Oro sotto 1.500 dollari a fine 2013 secondo Morgan Stanley

di ND82 Commenta

 Nelle ultime settimane il settore delle materie prime ha sperimentato pesanti flessioni, per un investimento in commodity deludente nel primo trimestre 2013. Le motivazioni alla base di questo andamento negativo psosono essere ricondotte alle aspettative di rallentamento economico, soprattutto dei due giganti Stati Uniti e Cina, e alla minore avversione al rischio degli investitori internazionali. Tra le materie prime maggiormente sotto pressione c’è l’oro, che qualche giorno fa ha evidenziato il peggior calo dal 1983 spingendosi fino a 1.321 dollari l’oncia.

Secondo Morgan Stanley, se nella seconda parte del 2013 dovesse esserci un miglioramento della congiuntura, ci sarebbe un buon margine di recupero delle quotazioni. La banca d’affari statunitense ritiene che l’oro chiuderà il 2013 sotto quota 1.500 dollari l’oncia. Gli esperti di Morgan Stanley ritengono che il drammatico sell-off dell’oro dei giorni scorsi non ha fatto altro che dare seguito alla debolezza già mostrata da inizio anno.

La banca americana sottolinea come i pilastri che tenevano a galla le quotazioni dell’oro si sono sgretolati uno ad uno, in particolare la domanda ad uso investimento ha subito una pesante battuta d’arresto mentre le aspettative sui rischi di inflazione sono sempre più contenute. Morgan Stanley stima un prezzo medio per il 2013 a 1.487 dollari l’oncia, ma per il prossimo anno si aspetta un ritorno dei prezzi a 1.563 dollari. Secondo gli specialisti della banca, entro il 2017 l’oro dovrebbe attestarsi intorno a 1.400 dollari, mentre l’argento dovrebbe mostrare un andamento leggermente più positivo. Secondo Morgan Stanley il rapporto Gold/Silver si posizionerà intorno a una media di 53:1 nel 2013.

La media a lungo termine è di 52:1, mentre se si considera il periodo 2000-2013 il rapporto sale a 60:1. Ad ogni modo l’oro perderà il 20% in due anni secondo Goldman Sachs, ma anche altri esperti del settore sono convinti che il metallo giallo sperimenterà una flessione molto marcata nei prossimi mesi e forse anni. Da inizio 2013 l’oro perde il 18% circa, mentre l’argento mostra una flessione del 32%.

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