Turchia: l’inflazione fa crescere i rendimenti dei bond

di Redazione Commenta

Il declino dei titoli obbligazionari turchi non poteva che essere accompagnato da un conseguente aumento dei rendimenti: questi ultimi, infatti, sono risultati i più alti degli ultimi due mesi, un evento provocato dall’inflazione, la quale ha subito una brusca accelerazione proprio nel corso di quest’ultima settimana. Volendo essere più precisi ed entrando maggiormente nel dettaglio statistico, bisogna sottolineare come il ritorno economico relativo al debito a due anni sia aumentato di ventisette punti base, attestandosi al 9,02%, l’incremento più consistente dallo scorso 23 marzo, per ottenere poi uno scambio finale pari all’8,96% nelle ultime contrattazioni della Borsa di Istanbul. Intanto, la lira turca si è ulteriormente indebolita nei confronti del dollaro, proprio a causa di questo livello eccessivo dei prezzi al consumo. In effetti, l’inflazione del paese è ormai giunta a un preoccupante 7,2%, addirittura tre punti percentuali in più rispetto a quanto rilevato nel corso del mese precedente, a conferma che c’è qualcosa che non va nell’economia interna.


Tra l’altro, solamente nel 2002 si riscontrano dati simili a quelli appena elencati. Secondo Isik Okte, trader presso la Finans Invest, siamo di fronte a stime inattese, con i mercati che ora sono convinti che il tasso in questione possa riequilibrarsi in tempi brevi. Una buona responsabilità per tali fatti ce l’ha sicuramente la banca centrale turca, la quale ha accresciuto le riserve di capitale da destinare alle banche di ben quattro volte negli ultimi sei mesi. Come devono comportarsi allora gli obbligazionisti?

Il confronto con il segmento azionario è impari: anche questi titoli sono aumentati, in particolare quelli che fanno parte dell’Ise National 100 Index, ma l’incremento è stato circoscritto a un quasi impercettibile 0,2%. Gli investitori dovranno prestare la massima attenzione al deficit di bilancio di Ankara, per il quale si prevede un ammontare complessivo di 39,3 miliardi di dollari, vale a dire circa il 5,4% del prodotto interno lordo del 2011.

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