Italia chiederà aiuti per non fallire secondo Citi

di ND82 Commenta

 Lo shock post-elettorale in Italia ha creato grande confusione sui mercati finanziari. Gli investitori sono stati travolti dal clima di avversione per il rischio e così hanno cominciato a vendere azioni e bond pubblici italiani, facendo crollare la borsa milanese e impennare lo spread. Molti analisti temono il peggio, in quanto il paese non è governabile per cui rischia di dover far ricorso agli aiuti finanziari se lo spread dovesse salire ancora verso 450 – 500 punti base. Tuttavia, secondo il presidente Giorgio Napolitano l’Italia non è allo sbando.

Napolitano ha sottolineato che l’Italia non è nemmeno senza governo, in quanto Mario Monti resterà in carica fin quando non avverrà il giuramento del nuovo esecutivo. Il presidente italiano è oggi a Berlino, dopo aver saltato l’incontro di ieri sera con il candidato cancelliere della Spd, Peter Steinbruck, che aveva rilasciato dichiarazioni offensive dopo il voto in Italia, etichettando Berlusconi e Grillo come “due clown”. Napolitano ha precisato che “quando si parla di libere elezioni in un paese amico non si deve venir meno alla discrezione e al rispetto”.

SPREAD A 500 SE L’ITALIA TORNA AL VOTO SECONDO CREDIT AGRICOLE

Steinbruck è stato attaccato anche dal presidente della Repubblica federale tedesca, Joaquim Hauck, che ha sottolineato come le parole dell’esponente dell’Spd “si commetano da sole”. In Germania, però, non nascondono la loro preoccupazione per la crisi politica dell’Italia, che rischia seriamente di tornare alle urne tra qualche mese. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha dichiarato che la crisi italiana rischia di contagiare anche il resto dei paesi europei. Intanto, Citigroup ha bocciato sonoramente l’Italia, dichiarando che il paese potrebbe ben presto richiedere gli aiuti finanziari a causa del voto inconcludente.

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La banca americana ritiene che l’Italia potrebbe anche ristrutturare il debito pubblico e magari procedere con un haircut del debito. Citi stima che sia Standard & Poor’s che Moody’s taglieranno il rating di cinque notch nei prossimi 2-4 anni, spingendo l’Italia a un livello “junk” (spazzatura). Secondo Citi, S&P taglierà il rating italiano a “SD” (selective default), mentre Moody’s a “C”. Citi stima che la recessione proseguirà sia quest’anno (-1,6%) che l’anno prossimo (-1,4%).

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