Europa a rischio rottura con politiche di austerità secondo Natixis

di ND82 Commenta

 Le recenti elezioni politiche in Italia hanno dimostrato come gran parte della popolazione sia ormai stanca di sostenere le politiche di austerità imposte dall’Europa. Più della metà dell’elettorato ha espresso la propria preferenza per partiti politici (MoVimento 5 Stelle e Pdl-Lega), che hanno effettuato una campagna elettorale di matrice populista e contro l’austerity. Dopo il voto italiano, molti economisti e money manager si chiedono se possa esserci un cambiamento della gerarchia a livello di politiche economiche nell’area euro. Tra questi c’è anche Philippe Waechter, chief economist per Naxitis Asset Management.

Oggi ai paesi dell’area euro in recessione, in particolare Italia, Spagna, Portogallo e Grecia, si chiedono politiche molto restrittive per mettere a posto le finanze pubbliche. Allo stesso tempo l’Europa ha chiesto l’implementazione di riforme strutturali, in grado di modificare le dinamiche dell’economia per far riparitre autonomamente la crescita. Secondo l’esperto, però, non sarà così. Waechter è convinto che “per aumentare la flessibilità occorre modificare la forma dei contratti di lavoro, per facilitare l’allocazione di risorse nell’economia occorre creare dinamiche nuove nei vecchi paesi europei”.

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L’esperto ritiene che famiglie e imprese hanno pochi margini di manovra per adattarsi ad un cambimaneto così drastico e per adoperare nuovi orientamenti. Non ci si può concentrare su entrambi gli obiettivi: o si punta sulla crescita o sull’equilibrio dei conti pubblici. Per ora ha vinto la linea del rigore tedesco, imposto dal cancelliere Angela Merkel. Tuttavia, la crescita è diventata negativa, il mercato del lavoro è in uno stato di depressione e le tensioni sociali iniziano a diventare pericolose. Waechter rivolge l’attenzione al voto italiano.

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L’esperto pensa che l’Italia sarà costretta a tornare al voto. In questa fase le precarie condizioni del mercato del lavoro e la recessione peseranno sugli stati d’animo della popolazione. Il rischio è quello di assistere a un “massiccio voto di protesta anti-Europa e anti-euro”. A quel punto la stabilità nell’area euro tornerebbe in discussione e la volatilità sui mercati aumenterebbe a dismisura. Il solo rigore tedesco rischia di far schiantare l’Europa, ma a quel punto il mondo potrebbe andare avanti anche senza gli europei.

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