Oro quinto mese consecutivo in calo

di ND82 Commenta

Momento difficile per i metalli preziosi, che continuano a mostrare un andamento negativo perdendo così il loro status di “bene rifugio” che li aveva caratterizzati per diverso tempo a partire dallo scoppio della crisi finanziaria del 2008. L’oro ha chiuso in rosso anche il mese di febbraio. Il rosso ha sfiorato il 5% e ha spinto il metallo giallo sotto la quota psicologica di 1.600 dollari l’oncia. Si tratta, però, del quinto mese consecutivo di ribasso, iniziato a ottobre 2012 quando prezzi quotavano poco sotto 1.800 dollari.

Da allora le quotazioni hano perso più dell’11%, arrivando a toccare il minimo più basso da luglio scorso a 1.555 dollari l’oncia. Bnp Paribas ha deciso di rivedere al ribasso le sue stime sui prezzi dell’oro, tagliando la previsione a 1.670 dollari da 1.970 dollari per il 2013 e a 1.595 dollari da 1.775 dollari per il 2014. Oggi le quotazioni dell’oro si aggirano intorno a 1.570 dollari, mentre quelle dell’argento sono intorno a 28 dollari l’oncia, sui minimi da agosto 2012.

ORO: E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI VENDERE?

A deprimere i prezzi dei metalli preziosi sono il forte calo della domanda, l’uscita dei grandi hedge funds e i riscati record dagli Etf. In particolare suscita impressione il deflusso record dal maggiore Etf di oro fisico al mondo, ovvero l’Spdr Gold Trust. A febbraio è avvenuto il maggiore deflusso mensile da quando è stato lanciato per la prima volta nel 2003. Forti disinvestimenti sono arrivati anche in altre veicoli finanziari legati all’oro, ovvero Comex Gold Trust e Gbs/Etf Securities.

I GRANDI HEDGE FUNDS ESCONO DALL’ORO

Da segnalare anche l’uscita di George Soros, che ha già più che dimezzato la sua esposizione, e di Pimco. Da un punto di vista tecnico, se l’oro dovesse iniziare a consolidare sotto 1.600 dollari, i prezzi potrebbero scendere ulteriormente fino a perforare l’area di supporto di 1.550 dollari per puntare così al test del supporto su base mensile posto in area 1.530 – 1.520 dollari l’oncia.

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