Investire in Apple dopo l’iPhone 5

Apple vuole battere un nuovo record commerciale e, grazie a esso, ottenere una nuova spinta propulsiva sul fronte finanziario. La società di Cupertino ha infatti in mente di stravolgere il primato di vendite nel primo weekend di vendita del nuovo smartphone nei mercati in cui è disponibile, superando quota 10 milioni di unità in due giorni. Il vero problema potrebbe tuttavia essere un altro: riuscire a soddisfare l’impetuosa domanda di iPhone, che dovrebbe perdurare nel medio lungo termine mettendo a dura prova i magazzini Apple.

Investire in T-Bond a 30 anni dopo QE3 della FED

Il terzo piano di quantitative easing della Federal Reserve, annunciato lo scorso 13 settembre, ha inondato nuovamente il mercato con nuova liquidità al ritmo di 40 miliardi di dollari al mese. Da allora sul mercato dei titoli di stato americani è scattata la corsa all’acquisto dei Treasuries Bond a 30 anni. Il quantitative easing (o allentamento monetario) è un meccanismo che permette alla banca centrale di aumentare l’offerta di moneta con operazioni di mercato aperto. Le iniezioni di liquidità vanno a finire direttamente nel sistema finanziario e nel sistema economico.

Ennesimo fondo absolute return per Ignis Asset Management

Ignis Asset Management, compagnia britannica celebre per i suoi prodotti dedicati soprattutto alla clientela istituzionale, ha messo a disposizione una novità interessante: si tratta, nello specifico, di un comparto del tipo “absolute return”, il quale è in grado di investire nella totalità dei titoli di credito che vantano il maggior rendimento assoluto. Tutto questo viene reso possibile attraverso i Cds, i cosiddetti Credit Default Swap (contratti che trasferiscono l’esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti), in tale caso molto liquidi.

Ford lancia un bond decennale dopo oltre un anno

L’unità finanziaria di Ford Motor Company, la seconda compagnia automobilistica di tutti gli Stati Uniti, ha ottenuto ben un miliardo di dollari dalla vendita dei suoi primi bond decennali dell’ultimo anno: sono infatti passati più di 365 giorni da quando il colosso di Dearborn si è cimentato in una operazione finanziaria di questo tipo, con un prodotto che si presenta in maniera piuttosto interessante. Anzitutto, bisogna subito precisare che il debito in questione prevede un tasso del 4,25%, in modo da far conseguire agli investitori interessati un rendimento superiore di 260 punti base rispetto alla stessa scadenza prevista dal Tesoro americano.

Mediaset prenota nuova raccolta pubblicitaria

Bip Mobile, nuovo operatore nel comparto della telefonia mobile, che ha iniziato il servizio appena ieri, ha affermato che intende investire ingenti risorse in promozione sulle reti Mediaset. Nei prossimi due – tre anni si preannunciano pertanto significativi impieghi, in grado di conferire adeguata pubblicità verso il target di riferimento Bip Mobile e, di contro, un positivo introito nelle casse di Mediaset, che così come gli altri operatori televisivi italiani, sta fronteggiando un deciso calo della raccolta pubblicitaria consolidata e prospettica.

Investire in bond di paesi emergenti a fine 2012

L’investimento in obbligazioni emesse da governi e aziende di paesi emergenti sta diventando sempre più appetibile agli occhi degli investitori, desiderosi di diversificare al meglio il proprio portafoglio finanziario in un contesto di forte variabilità dei rendimenti su scala globale. Fino a qualche anno fa investire in bond di paesi emergenti sarebbe stato inquadrato come un azzardo, o quantomeno un investimento ad elevato rischio. Oggi, invece, molti money manager stanno puntando su questi bond per difendersi dai rischi di oscillazione dei rendimenti di un portfolio obbligazionario.

Boom per i junk bond grazie al QE3 della FED

Le politiche ultra-accomodanti delle banche centrali più importanti al mondo (Bce, Fed, BoJ) stanno spingendo al rialzo le asset class più rischiose, in un contesto caratterizzato da un’elevata liquidità a basso costo pronta a dare la caccia ai migliori rendimenti. Il clima di risk on sui mercati sta spingendo al rialzo anche i junk bond, ovvero i titoli obbligazionari con basso rating ma ad alto rendimento. Solitamente questi bond vengono chiamati anche titoli “spazzatura”, che nei periodi di maggiori turbolenze sui mercati sono quasi sempre ignorati dagli investitori in quanto gli ultimi ad essere rimborsati in caso di fallimento dell’emittente.

