Boom per i junk bond grazie al QE3 della FED

Le politiche ultra-accomodanti delle banche centrali più importanti al mondo (Bce, Fed, BoJ) stanno spingendo al rialzo le asset class più rischiose, in un contesto caratterizzato da un’elevata liquidità a basso costo pronta a dare la caccia ai migliori rendimenti. Il clima di risk on sui mercati sta spingendo al rialzo anche i junk bond, ovvero i titoli obbligazionari con basso rating ma ad alto rendimento. Solitamente questi bond vengono chiamati anche titoli “spazzatura”, che nei periodi di maggiori turbolenze sui mercati sono quasi sempre ignorati dagli investitori in quanto gli ultimi ad essere rimborsati in caso di fallimento dell’emittente.

Tuttavia, a settembre le banche centrali più importanti del mondo hanno nuovamente aperto i rubinetti della liquidità. Gli investitori, da mesi alle prese con investimenti a tassi reali negativi, sono ora pronti a dare la caccia ai titoli high-yield. Negli ultimi tempi questa categoria di bond è già salita molto, tanto che lo spread medio dei rendimenti dei junk bond – con rating sotto “Baa3” di Moody’s e “BBB-“ di S&P – è sceso fino a 103 punti base sopra il rendimento di asset class più sicure.

Si tratta senza dubbio di una situazione anomala che non accadeva ormai da tre anni. Secondo le rilevazioni di Jp Morgan, la forte richiesta di titoli “spazzatura” ha fatto scendere il rendimento medio al 6,29%. L’exploit dei junk bond si è accentuato ancor di più da quando la Fed ha deciso di inondare di liquidità i mercati con il terzo round di allentamento monetario (QE3), al ritmo di 40 miliardi di dollari al mese.

La recente mossa di politica monetaria della Fed è stata decisa per stimolare l’economia americana in freanta da qualche mese, ma sta schiacciando sempre di più i tassi dei Treasuries Bond su livelli minimi. Intanto, da maggio i prezzi dei junk bond sono saliti mediamente del 7,3%, mentre i corporate bond con rating investment grade solo del 5,1%. Secondo gli analisti finanziari le distorsioni sui prezzi dei junk bond derivano dal forte afflusso di liquidità che sta interessando da qualche tempo il settore dei corporate bond, sia in Europa che negli Stati Uniti.

Lascia un commento