Deposito titoli con il conto BancoPosta

I titolari di un qualsiasi conto corrente della gamma BancoPosta, hanno la possibilità di poter andare ad associare, con fini chiaramente di investimento dei propri risparmi, un deposito titoli; tale associazione può essere fatta o con la contestuale apertura del conto corrente BancoPosta, oppure in una fase successiva. Per i depositi titoli con regolamento sul conto BancoPosta, il costo semestrale del deposito titoli è pari a zero, eccetto gli oneri fiscali dovuti per Legge, se nei sei mesi il deposito è stato privo di strumenti finanziari; il costo massimo, per qualsiasi tipologia di titoli, è pari invece nel semestre solare a 15 euro che scendono però a 10 euro semestrali nel caso in cui sul deposito titoli siano presenti solamente i titoli di Stato. Per i depositi titoli il cui regolamento, invece, avviene su un libretto di risparmio postale nominativo, allora anche in questo caso, con eccezione degli oneri fiscali, non viene applicata alcuna spesa nel semestre; con qualsiasi tipologia di titoli il costo è pari a 20,66 euro semestrali che anche in questo caso scendono a 10 euro semestrali in caso di possesso nel deposito titoli dei soli titoli di Stato.

Conto deposito DConto di BancaSai

Ha un tasso attivo pari al 2% lordo per le somme depositate fino a 50 mila euro, mentre oltre tale soglia il tasso offerto è quello Bce; i soldi sono sempre disponibili e si possono trasferire sul conto corrente tradizionale sempre e solo a cura dell’intestatario. Si presenta così “DConto“, il conto di deposito remunerato di BancaSai che offre un elevato tasso di interesse sulle giacenze a fronte di zero spese, e con la possibilità di poter gestire il denaro anche attraverso il proprio conto corrente ordinario. Questo grazie a SaiVoice, il servizio di banca telefonica di BancaSai, ed a SaiOnline, il servizio di home banking. Quindi, affiancato al conto corrente ordinario, DConto di BancaSai diventa uno strumento per far fruttare i propri risparmi con la capitalizzazione trimestrale degli interessi e, grazie alla possibilità di poter effettuare in qualsiasi momento i bonifici in ingresso ed in uscita, gestire al meglio il proprio capitale a fronte delle zero spese.

Lettonia batte Italia: il conto di As Privatbank assicura il 3,5% lordo

È piuttosto normale che gli investitori, soprattutto quelli italiani, siano alla ricerca del rendimento migliore in relazione ai conti correnti che si trovano online: la ricerca all’interno dei nostri confini sarebbe però inutile, dato che, come è emerso da sondaggi recenti, il rendimento più alto rispetto a quello di tutti gli altri istituti del nostro paese spetta a una banca dal nome quasi sconosciuto. Si tratta di As Privatbank, gruppo che ha la propria sede principale in Lettonia, ma che beneficia di capitali provenienti dall’Ucraina. Il tutto appare paradossale, anche perché questa banca ha una sola filiale in Italia, per la precisione a Roma, dunque potrebbe sembrare difficile aprire un conto di tale tipo.

Investimenti artistici: per Nomisma il rendimento è pari al 3,9% annuo

Quando si parla nello specifico dei cosiddetti beni rifugio, ci si dimentica troppo spesso dell’arte e delle sue opere più preziose, una vera e propria cassaforte finanziaria: è possibile quantificare i reali vantaggi di questa forma di risparmio considerata ancora “di nicchia”, ma in grado di fornire grandi soddisfazioni ai soggetti interessati? Nomisma ha provato a stimare il fenomeno e le sue dimensioni, e i dati sono davvero interessanti. Tra gli artisti preferiti dagli investitori coinvolti c’è sicuramente Mario Schifano, ma la sua non è una leadership assoluta; anche le opere d’arte di grandi personaggi come Carlo Carrà, Graham Sutherland, Georges Braque, Lucio Fontana e Arnaldo Pomodoro sono molto gettonate e consentono di beneficiare di un bene di ottimo valore. Il rapporto sul mercato dell’arte, tra l’altro, ha messo in luce come tele e sculture siano appannaggio dei grandi appassionati di questa espressione culturale, e persino dei risparmiatori più avveduti, sempre più alle prese con le difficoltà e gli ostacoli dei prodotti tradizionali.

Mercati valutari: l’andamento del dollaro influisce su Stm

Gli ultimi tempi si sono contraddistinti, dal punto di vista valutario, per un notevole e fondamentale apprezzamento da parte del dollaro nei confronti dell’euro: eppure, questo rafforzamento della moneta verde non sta portando alcun benefico effetto nei riguardi di determinate compagnie, prima fra tutte Stm, attiva nel campo dei semiconduttori. Come è stato opportunamente calcolato, infatti, per ogni punto percentuale guadagnato dal dollaro nei confronti della moneta unica europea, la società in questione riesce a perdere addirittura fino a dieci milioni di utile operativo. La conseguenza più evidente di questa situazione è che il titolo dell’azienda di cui è leader Carlo Bozotti sia in costante calo in Borsa.

