Come investire sui mercati dopo la crisi di Cipro

di Redazione Commenta

La crisi di Cipro ha creato nuove tensioni sui mercati finanziari, che devono fare i conti con il riacutizzarsi delle incertezze sull’area euro. Secondo James Ind, portfolio manager del fondo Mags-Multi Asset Growth Strategy per Russell Investments, “la questione Cipro è ancora lontana dalla fine”. L’esperto non è preoccupato tanto dai numeri, visto che Cipro ha un pil annuale che la Cina genera in una sola settimana, bensì dalla minore fiducia degli investitori internazionali. Secondo Ind è stato creato un precedente pericoloso.

Ormai i depositi non sono più sicuri come si pensava, ma ciò vale anche per i bond bancari senior, i governi e il sistema bancario. Il sistema finanziario europeo torna ad apparire fragile e c’è il rischio che il libero movimento di capitali possa arrestarsi. Inoltre, Ind sottolinea come “il ruolo dei processi democratici nei singoli stati non è chiaro”. Il guru dell’asset manager basato a Londra ritiene che l’uscita di Cipro dall’area euro è “un’opzione realistica”.

INVESTIRE IN ORO PER DIFENDERSI DALLE TURBOLENZE DEI MERCATI?

L’approccio agli investimenti di Russell Investments è di tipo multi-asset. Secondo Ind “non è possibile generare alti rendimenti solo con il market timing”. L’esperto sottolinea che la strategia si basa anche su diversi segnali provenienti dal mercato: valore fondamentale, valore relativo, momentum, mean reversion. Tuttavia, secondo Ind “il fattore più importante è il giudizio basato sull’esperienza”. Tra i temi più interessanti, secondo il gestore, ci sono i prestiti immobiliari europei di alta qualità. Ind ritiene che le banche (che controllano il 90-95% del mercato) saranno costrette a vendere asset a prezzi stracciati, non rinnovando prestiti immobiliari per 300-600 miliardi nei prossimi 3-5 anni.

INVESTIRE IN COMMODITY NEL 2013 SECONDO SCHRODERS ITALIA

Sull’azionario Russell Investments ha una view negativa sull’equity europeo, mentre piace ancora l’idea di investire in mercati emergenti in ottica di lungo termine. Le commodity, invece, non hanno più grande appeal come un tempo, ma vengono inserite con un peso del 4% in portfolio per controbilanciare i rischi in un contesto più inflattivo. Il gestore sottolinea che il rischio di cambio è totalmente coperto in gestioni total return o obbligazionarie. Ind ritiene che non ci sarà alcun collasso del mercato dei bond come avvenne nel 1994, nonostante la costante compressione dei rendimenti obbligazionari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>