Investire in titoli high-yield secondo M&G Investments

di ND82 Commenta

Secondo quanto dichiarato dal fondo di investimento britannico M&G Investments, primo nel paese di Sua Maestà con asset in gestione per 243 miliardi di euro, ci saranno drastici cambiamenti nella zona euro mentre per gli Stati Uniti è previsto un declino con perdita dello status AAA e l’avvio verso la recessione. Gli esperti di M&G ritengono che la BCE sarà costretta a tagliare il costo del denaro e dovrà diventare prestatore di ultima istanza, monetizzando il debito dei paesi membri. Secondo quanto dichiarato a Radiocor da Stefan Isaac – money manager di European Corporate Bond Fund di M&G – i corporate bond restano molto attraenti per M&G.

Il gestore ritiene che la zona euro non scomparirà, ma “vi saranno sicuramente dei cambiamenti drastici e uno di questi potrebbe essere la decisione di uno o più paesi di ritornare alla propria divisa nazionale”. Secono Isaac, proprio per questo motivo i mercati stanno chiedendo un maggiore premio per il rischio sia per i bond sovrani che per i corporate bond. Il gestore ha evidenziato che “in quel premio vi è il rischio di una ridenominazione del debito emesso in euro in un’altra divisa, il che ovviamente comporterebbe dei costi per il titolare dell’obbligazione”.

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Secondo l’esperto di M&G, alla luce di questi scenari, conviene investire sui titoli high-yield piuttosto che quelli investment grade in quanto offrono rendimenti molto più alti a fronte di un’uguale percentuale di rischio in caso di fuoriuscita dalla zona euro. Nel novero dei titoli high-yield appartengono i bond ad alto rendimento di stati sovrani, istituzioni o entità che vengono giudicate a rischio relativamente elevato di default. Solitamente gli emittenti di questi bond hanno un rating basso, come B, BB o addirittura C.

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M&G intravede anche seri rischi per l’economia americana, che potrebbe finire in recessione già a partire dal 2013. Secondo Jim Leaviss, responsabile del fixed income M&G, “gli Stati Uniti sono sull’orlo di una grave crisi e hanno poco tempo per evitarla”. Secondo l’esperto esiste “il rischio di una caduta del pil del 3-4% e di un addio definitivo da parte degli USA al loro antico status di paese a tripla A”.

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