Fondi Madoff: coinvolta anche Pioneer Alternative Investment

I tentacoli del caso Madoff continuano ad avviluppare nuove vicende e nuovi protagonisti: l’ultimo in ordine temporale è rappresentato da Pioneer Alternative Investment, la quale rappresenta una delle divisioni strategiche della nota società di gestione del risparmio che fa capo a Unicredit. Come si evince facilmente dal nome dell’azienda, si tratta di una unità che si occupa in prevalenza di investimenti di tipo speculativo, quelli più a rischio a due anni dallo scoppio della crisi finanziaria globale, ed è stato quantomeno inevitabile che proprio tali fondi finissero sotto la lente di in gradimento del curatore fallimentare della vicenda legata a Bernard Madoff. Irving Picar potrebbe avanzare a breve delle importanti azioni legali nei confronti di Pioneer, così come è stato confermato da una indiscrezione dell’agenzia statunitense Bloomberg.

Metalli non ferrosi: preoccupano i dati sullo stagno

Le quotazioni dello stagno, uno dei principali metalli non ferrosi che vengono scambiati presso il London Metal Exchange, stanno mettendo in luce dei rialzi e delle performance davvero interessanti: nel corso di questi ultimi giorni, poi, il prezzo cash è riuscito a raggiungere quota 29 dollari, un valore che deve essere confrontato con le stime relative ai tre mesi. Una delle caratteristiche principali del mercato dello stagno è, senza dubbio, la sua scarsa liquidità, dunque non devono mai sorprendere più di tanto le eccessive oscillazioni economiche. L’incremento del 2010 è pari a venti punti percentuali, ed è quindi logico ipotizzare un ulteriore rafforzamento e lo sfruttamento del rally da parte del relativo contratto future. Comunque, bisogna anche tener conto di altri elementi determinati. Anzitutto, le scorte del metallo hanno subito un pesante crollo, un calo che non veniva registrato da tre mesi almeno; inoltre, l’Indonesia, con le sue difficili condizioni climatiche, ha provveduto a rendere più negativa l’attuale situazione, visto che si tratta della principale nazione a livello globale per quel che concerne le esportazioni.

Eni rafforza presenza nell’Africa subsahariana

Il colosso petrolifero ed energetico italiano Eni ha reso noto nella giornata di ieri, lunedì 16 agosto 2010, d’aver effettuato il proprio ingresso nella Repubblica Democratica del Congo attraverso l’acquisizione del blocco esplorativo che si chiama Ndunda per una quota pari al 55%. L’accordo, che rafforza la presenza della società del cane a sei zampe nell’area dell’Africa subsahariana, è stato in particolare siglato con Surestream Petroleum, azienda petrolifera britannica. Trattasi di un blocco per il quale sono state già ottenute le necessarie autorizzazioni, e per il quale Eni potrà fin da subito condurre tutti gli studi finalizzati alla completa valorizzazione dell’area. L’intesa raggiunta con Surestream Petroleum, in accordo con quanto fa presente Eni con una nota, è susseguente all’accordo strategico che nell’agosto dello scorso anno è stato siglato con la Repubblica Democratica del Congo nell’ambito della cooperazione e della valorizzazione delle risorse petrolifere nel Paese.

Gruppo Ceramiche Ricchetti: aumento di capitale, i risultati

Si è concluso il periodo di riofferta in Borsa dei diritti inoptati relativi all’aumento di capitale della società italiana quotata a Piazza Affari Gruppo Ceramiche Ricchetti. A darne notizia è proprio la società con una nota ufficiale nel precisare in particolare che i diritti di opzione sono stati riofferti nelle sedute di Borsa del 5, 6, 9, 10 e 11 agosto scorso. L’aumento di capitale, lo ricordiamo, fa seguito all’approvazione, da parte dell’Assemblea Straordinaria degli Azionisti del Gruppo Ceramiche Ricchetti, in data 11 dicembre scorso, della relativa delibera. Ebbene, tutti i 695.600 diritti di opzione inoptati sono stati acquistati in Borsa nella prima sessione del periodo di riofferta sul mercato, a fronte della potenziale sottoscrizione di numero  375.624 azioni del Gruppo Ceramiche Ricchetti di nuova emissione; di queste ne sono state poi sottoscritte numero 198.639 per un controvalore complessivo pari a 55.618,92 euro.

Uni Land sigla preliminare acquisto per parco eolico

Uni Land, società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari ed attiva nel settore delle energie rinnovabili, del land banking, del franchising immobiliare e dell’edilizia residenziale, ha annunciato la sottoscrizione di un contratto preliminare finalizzato all’acquisto, nel Comune di Seclì, in Provincia di Lecce, di un parco eolico che, con una potenza pari a 1 MW, risulta essere in fase di autorizzazione. Il contratto stipulato in particolare consiste nell’opzione di acquisto dei diritti di superficie e dei permessi a costruire l’impianto che, si stima, possa essere completato entro il secondo semestre del prossimo anno. In base agli studi sul vento effettuati, ed in accordo con quanto rende noto proprio Uni Land con un comunicato, l’impianto sarà in grado di produrre energia pari a ben 2,2 GWh annui, sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di oltre ottocento famiglie.

