Investire negli smartphone?

Il clamore dell’uscita del nuovo iPhone 5 non si spegnerà per diverse settimane. Quale, allora, migliore occasione per cercare di comprendere se investire negli smartphone convenga davvero? A ben guardare le performance di Apple, e la continua crescita di capitalizzazione dei suoi titoli, non vi sarebbe niente di più semplice che impiegare nuove risorse nell’acquisto delle azioni della compagnia, secondo alcuni analisti in grado di toccare, nel breve – medio termine, quota 1.000 dollari per partecipazione. Ma il settore è ben lungi dall’esser privo di insidie.

A fronte dello straordinario successo di Apple, infatti, i media devono registrare l’ennesimo flop della Research In Motion, la casa canadese produttrice degli smartphone BlackBerry, oramai in fase di deciso calo. Un tempo principale rivale della Mela, oggi RIM deve fare i conti con nuovi prodotti che arrancano alle spalle di Apple & Samsung, e problemi tecnici che stanno sfinendo la pazienza dei più accaniti fan del BlackBerry.

“Per circa 4 ore” – ricordava poche ore fa Il Sole 24 Ore – “milioni di utenti in Europa e Africa non hanno potuto utilizzare il servizio e, anche se Research in Motion ha poi risolto il problema, il titolo della società canadese è colato a picco: a Wall Street ha ceduto il 6,52% a 6,46 dollari per azione, appena sopra il minimo delle ultime 52 settimane a 6,33 dollari per azione”.

Una notizia che non farà certamente piacere al management di Research In Motion, che già fatica di per sé a contenere il gap che la separa dai leader di mercato, e il rischio di una nuova emorragia della propria utenza verso la mela. Un tempo focalizzato sul solo target business, RIM ha scelto di allargare la propria offerta anche verso la clientela reatil e famiglie, proponendosi con prodotti spesso molto buoni, ma quasi mai in grado di poter costituire una valida alternativa all’iPhone o ai prodotti Galaxy.

Non perdete il nostro focus: investire in Apple dopo l’iPhone 5.

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