Settore assicurativo Europeo controllato da Standard & Poor’s

di Francesco 1

 Mentre di solito ci si stupisce per ogni nuovo settore sotto la lente delle agenzie di rating, questa volta si tratta di una semplice conseguenza di quanto fatto fin’ora, che almeno riesce a dare una certa coerenza alle decisioni prese qualche tempo fa’.

Ricordiamo infatti che alcuni debiti sovrani dell’Eurozona (tra cui quello Italiano) sono stati declassati dalle agenzie di rating USA (e Cinesi) e questo non ha solamente conseguenze dirette sugli investitori privati ed istituzionali che seguono il mercato dei titoli del debito, ma anche indirette su tutti gli altri comparti collegati. Uno di questi è sicuramente quello assicurativo, visto che l’esposizione negli ultimi anni sul mercato del medio-lungo termine (che è quello più a rischio) è cresciuta a dismisura.

Le compagnie sono generalmente esposte su titoli di Stato a lunga scadenza e questo le rende vulnerabili ai cambiamenti del mercato, anche se i portafogli sono in verità gestiti a 360° sui settori azionari, sui derivati ed appunto sui titoli del debito. Fosse solo questo il problema, gli investimenti degli assicurativi potrebbe semplicemente avere una rotazione di portafoglio graduale verso scadenze più brevi, ma a gravare sulla situazione abbiamo la scarsa raccolta del 2011 riguardo i prodotti offerti ed è questo che Standard & Poor’s probabilmente controllerà nei prossimi mesi; il calo dei consumi e la scarsa disponibilità di liquidità da parte delle famiglie per investimenti di medio periodo costringono a rivedere i conti interni ed eventualmente proporre prodotti finanziari che siano in linea con le caratteristiche richieste al giorno di oggi. Si tratta quindi di rinnovare una serie di offerte come le polizze vita che perdono continuamente consensi sul mercato, a favore di investimenti nel breve periodo adatti a tutti i portafogli, quindi con costi di gestione proporzionali.

Dopotutto il settore assicurativo è sotto la lente fin dal 2008, quando la crisi del debito ha colpito il bancario e quindi non stupisce vedere continuamente salire la tensione anche su questo settore che, trattando di prodotti finanziari, ha visto una crescente perdita di credibilità.

Commenti (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>