Unicredit MoneyBox Self Service: come annullare le operazioni

Le operazioni di investimento attraverso il prodotto di Unicredit “MoneyBox Self Service“, possono essere annullate in caso di errore solamente nella stessa giornata di sottoscrizione. A farlo presente sul proprio sito Internet è Unicredit Banca nel sottolineare inoltre come la richiesta di annullamento dell’operazione, chiaramente in caso di errore magari legato ai quantitativi acquistati, possa essere effettuata presentandosi in filiale oppure via telefono se il correntista ha aderito al servizio di Unicredit di Banca Telefonica. Il prodotto “MoneyBox Self Service“, lo ricordiamo, è riservato ai correntisti Unicredit che puntano ad investire, a fronte di un rischio basso e di un rendimento certo, la liquidità attraverso un vincolo di breve o di brevissimo termine; in particolare, gli investimenti con “MoneyBox Self Service” possono essere effettuati tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,30 e fino a non oltre le ore 21,30 della giornata. Attualmente i vincoli temporali offerti dal prodotto “MoneyBox Self Service” sono tre e sono i seguenti: a quattro mesi il rendimento netto è pari allo 0,40% annuo, a sei mesi il rendimento netto sale allo 0,50% annuo, mentre è pari allo 0,70% netto per i vincoli a nove mesi.

Gruppo Borgosesia: buoni risultati dalla riorganizzazione strategica

Il Gruppo Borgosesia, in base ai dati che sono attualmente disponibili, prevede di andare a chiudere l’esercizio di bilancio in corso con dei risultati in netto miglioramento rispetto all’anno precedente. A farlo presente con un comunicato ufficiale è stata proprio la società in concomitanza con l’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Borgosesia, della relazione finanziaria consolidata relativa al periodo gennaio – giugno 2010, caratterizzata in particolare da un risultato netto pari a 1,5 milioni di euro rispetto ad un dato negativo per 3,1 milioni di euro conseguito alla data del 30 giugno del 2009. Buono è stato anche il dato relativo ai ricavi, che nei sei mesi si sono infatti attestati a 21,3 milioni di euro rispetto ai 17 milioni di euro al 30 giugno 2009; dei 21,3 milioni di ricavi totali conseguiti, ben 20,1 milioni di euro sono stati comunque conseguiti e riferibili nel periodo a delle attività ed operazioni di dismissione.

L’indice di Lyxor mette in risalto l’ottimo momento degli hedge fund

C’è un modo preciso e chiaro per comprendere qual è il reale stato di salute degli hedge fund, uno degli strumenti finanziari più apprezzati dagli investitori? Ebbene, la risposta è affermativa e ci viene fornita dall’indice di Lyxor (la società di gestione del risparmio francese), il quale effettua un monitoraggio costante e dettagliato di questo specifico settore. Dunque, si tratta di un riferimento piuttosto importante: anzitutto, c’è da sottolineare come l’industria di tali fondi abbia fatto registrare un incremento interessante nel corso del mese di luglio (per la precisione, l’aumento ammonta a circa 0,70 punti percentuali), un lieve ribasso, però, se si considera il fatto che nei primi sette mesi di questo 2010 la percentuale in questione era pari allo 0,79%. Oltre a questa osservazione, comunque, c’è da dire che diverse strategie di portafoglio hanno avuto la meglio sulle altre: in particolare, Lyxor ha messo in luce come il Fixed Income Arbitrage Index (il rialzo si è avvicinato notevolmente ai tre punti percentuali), l’L/S Equity Long Bias Index e lo Special Situations Index (+1,62%) si siano meritati la palma dei migliori hedge fund in tale ambito.

ErgyCapital: fotovoltaico, completato l’impianto di Surbo

Sale a quota 15,2 MW la potenza complessiva cumulata connessa da impianti fotovoltaici che sono di proprietà dell’investment company, quotata in Borsa a Piazza Affari, ErgyCapital. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stato proprio il Gruppo attivo nel settore delle tecnologie, delle fonti e delle energie rinnovabili dopo che a Surbo, un Comune che si trova in provincia di Lecce, è stato completato e contestualmente connesso alla rete elettrica nazionale un impianto fotovoltaico avente una potenza complessiva pari a 0,99 MW. La quota dei 15,2 MW di potenza connessa complessiva cumulata da impianti fotovoltaici di proprietà di ErgyCapital, anche attraverso le proprie controllate, comprende anche l’impianto sito a Piani di S’Elia, una frazione di Rieti, che ha una potenza pari a 2,6 MW, che risulta essere già connesso in rete, ma che non è attualmente in esercizio in virtù di un provvedimento di sequestro che riguarda le aree dove il parco fotovoltaico è stato costruito e realizzato. Per quel che riguarda l’impianto nel Comune di Surbo, ErgyCapital sottolinea inoltre che trattasi di un parco fotovoltaico a terra costituito da moduli fotovoltaici, in silicio policristallino, forniti da Trina Solar.