Hsbc: l’unità mediorientale lancia bond islamici quinquennali

Una delle unità finanziarie più attive di Hsbc è sicuramente quella mediorientale di Abu Dhabi: questa filiale araba, infatti, si è resa protagonista di un’interessante quotazione, vale a dire quella di un bond islamico, il cosiddetto sukuk, per un importo complessivo di cinquecento milioni di dollari. Tra le altre caratteristiche, bisogna sottolineare uno spread di 155 punti base al di sopra del tasso midswap e la scadenza che è stata fissata in un arco temporale di cinque anni, tipica per uno strumento simile. Questa obbligazione, inoltre, vanta un ritorno economico che è attualmente pari al 3,575%, con gli investitori regionali che hanno già sottoscritto il 58% degli ordini, seguiti a ruota dai soggetti provenienti dal continente asiatico (29% del totale). Gli istituti di credito hanno rappresentato il 61% degli ordinativi.


Secondo gli analisti, l’intento peculiare è quello di focalizzare lo strumento il più possibile sulla diversificazione finanziaria, senza tralasciare comunque la stabilità delle fonti. Il prezzo, le dimensioni e le altre caratteristiche del sukuk in questione sono comunque il linea con le aspettative di mercato. Hsbc Middle East è una delle sussidiarie più prestigiose della banca britannica: risale giusto a una settimana fa il tour promozionale di questo bond in diversi paesi asiatici e mediorientali, in modo da far conoscere nel dettaglio l’offerta, vista anche la crescente attenzione nei confronti degli strumenti che sono rispettosi della legge islamica della Shariah.

Non è comunque la prima esperienza in questo campo: in effetti, nel corso del mese di ottobre dello scorso anno, questa stessa unità creditizia aveva provveduto a lanciare uno strumento molto simile, un sukuk di importo pari a cinquecento milioni di dollari, ma con un ritorno economico iniziale inferiore a quello di questi giorni (3%). Il successo di Hsbc nei paesi islamici è testimoniato dalla forte presenza negli Emirati Arabi, in Bahrain, in Algeria, Egitto, Giordania, Qatar, Kuwait e Arabia Saudita.

Lascia un commento