Come investire in Africa secondo Frontline Capital Advisors

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Nel 2012 i tassi di crescita di molti paesi africani hanno superato quelli dei mercati sviluppati. Dal 2000 ben undici paesi africani sono cresciuti a un tasso medio superiore al 7% e nove di questi sono paesi dell’Africa sub-sahariana. Secondo Clifford Mpare, presidente e amministratore delegato di Frontline Capital Advisors, fondata ad Accra (Ghana) nel 2009, questi paesi africani rappresentano un gruppo d’elite che dovrebbe registrare tassi di crescita compresi tra il 7% e il 10% all’anno tra il 2012 e il 2016. Tra questi paesi troviamo Etiopia, Sierra Leone, Liberia, Tanzania, Angola e Mozambico.

Secondo l’esperto, intervistato da Plus24 de Il Sole-24 Ore, alla base di questi elevati tassi di sviluppo ci sono driver di natura macroeconomica e il boom delle materie prime, considerando che l’Africa detiene il 20% delle risorse naturali dell’intero pianeta. Molte zone dell’Africa sub-sahariana sono ancora ricche di riserve petrolifere non ancora sfruttate, come dimostrato anche dalla recente scoperta di giacimenti di petrolio da parte di Eni in Mozambico.

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Inoltre, la crescita di Cina e India sta spingendo sempre più verso l’alto la domanda di metalli come il rame e il ferro, ma anche le richieste di cacao e caffè restano sostenute. Inoltre, bisogna considerare anche che molti paesi africani stanno evidenziando una forte urbanizzazione e la classe media continua a crescere velocemente. Il rischio più evidente in questi paesi è senza dubbio quello politico, come avvenuto di recente in Mali. Poi bisogna valutare la sostenibilità della crescita del pil nel lungo periodo. Secondo l’esperto bisogna chiedersi se si tratta di un trend ciclico o secolare. Mpare ritiene che sia un trend secolare, compreso tra i 25 e i 50 anni.

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Secondo l’esperto in un portafoglio diversificato un 3% andrebbe riservato agli attivi in Africa. Si può investire con fondi comuni specializzati, fondi di private equity e titoli di stato di Ghana, Zambia e Nigeria. I paesi africani con il minor rischio politico sono Sudafrica, Mauritius e Botswana, quelli a maggior tasso di investimenti sono Sudafrica, Angola, Nigeria e Ghana. I paesi che presentano invece un veloce trend di riforme sono Etiopia, Mozambico e Namibia.

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