Tre bond a tasso fisso da Snam e Atlantia

A partire dalla giornata odierna saranno disponibili presso l’ExtraMot di Borsa Italiana tre interessanti obbligazioni a tasso fisso: le emittenti in questione sono comunque due, vale a dire Atlantia e Snam. Detto che i sistemi di regolamento per tali prodotti saranno i consueti Euroclear e Clearstream e che il termine di liquidazione è stato fissato per il terzo giorno successivo alla data di stipulazione dei contratti di compravendita, c’è da capire quali sono le caratteristiche più interessanti e appetibili di tali bond. Anzitutto, il titolo messo a disposizione da Atlantia, spa romana che gestisce diverse tratte autostradali (il garante sarà proprio Autostrade per l’Italia), potrà beneficiare di un rendimento pari a 4,375 punti percentuali.

Banca del Giappone lascia tassi fermi

Come era parzialmente atteso, la Banca del Giappone ha scelto di lasciare i tassi di interesse di riferimento per le operazioni di rifinanziamento fermi nel range tra lo 0% e lo 0,1% decidendo nuove misure di allentamento monetario, incrementando nel contempo i fondi per l’acquisto di attività per supportare con stimoli incisivi di natura monetaria l’economia locale. I nuovi acquisti stanziati dalla Boj (Bank of Japan) riguarderanno circa 5mila miliardi di yen di titoli di Stato entro il termine del 2013 e 5mila miliardi yen di Bill entro la fine di giugno del prossimo anno.

Volumi da record per gli Etp legati al platino

Gli investitori finanziari hanno fatto registrare un accumulo record per quel che riguarda le holding di assets relativi al platino: tale metallo sta facendo così gola in questo senso, visto che si tenta in tutti i modi di ottenere una protezione adeguata contro le minacce dell’inflazione. D’altronde, questa stessa commodity sta beneficiano nel momento attuale di qualche interruzione per quel che riguarda l’offerta in Sudafrica, il maggior produttore al mondo. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che gli Etp (Exchange Traded Products) collegati al platino hanno messo a segno un aumento di 1,1 punti percentuali, con una quota complessiva di ben 46.748 tonnellate, superando così il precedente picco di un anno fa (46.316 tonnellate per la precisione).

Investire nei fondi con copertura del rischio di cambio

Molti risparmiatori spesso si espongono al rischio di cambio in modo inconsapevole ogni volta che decidono di investire al di fuori della zona euro. Accade, ad esempio, quando si acquistano quote di fondi comuni di investimento azionari o obbligazionari globali, oppure di settori specifici di particolari aree geografiche oppure specializzati in materie prime. Anche se il fondo è denominato in euro, molti titoli presenti nel portafoglio del fondo sono espressi in valuta estera (dollari, yen, sterline, franchi, etc.).

Nordea e DoubleLine presentano una nuova strategia a reddito fisso

Nordea, celebre gruppo finanziario scandinavo che opera soprattutto nell’Europa settentrionale, e DoubleLine Capital Lp hanno deciso di unire le loro forze per riservare una novità interessante agli investitori europei: sono infatti questi ultimi i soggetti che andranno a beneficiare dell’ultima strategia sul reddito fisso americano che è stata lanciata in maniera congiunta dal duo in questione. L’annuncio della compagnia di Stoccolma è ufficiale, dunque cerchiamo di capire quali sono le caratteristiche più importanti. L’accordo con la società statunitense ha permesso di gestire un prodotto obbligazionario che prende spunto dalla strategia di tipo Total Return della stessa DoubleLine, la quale vanta ben trenta miliardi di dollari in gestione da questo punto di vista.

Titolo Apple supera 700 dollari

Non si ferma la corsa a Wall Street del titolo Apple, un condensato di innovazione tecnologica, business di nuova generazione e straordinaria capacità di generare flussi di cassa. Le azioni della società di Cupertino hanno toccato un nuovo massimo storico a 702,33 dollari, chiudendo poi la seduta con un rialzo dello 0,3% a 701,91 dollari. Da inizio anno il titolo Apple ha guadagnato il 71,5% sul listino dei titoli tecnologici americani Nasdaq. Di recente ha lanciato il nuovo iPhone 5, che dovrebbe generare un nuovo incremento del fatturato globale.

La7 verso Murdoch?

Nella lunga strada che dovrebbe condurre un nuovo operatore a metter le mani sugli asset La7, la Newscorp di Rubert Murdoch sembra essere in vantaggio, forse già incolmabile. Perché contrariamente a quanto avvenuto in casa Newscorp (dove è stato possibile prendere visione dei dati sensibili della compagnia oggetto di potenziale acquisizione), la Mediaset della famiglia Berlusconi non ha avuto accesso all’information memorandum per un diniego da parte dell’advisor di Ti Media per la gara (Mediobanca, insieme a Citi).