Storico bond decennale per la Bolivia

di Simone Commenta

Un evento a dir poco storico: dopo quasi un secolo di attesa, la Bolivia ha deciso di affidarsi nuovamente ai mercati globali del credito, lanciando per l’occasione titoli obbligazionari che giungeranno a scadenza tra dieci anni e per un importo complessivo pari a cinquecento milioni di dollari. In pratica, l’ammontare in questione è stato scelto basandosi sulla fiducia degli investitori finanziari. Il rendimento garantito in questo caso, inoltre, è di 4,875 punti percentuali, mentre tutti gli altri dettagli utili per identificare un’offerta simile non sono stati resi noti.

Il primo presidente indigeno della nazione sudamericana, Evo Morales, ha di fatto alleggerito il controllo statale sull’economia locale, la quale si basa essenzialmente sulle materie prime: tutto questo è stato reso possibile da una serie di nazionalizzazioni, nonostante Wall Street abbia più volte pregato il governo de La Paz affinché adotti politiche macroeconomiche ancora più prudenti. Il ritorno economico dei bond che è stato menzionato in precedenza deve essere confrontato necessariamente con altri riferimenti: in particolare, è decisamente più alto rispetto a quello raggiunto dal vicino Brasile (il 2,686% per la precisione), quando ha messo a disposizione titoli in scadenza nel 2023 e denominati in dollari lo scorso mese (l’importo totale è stato di 1,25 miliardi).

I due istituti di credito che hanno curato e gestito il lancio di questi strumenti finanziari sono Bank of America e Goldman Sachs, una scelta ponderata dopo così tanto tempo. La Bolivia rappresenta storicamente uno dei paesi latino americani più instabili, ma una relativa e serena stabilità economica è stata raggiunta proprio in occasione dell’elezione di Morales nel 2005: lo stato in questione rimane pur sempre il più povero della regione, ma l’espansione dell’economia ha viaggiato a un ritmo del 4,7% nel corso degli ultimi sette anni, grazie, in particolare, al gas naturale e al settore estrattivo. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, questa percentuale potrebbe addirittura sfiorare il 5% nel 2012.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>