Oro: le previsioni su fondi e prezzi per il 2012

Quanto ci si affida realmente all’oro come bene rifugio? I fondi, così come anche gli altri strumenti finanziari, non sembrano molto propensi a legare le loro partecipazioni al prezioso metallo, visto che, come emerge dagli ultimi dati, la percentuale rispetto al totale è pari soltanto allo 0,15% in media: il trend potrebbe però cambiare a breve, visti gli scarsi rendimenti delle alternative e l’andamento disastroso del settore azionario, fin troppo esposto alla volatilità. L’oro, tra l’altro, ha appena conseguito un nuovo record, raggiungendo e superando quota 1.900 dollari. Attualmente, quindi, per un’oncia sono necessari 1.893 valute americane, anche se il livello si è attestato a lungo sui 1.903 dollari. Se queste sono le performance degli ultimi mesi del 2011, cosa bisogna attendersi dal prossimo anno?

Secondo gran parte degli analisti, le stime dovrebbero rimanere invariate, a causa soprattutto delle preoccupazioni crescenti per la situazione dell’economia americana e per l’inasprirsi dei problemi debitori del continente europeo. Ma il consiglio è quello di non soffermarsi soltanto sulle quotazioni auree, ma anche su metalli come il palladio, il platino e materie prime come il carbone e il ferro minerale, con ottime capacità di conservare i loro valori. Un esempio dei prodotti collegati a tali beni ci viene offerto dagli ultimi dati relativi agli Exchange Traded Fund; in effetti, un mese fa sono stati contati ben 2.847 Etf, con assets patrimoniali piuttosto consistenti, tanto che l’importo totale è risultato vicino ai 1.450 miliardi di dollari.

Sono gli investitori a stelle e strisce, in particolare, ad andare a caccia dell’oro: in questo caso, bisogna sottolineare la lieve diminuzione degli assets, oltre a un buon numero, pressoché invariato rispetto a un mese prima, di replicanti quotati. Nel dettaglio, 4,6 miliardi di dollari sono stati destinati a investimenti in Exchange Traded Fund o Exchange Traded Commodities appositamente dedicati all’oro, diversamente dagli europei, molto più domestici e interessati al comparto azionario.