Bond “spazzatura” rendono meno del 6%

di ND82 Commenta

Quella dei junk bond, ovvero dei titoli obbligazionari ad alto rendimento ma con scarsa affidabilità creditizia della società emittente, è una bolla che tende a gonfiarsi sempre più e che non promette nulla di buono se si dà un’occhiata ai dati storici. La scorsa settimana, caratterizzata dall’euforia generalizzata sui mercati finanziari dopo l’accordo raggiunto negli Stati Uniti per evitare il fiscal cliff, ha prodotto un nuovo record per il comparto degli high-yield bond. L’indice Barclays U.S. Corporate High Yield Index è sceso per la prima volta sotto il 6%.

Il rendimento medio dei titoli high-yield si è attestato al 5,9%. Si tratta di un vero e proprio record che ha sempre più la forma di una bolla pronta ad esplodere. Il rally del mercato dei titoli spazzatura è stato reso possibile dal contesto di mercato di financial repression, caratterizzato da rendimenti reali negativi. I tassi di mercato ai minimi storici, con valore inferiore al tasso di inflazione, stanno spingendo gli investitori a caccia di rendimenti più corposi.

L’azione degli investitori è facilitata da tempo dalle politiche ultra-espansive delle principali banche centrali mondiali, che continuano a immettere immense quantità di denaro sui mercati finanziari. Tra queste la più attiva è senza dubbio la FED, che ora potrebbe fare marcia indietro e programmare l’exit strategy per evitare un surriscaldamento dei mercati azionari e obbligazionari. Schiacciando i rendimenti dei T-Bond e dei corporate bond, la FED ha dato il via alla moltiplicazione delle emissioni di titoli spazzatura. In base alle ultime rilevazioni della Reuters, le emissioni globali hanno toccato i 397 miliardi di dollari nel 2012, con un incremento del 38% rispetto a dodici mesi prima.

Il mercato degli high-yield bond ha toccato record assoluti. I fondi obbligazionari specializzati in questa nicchia di mercato hanno registrato flussi di investimento da record, nonostante le incognite legate all’andamento del ciclo economico nei prossimi mesi. Finchè la FED non cambierà strategia, la situazione potrebbe restare sotto controllo: secondo Fitch il tasso di default medio dovrebbe attestarsi al 2% nel 2013, ma solo se i tassi resteranno a zero e Bernanke non chiuderà i rubinetti della liquidità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>