State Street: quotati due Spdr Etf a Francoforte e Londra

State Street Global Advisors, una delle principali società finanziarie degli Stati Uniti, ha avviato la negoziazione di due Spdr Etf: le piazze scelte in questo caso sono la tedesca Deutsche Boerse di Francoforte e il britannico London Stock Exchange, con una focalizzazione piuttosto marcata sulle economie emergenti e sugli Usa. Questi due fondi della compagnia di Boston sono infatti di tipo azionario e puntano soprattutto sui rendimenti dei dividendi. La sigla Spdr, come è noto, sta a indicare gli Standard & Poor’s Depositary Receipts. La denominazione, inoltre, vista la scelta delle piazze in questione, è l’euro.

Société Générale: pioggia di covered warrant per il Sedex

La giornata di ieri è stata caratterizzata dal lancio di un numero davvero impressionante di covered warrant sul nostro mercato: la protagonista di questa maxi-emissione è la banca francese Société Générale, la quale ha quotato per la precisione sessantasette prodotti, un’ampia gamma che consente quindi una scelta molto accurata agli investitori interessati a questa tipologia di strumento. Nel dettaglio, i prezzi strike in questione saranno aggiornati in maniera continua, in modo che i sottoscrittori possano sempre sapere in quale modo focalizzarsi sui titoli azionari, sugli indici e sulle materie prime relative al nostro paese.

Nigeria, decima asta mensile per i bond sovrani

La Nigeria ha deciso di scindere in tre tranche distinte la propria emissione di bond sovrani: i titoli obbligazionari in questione, infatti, prevedono una scadenza a tre, cinque e dieci anni, per un importo complessivo di 55,67 miliardi di naira (al cambio fanno circa 354 miliardi di dollari). In pratica, si tratta della decima asta mensile che il paese africano pone in essere, come annunciato anche dal Debt Management Office locale. I ritorni economici stabiliti in tal caso, poi, sono piuttosto alti e questa consistenza riflette, in particolare, l’incremento del tasso di interesse da parte della banca centrale, un rialzo pari a 275 punti base e che è stato realizzato la scorsa settimana.

Value Investing: le direttive dell’ultimo congresso

Il metodo del Value Investing consiste essenzialmente nella ricerca sul mercato di quei titoli che sono venduti a basso prezzo: questo non vuol dire che tutte le azioni che quotano pochi centesimi (le cosiddette “penny stocks”) vengono acquisite, bensì si sfruttano alcuni parametri per la misurazione e il calcolo del valore aziendale. Inoltre, si vanno a identificare quelle compagnie che hanno un valore inferiore rispetto a quello intrinseco. L’ultimo congresso dedicato a questa metodologia di investimento finanziario ha visto sicuramente come protagonista Leon Cooperman. Quest’ultimo, fondatore dell’hedge fund Omega Advisors, ha cominciato la propria carriera all’interno di Goldman Sachs nel 1967 e ha messo in luce quali sono le strategie più vincenti di questo momento. In particolare, lo stesso Cooperman ha sottolineato come non ci sia bisogno di avere come riferimento un mercato azionario forte e in crescita per riuscire a guadagnare somme importanti di denaro.

Idbi Mutual Fund lancia un Etf legato all’oro

Idbi Mutual Fund, una delle principali sussidiarie dell’omonima banca indiana, ha annunciato il lancio di un Exchange Traded Fund legato alle performance dell’oro e destinato agli investitori retail: la Borsa di riferimento è ovviamente il National Stock Exchange of India, con una sottoscrizione che è stata aperta nel corso della giornata di ieri e che giungerà a conclusione il prossimo 2 novembre. La distribuzione vera e propria, invece, comincerà otto giorni dopo. Le caratteristiche dell’emissione sono comunque già ben note, ad esempio l’ammontare minimo in questo caso sarà pari a diecimila rupie, con dei multipli successivi. Il fondo in questione, inoltre, rappresenta la prima offerta collegata al metallo prezioso da parte del gruppo Idbi (la sigla sta a indicare la Industrial Development Bank of India); l’investimento andrà a riguardare l’oro fisico e le sue relative quotazioni, quelle che da molti vengono consigliate in quanto tale commodity è il bene rifugio per eccellenza.

