Banche italiane a rischio se aumenta spread

di Redazione Commenta

Secondo Société Générale, l’incertezza sul quadro politico in Italia rischia di minare la credibilità del paese sui mercati internazionali. La banca d’affari francese si aspetta forti pressioni sul sistema-Italia, in particolare nel breve termine a seguito delle dimissioni di Monti. Gli analisti di SocGen ritengono che eventuali elezioni anticipate potrebbe essere una buona notizia per gli investitori, ma dopo il voto lo spread è destinato ad ampliarsi con possibile taglio del rating BBB+ da parte di Standard & Poor’s. La crisi politica tiene sotto scacco le banche, che sono fortemente correlate con l’andamento dello spread.

Le banche italiane sono legate alle sorti dello spread, esposte al debito sovrano e al ciclo economico. Si tratta di variabili spesso collegate tra loro, che possono avere un forte impatto sui bilanci degli istituti di credito sull’andamento in borsa dei titoli bancari. SocGen ha una view neutrale sulle banche europee, ma negativa sulle banche italiane a causa di fondamentali poco brillanti. SocGen ritiene che i problemi principali restano il debole scenario macro e l’elevata disoccupazione.

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La forte correlazione tra la disoccupazione e il tasso di credito deteriorato farà ancora pressione sui margini di redditività, che al momento sono sui minimi storici. Le banche italiane, ma anche le compagnie assicurative, hanno una forte esposizione al rischio sovrano italiano. A soffrire maggiormente in borsa dovrebbero essere i titoli più liquidi, come Unicredit e Intesa SanPaolo. Quest’ultimo è un titolo da vendere secondo SocGen con target a 1 euro, così come Banca Mps (target a 0,12 euro). E’ molto cauta sul settore bancario italiano anche Morgan Stanley.

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La banca americana sottolinea come per ogni aumento di 100 punti dello spread ci sia un taglio delle stime del 10% sul target price dei titoli bancari italiani, soprattutto per quelli con una capitalizzazione medio-bassa. Infatti, l’ampliamento dello spread ha un effetto negativo sul repricing della struttura del capitale sia in termini di costi dell’equity sia di costo del finanziamento, mettendo a rischio le stime di eps 2013-2014. Citigroup consiglia di sottopesare il settore bancario italiano, sul quale non ha nessun rating “buy”. Il colosso americano consiglia di vendere le azioni Intesa SanPaolo e Banca Mps.

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