L’influenza degli Etf aurei sul mercato

di Simone Commenta

Gli investitori finanziari stanno “celebrando” il decimo anniversario dalla prima emissione mondiale di un Exchange Traded Fund collegato all’oro fisico (vedi anche Mercato degli Etf compie 10 anni). A questo punto sorge spontanea una domanda: in che modo tale veicolo di investimento è riuscito a influenzare il mercato dei metalli preziosi? Già sette anni fa questi cambiamenti potevano essere avvertiti in maniera evidente. Ora si può invece dire che il lancio di quel prodotto ha avuto un impatto significativo sulla piazza aurea, diventandone progressivamente una parte integrante.

Era il 28 marzo del 2003 quando venne lanciato il fondo in questione, sviluppato e progettato da Etf Securities. Gli scambi si riferiscono al mercato azionario dell’Australia, con assets finanziari sotto gestione pari a circa 602 milioni di dollari. Da quel debutto, inoltre, l’interesse nei confronti del “biondo metallo” è aumentato in maniera astronomica, con i prezzi saliti fino a quota 1.600 dollari l’oncia dagli appena 332 di due lustri fa per la precisione. Il primo Exchange Traded Fund americano in grado di replicare questo metallo prezioso, l’Spdr Gold Trust, ha dovuto attendere ben diciotto mesi prima di diventare realtà concreta, visto che il suo lancio ufficiale risale al novembre del 2004.

Quest’ultimo è comunque diventato uno dei maggiori strumenti da tale punto di vista, in particolare per quel che riguarda il valore complessivo che viene gestito (le holding ammontano a sessantatré miliardi di dollari). Simili numeri e cifre dimostrano in modo inequivocabile come l’oro stesso abbia garantito un ruolo di “diversificatore” del portafoglio piuttosto che di semplice veicolo per rendere proficui gli investimenti. Si può anche parlare senza timore di essere ritenuti esagerati degli Etf aurei che sono divenuti rivali di fatto delle banche centrali dal punto di vista delle holding. Tra i motivi peculiari che sono alla base della popolarità dei prodotti in questione figura senza dubbio l’ottima accessibilità e la possibilità di aumentare la liquidità del mercato.

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