Visa, terzo aumento consecutivo di dividendo

L’annuncio risale a ieri e assume una rilevanza fondamentale per gli azionisti: Visa Incorporated, maggior network di pagamento al mondo, ha infatti deciso tramite il suo consiglio di amministrazione di dare il via libera a un incremento del dividendo trimestrale. L’aumento in questione sarà pari a ben quarantasette punti percentuali, tanto che si otterrà una quotazione finale di ventidue centesimi di dollaro per ogni singolo titolo azionario. Non si tratta di una operazione qualsiasi, visto che anche nel 2009 e nel 2010, la compagnia di San Francisco aveva provveduto a un rialzo simile, mettendo quindi ora a segno il terzo aumento consecutivo di dividendo: come ha spiegato l’amministratore delegato del gruppo americano, Joseph Saunders, il nuovo dividendo a cui si sta facendo riferimento mette in luce il grande impegno di Visa nel fornire agli azionisti una remunerazione adeguata e congrua, oltre alla solidità finanziaria di fondo.

Le Filippine emettono bond a dieci e quindici anni

Il Tesoro delle Filippine ha annunciato in pompa magna l’imminente emissione di titoli obbligazionari a dieci e quindici anni: si tratta, nello specifico, di bond retail che dovrebbero essere venduti in grande volume. Il governo di Manila è infatti intenzionato a puntare su un importo piuttosto consistente, circa 110 miliardi di pesos (circa 1,8 miliardi di euro), un gettito importante, ma anche impegnativo, anche perché si tratta della seconda cessione obbligazionaria di questo anno. Il Tesoro ha precisato anche la suddivisione delle tranche: nello specifico, 54,97 miliardi di pesos sono destinati alla scadenza più bassa (quella del 2021), mentre i restanti 55,12 miliardi giungeranno a scadenza nel 2026. Il precedente a cui si faceva riferimento in precedenza risale allo scorso mese di marzo, quando si focalizzò l’attenzione su bond per un totale di altri 104 miliardi.

Gold: reazione del future, ma up-trend ancora lontano

Del rally rialzista che ha portato il Gold in poco tempo a segnare nuovi massimi assoluti intorno a quota 1900 è rimasto ben poco dopo l’ultimo crollo messo a segno nel mese di Settembre; anche se in realtà la situazione è ben lontana dall’essere negativa, il parere diffuso è che la crescita sia ormai finita e quindi è tempo di vendere le posizioni aperte ed eventualmente puntare su un ribasso.

La tenuta della dinamica verde durante il test di fine Settembre ben visibile nel grafico a lato ha riacceso le speranze di rivedere i massimi assoluti in chi ha comprato proprio intorno a quella quota, sbagliando completamente timing di ingresso (e sicuramente non sono pochi) ma la realtà dei fatti è che attualmente le aspettative di crescita più ottimistiche si fermano a 1800 e continua a prevalere l’ipotesi di ritracciamento di medio periodo assimilabile ad un’onda di Eliott di correzione.

Conti: dividendo Enel influenzato dalla Robin Tax

Enel è al centro delle principali attenzioni finanziarie di questi giorni: oltre all’emissione obbligazionaria multi-tranche destinata agli investitori istituzionali, si parla dell’ente energetico anche per le dichiarazioni che sono state rilasciate dal suo amministratore delegato, Fulvio Conti. Quest’ultimo, infatti, ha voluto sottolineare quali sono le conseguenze più immediate della cosiddetta Robin Tax, la maggiorazione dell’aliquota Ires che si rivolge direttamente a petrolieri e speculatori per ottenere una tassazione etica dei loro profitti. Uno dei tanti effetti lo subirà anche Enel, con la riduzione inevitabile del dividendo per azione, un taglio che si sta rendendo necessario a causa del minor utile conseguito (400 milioni di euro in meno) e della quota societaria che verrà mantenuta fissa al 60%.

Enel: buon successo per il bond multi-tranche

L’ultimo collocamento obbligazionario di Enel è uno spunto molto interessante per diversi investitori: volendo essere più precisi, c’è da dire che questa specifica emissione è stata curata da una delle principali controllate della società energetica, vale a dire Enel Finance International, la quale ha deciso di focalizzare la propria attenzione sul mercato del vecchio continente e di rivolgersi a una specifica categoria di soggetti, vale a dire gli istituzionali. L’importo complessivo dell’operazione può dare un’idea delle dimensioni del collocamento, visto che sono compresi ben 2.250 milioni di euro; nel dettaglio, questa somma verrà suddivisa in due tranche, la prima (1.250 milioni di euro) beneficerà di un ritorno economico del 4,625% e di una scadenza a quattro anni (l’anno di riferimento è dunque il 2015), mentre la seconda (il restante miliardo di euro) avrà un arco temporale maggiore (sette anni e quindi una scadenza nel 2018) e un rendimento che è stato fissato al 5,75%.

