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Il nuovo Etf americano sui metalli preziosi e industriali

 
Simone
21 giugno 2012
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United States Commodity Funds ha annunciato questa settimana il debutto di un Exchange Traded Fund (Etf) che è in grado di offrire una interessante esposizione a un paniere di metalli, più precisamente ai loro contratti futures: in questa maniera, gli investitori interessati possono focalizzare il loro portafoglio sul mercato delle commodities con uno strumento di sicura appetibilità. In pratica, si farà riferimento allo United States Metals Index Fund, nel tentativo di replicare un altro indice, il SummerHaven Dynamic Metals Index Total Return, un benchmark che sposta continuamente l’esposizione finanziaria tra i vari contratti e in base alle condizioni di mercato.

IL RAME IN DECISO RIBASSO A NEW YORK E LONDRA

In tal modo vi sarà una opportunità unica di osservare da vicino le performance sia dei metalli preziosi che di quelli industriali. Tra l’altro, l’offerta è interessante perché non vi sono molte altre proposte simili e con gli stessi assets. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che il basket in questione sarà composto da sei metalli di base (ferro, piombo, zinco, nickel, alluminio e rame) e da quattro metalli preziosi, vale a dire l’oro, l’argento, il palladio e il platino. Ogni singola commodity verrà assegnata a un “peso di base”, a seconda della liquidità e dell’importanza del mercato. Gli aggiustamenti verranno resi possibili attraverso un apposito meccanismo. Ma come funziona esattamente questo fondo?

UN MAGGIO DA INCUBO PER GLI ETF SULL’ORO

Anzitutto, i tre metalli con la differenza di prezzo più alta per quel che concerne la quotazione più vicina alla scadenza e la seconda più vicina sono proprio quelli che verranno selezionati in tal senso. Degli altri sette, invece, due saranno quelli con la maggior percentuale di prezzo e si punterà in seconda battuta su di loro. Ne rimango ancora cinque a questo punto e il loro peso sarà aumentato di tre punti percentuali oltre quello di base. Per la fine di quest’anno è prevista una allocazione degli indici pari al 57% per i metalli industriali e al 43% per quelli preziosi.

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