Brusca caduta dell’oro, gli investitori sono costretti a vendere

di Redazione 1

Il rally aureo è terminato ieri con una caduta fragorosa da parte del prezioso metallo: tale inversione di tendenza così evidente ha spinto gran parte degli investitori finanziari a vendere titoli, visto che il contemporaneo rafforzamento del dollaro ha drasticamente ridotto l’appeal del comparto in questione come asset alternativo. Anche l’argento si è comportato nello stesso modo. La perdita dell’oro è stata pari a un punto percentuale, declino che ha fatto assestare la bionda commodity fino a quota 1.388,45 dollari l’oncia, prima però di essere scambiato oltre i 1.391 dollari a Seul; i lingotti quotati in euro hanno conseguito importanti record, mentre l’argento ha dovuto subire un calo pari allo 0,7%. Hwang Il Doo, trader presso la Korea Exchange Bank Futures Co., ha fatto sapere di ritenere questo trend soltanto un andamento temporaneo che potrebbe protrarsi fino alla fine del 2010: l’oro, inoltre, dovrebbe continuare a essere il bene rifugio privilegiato dai risparmiatori.


Come è noto, il metallo si muove tendenzialmente in direzione opposta alla moneta verde e il ribasso in questione non è altro che la conseguenza della forte risalita posta in essere dalla divisa statunitense, la quale ha ottenuto guadagni per il terzo giorno consecutivo, un rialzo superiore persino a quello delle altre valute. C’è da ricordare, tra le altre cose, che la commodity ha ricavato ben ventisette punti percentuali nel corso di quest’anno, un dato agevolato senza dubbio dall’atteggiamento dei governi internazionali, i quali hanno speso trilioni di dollari in tal senso e mantenuto i costi dell’indebitamento piuttosto bassi, al fine di potenziare i sistemi economici così duramente messi alla prova dalla crisi finanziaria.

I contratti futures relativi al prossimo mese di febbraio hanno perso l’1,4% al Comex di New York; le perdite sono state più contenute, invece, per il palladio (-0,3%), metallo che si è attestato sui 730,25 dollari l’oncia nella medesima piazza americana.

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