Slovacchia, un bond triennale dopo la sfiducia al governo

Un governo nazionale dimissionario, privatizzazioni sospese a tempo indeterminato e una maggioranza in Parlamento alquanto risicata e traballate: è questo il ritratto più fedele di queste ultime ore che sta vivendo la Slovacchia, paese che già era salito agli onori della ribalta pochi giorni fa per il voto contrario al cosiddetto “fondo salva-stati”. Un’altra conseguenza di questa incertezza riguarda gli investimenti finanziari. In effetti, la nazione dell’Europa orientale ha deciso di concludere il proprio mandato con una vendita di ben 211,5 milioni di euro in titoli obbligazionari zero-coupon a tre anni. L’asta in questione, tra l’altro, rappresenta la prima occasione di questo tipo dopo il collasso dell’esecutivo di Bratislava.

Commodities: quale scegliere tra Corn, Soybean e Wheat?

L’andamento delle tre commodities più importanti del mercato è strettamente correlato tra loro, anche se più volte su queste pagine abbiamo fatto notare come nonostante la tendenza spesso coincide quello che differisce è l’entità dei movimenti, che è quello che poi fa’ la differenza nella scelta tra una commodities e l’altra.

Attualmente le tre sono ancora strettamente correlate ed i segnali tecnici che vanno a buon fine hanno ripercussioni sulla totalità del mercato, facilitando molto il lavoro sullo studio della tendenza grazie alle conferme multiple.

Nonostante questo ricavare profitti alti non è facile e la scelta sul management del capitale va’ fatta puntando non solo nella giusta direzione ma anche su quella delle tre che ha le previsioni di volatilità più alte. Per assurdo, in questo caso lo studio dello storico funziona al contrario; un periodo di compressione anticipa probabilmente un’uscita direzionale con aumento di volatilità seguito da un movimento direzionale mentre la direzionalità tenderà a trovare un livello statico o dinamico (anche se di bassa angolatura rispetto all’asse del tempo)  intorno a cui sviluppare una fase laterale e di consolidamento dei prezzi raggiunti, per capire se la direzione è giusta o se si tratta di una tendenza secondaria.

Suini: a ottobre record dei futures grazie alla Cina

Se si vuole comprendere meglio il boom dei contratti futures relativi ai suini, bisogna analizzare nel dettaglio i dati commerciali provenienti dalla Cina: l’ultimo report sulle esportazioni dell’ex Impero Celeste ha infatti messo in luce dati importanti, non ultimi quelli collegati a tali strumenti finanziari. Le ottime performance dei futures in questione sono ovviamente quelle di questo mese di ottobre, con record importanti eguagliati e addirittura superati. Nello specifico, il Chicago Mercantile Exchange ha fatto registrare venerdì scorso l’incredibile quotazione di 93,55 dollari; i trader più esperti di questo segmento così particolare hanno spiegato chiaramente che i contratti non erano mai andati al di sopra degli ottanta dollari, dunque si può ben comprendere il rumore che si è levato in tal senso.

Posco si affida ai Samurai Bond dopo ben cinque anni

Posco, compagnia coreana che vanta il terzo posto mondiale per quel che concerne la produzione di acciaio, ha provveduto a vendere 41,4 miliardi di yen (circa 560 milioni di euro) di Samurai Bond: si tratta, come è noto, di quei titoli obbligazionari giapponesi che vengono emessi da società estere, in questo caso una pianificazione davvero imponente e dalle caratteristiche piuttosto interessanti. Volendo essere ancora più precisi, il colosso di Pohang ha offerto trenta miliardi di yen di obbligazioni a tre anni, i quali vantano un rendimento pari a 1,67 punti percentuali (125 punti base oltre il tasso swap denominato in valuta nipponica); per il resto, bisogna sottolineare che i restanti 11,4 miliardi beneficeranno di un arco temporale maggiore, pari a cinque anni (ritorno economico pari al 2,03%).