Moody’s e S&P a giudizio per i subprime

di robertor Commenta

 Moody’s e Standard & Poor’s, due delel principali agenzie di rating al mondo, sono state chiamate in giudizio da un tribunale statunitense: dovranno difendersi dalle accuse di frode presentate da una serie di investitori istituzionali capeggiati dall’Abu Dhabi Commercial Bank. È solamente l’ultima di una serie di puntate che stanno minando la credibilità delle agenzie di rating su scala internazionale e che sembra esser solo lontanamente paragonabile alle inchieste condotte in Italia dalla procura di Trani per verificare l’operato delle due società di rating.

Insomma, per Moody’s e Standard & Poor’s, sia che si tratti di Vecchio che di Nuovo Continente, non vi è pace. I vertici delle due società di rating dovranno infatti vedersela con i giudici del tribunale americano per difendersi dalle gravi accuse di frode per aver assegnato dei rating gonfiati a titoli venduti da Morgan Stanley e garantiti da mutui sub-prime. Purtroppo per le agenzie di rating, a finire sul bando delle “vittime” c’è un osso tutt’altro duro, la Abu Dhabi Commercial Bank, che già nel 2008 richiese un intervento da parte delle autorità giudiziarie.

E così anche gli Stati Uniti si aggiungono ai partner europei nella lunga lista delle vicende poco chiare che coinvolgono le agenzie di rating. L’Esma (ente europeo di regolamentazione dei mercati) già nel corso del recente passato aveva aperto un’inchiesta per poter determinare in che modo le due società di rating ora ricordate (insieme alla terza principale, Fitch) avessero valutato le banche (tra le tante affermazioni discusse, basti considerare la scure di Moody’ su banche tedesche).

Entro fine anno l’Esma dovrebbe pronunciarsi in merito alle proprie osservazioni, cercando in tal modo di smentire o confermare le gravi insinuazioni che da diversi anni le agenzie di rating devono subire, e non solamente dall’accusa di essere incapaci di identificare per tempo le crisi, e di aver fornito informazioni fuorvianti ed eccessivamente ottimiste sugli strumenti derivanti che hanno poi condotto alla crisi finanziaria globale.

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