare tutti gli elementi di questi prodotti finanziari, ma con tutta probabilità il prossimo 13 settembre dovrebbe già essere una data campale. C’è comunque da precisare che ben tre aziende, nello specifico la Deutsche Securities Saudi Arabia, la Samba Capital & Investment Management Company e la Saudi Fransi Capital, come a voler sottolineare che l’unione fa davvero la forza.
L’anniversario dell’11 Settembre e la teoria del complotto
Sembra che se ad una persona qualsiasi venga chiesto cosa facesse quel giorno, questa non abbia problemi a ricordare perfettamente dove era e cosa stava facendo nel momento in cui ha appreso la notizia. Questo giusto per ribadire ancora una volta l’impatto incredibile avuto dall’attacco terroristico alle Torri Gemelle quel giorno, sia in USA che nel resto del mondo.
Senza soffermarci sull’aspetto sociale discusso a dovere in altre sedi, la riflessione di oggi vuole concentrarsi sulla possibilità (mai abbandonata) che si sia trattato di un evento programmato e qualcuno sapesse effettivamente che stava per succedere qualcosa di grosso.
E senza soffermarci anche su chi e come facessero a saperlo e senza indagare sulle falle inspiegabili nella sicurezza USA oltre che la possibilità avanzata da alcuni sulla demolizione controllata, quello che andremo ad analizzare velocemente è l’aspetto finanziario precedente il giorno della tragedia.
Preso atto che eravamo inseriti in quel periodo in un trend discendente e quindi i ribassisti in generale erano più attivi sul mercato su tutti i fronti, riesce comunque a stupire come pochi giorni prima dell’11 Settembre le opzioni put in generale hanno avuto un aumento di scambi impressionante, tanto da diventare almeno 200 volte superiore al periodo precedente su certe compagnie aeree.
Société Générale lancia 169 covered warrant put e call
Un numero davvero impressionante di covered warrant ha già cominciato a inondare la nostra borsa valori: il riferimento non può che andare alla banca francese Société Générale, la quale ha emesso ben 169 titoli che fanno parte di questa specifica categoria. Il comparto di negoziazione è il Sedex, nella tipologia dei prodotti cosiddetti “plain vanilla”. Inoltre, il tipo di liquidazione sarà monetario, mentre per quel che concerne le modalità di esercizio, esse saranno americane. Come è suddivisa di preciso questa quotazione? Nel dettaglio, settantaquattro strumenti finanziari del totale appena citato sono collegate all’indice Ftse Mib ed equamente alternate tra opzioni put e call; inoltre, occorre precisare che le scadenze in questione sono molto variegate, dato che sono fissate date per quel che riguarda il 2012, il 2013, il 2014, il 2015, il 2016 e infine il 2017, con un arco temporale massimo, quindi, di sei anni.
Saipem: premiata da Ubs
Ubs ha comunicato nella giornata di ieri la revisione del rating al rialzo per Saipem che alza il voto dal precedente “neutral” a “buy“. Nella giornata di ieri il titolo ha ceduto il 3.19% a Piazza Affari, che tutto sommato vista la giornata di fuoco è un buon risultato che conferma la forza di Saipem anche nei momenti peggiori.
Facciamo un passo indietro; fino alla fine del 2007 il prezzo delle azioni è cresciuto costantemente fino ad arrivare quasi a 30 euro, quota importante che ha respinto per ben 2 volte l’avanzare del prezzo andando a creare un doppio massimo proprio tra il 2007 ed il 2008. La discesa avuta in contemporanea con la recessione del 2008 del mercato globale ha ridotto il valore delle azioni fino a toccare i 10 euro nel momento peggiore; questo livello è diventato subito supporto ed ha contribuito anche per il suo valore psicologico alla ripresa, leggermente anticipata rispetto all’indice di riferimento.
Morgan Stanley aggancia il proprio bond all’inflazione europea
Morgan Stanley, una delle principali banche d’affari di New York e di tutti gli Stati Uniti, si sta affidando a Borsa Italiana per lanciare il suo nuovo titolo obbligazionario, il quale sarà legato all’andamento dell’inflazione: Eur 15.000.000 Inflation Linked Notes due 2016, questa è la denominazione ufficiale del prodotto, è stato negoziato tre giorni fa presso il Mercato Telematico delle Obbligazioni e si presenta come uno degli strumenti finanziari più interessanti per quel che concerne il proprio comparto. Nello specifico il nome fa già intuire molte caratteristiche dell’offerta.
Eni, nuovo corporate bond a tasso fisso e variabile
L’Eni sta per riservare una interessante e importante novità per gli investitori italiani: l’Ente Nazionale Idrocarburi ha infatti deciso di lanciare sul Mot (Mercato Telematico delle Obbligazioni) dei nuovi bond tramite una apposita offerta pubblica di sottoscrizione. La quotazione a cui ci stiamo riferendo è stata pensata proprio per i risparmiatori del nostro paese, con un importo totale di ben un miliardo di euro. In realtà, questo ammontare non è definitivo ma potrà anche essere raddoppiato nell’ipotesi di una domanda superiore all’offerta, evento che si verifica molto spesso nel mondo degli investimenti. Di cosa si tratta esattamente? La tipologia è quella di un corporate bond che beneficia del tasso fisso oppure di quello variabile, una alternativa che risulterà senz’altro gradita: la scadenza, inoltre, sarà a sei anni (la maturazione è prevista nel 2017), mentre il denaro ottenuto da tali prodotti verrà sfruttato dall’Eni stesso per i propri finanziamenti aziendali.
Poste Vita: vantaggi e rendimenti del Programma Arco
In ambito assicurativo Poste Italiane sono in grado di mettere a disposizione dei loro clienti un prodotto dal buon rendimento e capace di garantire il capitale: lo stesso gruppo ha tentato di dar vita a uno strumento che fosse il più solido possibile. Stiamo parlando del Programma Garantito Arco, il quale beneficia della struttura tipica di un index linked ed è quindi collegato alle performance di un indice. L’obiettivo principale di chi si affida al programma è sostanzialmente quello di diversificare al massimo i risparmi e di investire in maniera sicura in Borsa. In che modo tutto questo viene reso possibile? Anzitutto, bisogna precisare che ci troviamo di fronte a uno strumento che fa parte integrante dell’universo Poste Vita spa.