Pil Eurozona – Italia giugno 2012

di robertor Commenta

 Deludono ancora i dati macroeconomici dell’Eurozona. Nell’area che ha adottato la valuta unica, infatti, il prodotto interno lordo continua a calare, confermando le sembianze di una recessione pressochè continentale. Ancor peggio i dati della produzione industriale, che dopo il rialzo del mese di maggio affonda con una percentuale drammaticamente non troppo distante dalla doppia cifra. Cerchiamo di comprendere come sta evolvendo l’economia dell’Eurozona, alla luce degli ultimi dati ufficiali forniti e pubblicati dall’istituto Eurostat.

Andando con maggior ordine, rileviamo anzitutto il calo del Pil euro dello 0,2 per cento rispetto al primo trimestre, e dello 0,4 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2011. Un calo che risulta essere “migliore” delle stime dei principali analisti, ma comunque in peggioramento rispetto alla prima fase dell’esercizio. Nell’Unione Europea il calo del Pil è invece pari a 0,2 punti percentuali, sia congiunturali che tendenziali, dopo il +0% e +0,1% del primo trimestre. Stime ben più negative per l’Italia, con una flessione di 0,7 punti percentuali congiunturali, e di 2,5 punti percentuali tendenziali. Per la Germania +0,3% e +1%, per la Francia +0% e +0,3%. Peggio dell’Italia solo Grecia (-6,2%, qui il nostro approfondimento di ieri: Pil Grecia secondo trimestre 2012) e Portogallo (-3,3%).

Come anticipato, ancor più negativi i dati sulla produzione industriale, in calo dello 0,6 per cento a giugno dopo il + 0,9 per cento di maggio. Su base annua, si registra invece un calo del 2,1 per cento. Sul fronte dei dati congiunturali, il dato mensile è stato caratterizzato da una flessione dell’1,3% dei beni capitali sia nell’Eurozona sia nella Ue, e da una contrazione dei beni di consumo non durevoli rispettivamente dello 0,7% e dell’1%. In ambito geografico, cali rilevanti nel Regno Unito (-2,5%), in Polonia (-2%), in Estonia (-1,7%) e in Italia (-1,4%). In controtendenza Lituania (+18,6%), Slovenia (+2,9%) e Irlanda (+2,7%).

Sul fronte tendenziale, l’Italia ha worst performance dell’Europa, con una produzione industriale in crollo dell’8,2 per cento che si unisce al debito pubblico giugno 2012 da record.

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