Opportunità nei bond high-yield nel 2013 secondo Rothschild

di Redazione Commenta

Secondo Edmond de Rothschild Asset Management per trovare extra-rendimenti nel mercato obbligazionario nel 2013 sarà necessario guardare alle emissioni dei bond societari piuttosto che ai bond governativi. Il segmento di mercato più interessante resta quello dei bond ad alto rendimento, che già nel corso del 2012 hanno offerto belle soddisfazioni agli investitori. Secondo Philippe Uzan, chief investment officer della storica casa di investimenti, “il rendimento atteso si aggira tra il 6% e l’8%, come riconoscimento di un livello di rischio più elevato”.

In un’intervista rilasciata a Il Sole-24 Ore, l’esperto ritiene che al momento “la rischiosità sia sopravvalutata”. Nonostante il costante calo del tasso di default sui livelli più bassi di sempre, Uzan è convinto che questo tasso dovrebbe mantenersi su valori molto contenuti, intorno al 3%, e comunque al di sotto delle medie storiche. Secondo Uzan nei prossimi mesi dovrebbe consolidarsi il clima di risk on sui mercati finanziari e ciò dovrebbe favorire ancora le emissioni di high-yield bond.

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L’esperto fa notare come a gennaio siano aumentate sempre più le richieste di titoli di stato della periferia europea, come evidenziato nelle aste dei Bot, Btp, Ctz e Btp inflation linked. Ma gli stessi titoli erano guardati con grande sospetto solo fino a qualche mese fa. Uzan ritiene che il processo di riallocazione delle risorse sia soltanto agli inizi. Secondo lo strategist della casa di investimenti francese, “il contesto di bassi tassi spinge gli investitori a riconsiderare la loro asset allocation”: non ci si sorprende più quando si osservano tassi negativi sui bond free-risk come i Bund, i T-Bond USA o gli Oat francesi, ma questa situazione non è sostenibile nel medio-lungo termine.

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Uzan sottolinea come già da qualche tempo le obbligazioni governative dei paesi “core” siano diventate sempre meno attraenti, oltre che un po’ più rischiose rispetto a qualche mese fa. La preferenza va così ai corporate bond e alle obbligazioni dei paesi emergenti, che dovrebbero continuare a fare bene nel 2013 seppur in tono minore rispetto allo scorso anno. I bond high-yield sono ormai diventati parte integrante dei portfolios e non più strumenti per investitori evoluti. Quindi sono utilizzati anche in ottica di diversificazione del portafoglio.

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