Italia fuori dalla crisi nel 2013

di robertor Commenta

 L’Italia uscirà dalla crisi nel 2013. La (quasi) buona notizia, per una volta, arriva da uno dei “nemici” del Paese, l’agenzia di rating Moody’s, la quale non dispensa pareri positivi nei confronti dello stato di salute della Grecia e dell’Irlanda, con un piano di risanamento che potrebbe arrivare fino al 2016, e oltre. Lo Stivale uscirà invece dalle difficoltà molto prima, grazie a un processo di severa austerity e revisione che non potrà, tuttavia, che esser accompagnato da riforme per garantire un rapido recupero del ritmo di crescita e di sviluppo economico.

Insomma, dopo aver bastonato l’economia nazionale e la sua società, finalmente le principali agenzie di rating sembrano “credere” all’Italia, grazie alla “tantissima credibilità” di cui gode il suo governo a livello mondiale. Secondo Fitch, addirittura, il Paese non ha bisogno di nuove misure di austerità, mentre secondo Moody’s (qui intanto a giudizio insieme a S&P per i subprime) la stagione più difficile è solo a metà del guado, e alcuni Paesi come Grecia e Irlanda potrebbero richiedere fino al 2016 per completare il programma di risanamento dei conti. Se invece sapranno applicare compiutamente le riforme finora applicate, Italia, Spagna e Portogallo usciranno dal tunnel nel 2013, quando il BelPaese potrebbe crescere anche dello 0,5% (qui invece il certamente meno positivo Pil Eurozona – Italia giugno 2012).

Il direttore operativo dei rating di Fitch, David Riley, afferma a Bloomberg tv che “i Paesi dell’area euro potrebbero subire un nuovo abbassamento dei loro rating se non fanno passi in avanti nel risolvere la loro crisi entro fine anno”. In aggiunta, Riley ha affermato che le recessioni della Spagna e dell’Italia “stanno erodendo il supporto politico per l’austerità e per l’euro (…) Se non vediamo dei progressi entro fine anno, ci possono essere nuovi abbassamenti del rating”. Riley ha infine aggiunto che “l’attuale governo italiano ha tantissima credibilità e Monti deve fare progressi il più velocemente possibile per creare una certa luce in fondo al tunnel (…) L’Italia non ha bisogno di altre misure di austerità, quelle varate sono sufficienti, mentre ora sono necessarie le riforme”.

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