La strana correlazione tra Etf aurei e compagnie minerarie

di Simone 2

 Gli Etf collegati all’oro sono da tempo protagonisti di performance piuttosto negative nonostante i prezzi che vengono registrati per quel che concerne i lingotti aurei: in effetti, i titoli relativi al biondo metallo hanno messo in luce il loro peggior andamento da tre anni a questa parte. In particolare, si possono citare due esempi eclatanti da questo punto di vista, vale a dire il Market Vectors Gold Miners (la perdita è stata superiore ai nove punti percentuali nei primi quattro mesi di questo 2012), mentre l’Spdr Gold Shares ha guadagnato il 5,6%. Il rapporto che esiste tra i lingotti e gli investitori era però arrivato a un livello molto interessante non troppo tempo fa, tanto che la maggior parte degli analisti si erano sbilanciati con delle previsioni incoraggianti e più che positive.

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In realtà, le cose stanno andando ben diversamente, con l’oro che potrebbe addirittura scendere fino a quota cento dollari l’oncia, una situazione che non può che avere delle ripercussioni ben precise per le valutazioni attuali e future. Secondo Russ Koesterich, a capo della sezione strategica di iShares, gli investitori finanziari hanno assolutamente bisogno di comprendere che il metallo prezioso in questione e coloro che puntano su di esso rappresentano due classi ben distinte e che si comportano in maniera totalmente diversa.

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Allo stato attuale delle cose è fondamentale, se non essenziale, ricordare in ogni momento che, nonostante l’oro sia in fase di espansione e le ultime valutazioni dei titoli delle compagnie minerarie siano piuttosto economici, il settore estrattivo non può rappresentare un buon sostituto per quel che riguarda il bene fisico, date anche le prospettive di allocazione. La correlazione tra i due fattori esiste senza alcuna ombra di dubbio, ma gli assets di riferimento non coincidono, pertanto non ci si deve stupire più di tanto se certe performance sono così negative.

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