Come investire nel 2013 secondo Azimut Capital Management

Nel 2013 la maggior parte dei gestori di fondi di investimento si aspetta un’accelerazione della politica monetaria espansiva delle banche centrali dei paesi maggiormente sviluppati, allo scopo di favorire la crescita economica. Tuttavia, anche nel 2013 il contesto di mercato evidenzierà tassi reali negativi nelle economie mature. Ciò dovrebbe allontanare ancora gli investitori dai bond governativi, in particolare quelli a lunga scadenza. Infatti la ricerca sarà focalizzata su strumenti finanziari in grado di offrire tassi reali positivi, come ad esempio i Btp italiani legati all’inflazione.

Hera lancerà opas su Acegas-Aps con obiettivo delisting

Hera lancerà un’offerta pubblica di acquisto e scambio su Acegas-Aps. L’obiettivo dell’opas è il delisting da Piazza Affari dell’azienda multiservizi operante in Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Balcani. Dopo il perfezionamento della fusione tra l’utility bolognese e quella triestina, avvenuta il 1° gennaio, Hera potrà occuparsi dell’opas su 20,39 milioni di azioni ordinarie di Acegas-Aps, pari al 37,09% del capitale. Hera dovrà fare i conti con un esborso totale di 5,57 milioni di euro cash (pari a 0,27 euro per azione) e 84,83 milioni di nuove azioni.

Il futuro che attende i T-Bond americani

La previsione può sembrare azzardata e anticipata, ma bisogna tenerne conto: secondo il broker danese Saxo Bank, i rendimenti dei bond americani a trenta anni sono destinati a raddoppiare nel corso del 2013. Si può parlare di un dato plausibile e con un riscontro effettivo? Per capirlo, è necessari ovviamente dare uno sguardo alle ultime performance di questi strumenti finanziari, senza dimenticare i corrispondenti Etf, così da accertare una eventuale crescita nel lungo termine delle obbligazioni in questione. La volatilità è stata presente in tale andamento nel periodo compreso tra il 2008 e il 2010, poi nel corso del 2012 è stata registrata una leggera ripresa.

Conviene comprare oro? – gennaio 2013

Investire nell’oro ha rappresentato, nell’ultimo decennio, uno degli impieghi in beni rifugio preferenziali da parte dei risparmiatori di mezzo mondo. Ed effettivamente il lingotto non ha faticato a rivelarsi quale strumento di deposito “sicuro” dei propri soldi in tempi di crisi, sfondando quota 1.900 dollari a inizio settembre 2011, e toccando la straordinaria quotazione di 1.921 USD. Poi le quotazioni si sono affievolite e successivamente riprese, con l’appeal del metallo dorato che sembra essere immutato.

Commodity migliori e peggiori del 2012

Nel 2012 le principali commodity hanno evidenziato rialzi modesti. Tuttavia, se si osserva l’andamento della media annuale della principale materia prima energetica mondiale e delle più importanti materie prime agricole ci troviamo dinanzi a rincari record. Il petrolio Brent ha chiuso il 2012 con un rialzo molto contenuto del 2,8%. Tuttavia, la quotazione del greggio del Mar del Nord ha mostrato una chiusura d’anno sopra 111 dollari al barile, ovvero la media annuale più alta di tutti i tempi. Inoltre, per il greggio europeo si tratta del quarto anno consecutivo di rincari.

Cina supererà l’Europa nella produzione di auto nel 2013

Il 2013 potrebbe rappresentare una svolta nel mercato automobilistico mondiale. Infatti, la Cina dovrebbe superare l’Europa nella produzione di auto. E’ quanto emerge dalle proiezioni effettuate da tre società di consulenza internazionali (Ihs, Lmc Auto, PricewaterhouseCoopers) e due grandi case d’affari svizzere (Ubs e Credit Suisse). Secondo quanto pubblicato dal Financial Times questa mattina, la Cina produrrà 19,6 milioni di auto e veicoli commerciali leggeri contro i 18,3 milioni di Unione Europea, Russia e Turchia. In base alle ultime proiezioni, il mercato dell’auto dovrebbe crescere del 2,2%.

Bolli 2013 come funziona la mini patrimoniale

L’hanno ribattezzata – e probabilmente non a torto – “mini patrimoniale”. Si tratta in realtà della riforma sui bolli in applicazione su conti correnti bancari e postali, e dossier titoli, vero cardine di una nuova legge che ha rincarato gli oneri su 1.900 miliardi di risparmi e che dovrebbe consentire adeguato incasso nelle tasche statali. Il 31 dicembre 2012 le giacenze degli italiani sono infatti state fotografate dal Fisco, calcolando di seguito le nuove imposte di bollo sui rapporti di deposito e su quasi tutti i prodotti finanziari in circolazione.

Investire in Borsa Spagna e India

Nonostante la crisi, gli investimenti nei mercati azionari hanno retto bene le criticità finanziarie, garantendo un discreto successo a chi ha scommesso sugli impieghi nelle società di Borsa. Dei 25 principali listini di riferimento dei mercati regolamentati, infatti, solamente la Borsa spagnola ha concluso con un saldo lievemente negativo, mentre un altro – Shanghai – ha chiuso sostanzialmente in parità. Ma come andrà il 2013 per i mercati azionari? Conviene davvero ancora scommettere sui titoli azionari o è meglio cercare altre strade? E su quali listini val la pena scommettere?

Azioni e corporate bond nel portafoglio 2013 di Jp Morgan Am

Al 17-esimo Forum degli asset manager, avvenuto come di consueto nella redazione de Il Sole-24 Ore, erano presenti alcuni money manager di società di gestione del risparmio tra le più accreditate nel panorama finanziario internazionale. Tra questi troviamo anche Lorenzo Alfieri, 50 anni, responsabile per l’Italia di Jp Morgan Asset Management, una delle case d’affari estere con una presenza consolidata in Italia. L’esperto ha effettuato le sue proiezioni per il 2013 e messo in luce le strategie di portfolio della casa d’affari americana.

Cosa comprare nel 2013

Emergenti, bond a lunga durata, titoli europei. Cosa acquistare nel 2013 appena cominciato, cercando di sfruttare le potenzialità di questa particolare fase della congiuntura internazionale? A cercare di formulare risposta piuttosto puntuale sono stati gli specialisti di Anima, che hanno ipotizzato alcune idee di investimento per il neonato esercizio finanziario, tenendo in considerazione quanto potrebbe accadere sul fronte europeo, americano, e non solo.

Tempi sempre più maturi per il sukuk tunisino

La Tunisia è pronta a introdurre nel nuovo anno e per la prima volta le proprie transazioni finanziarie relative ai bond islamici, i celebri sukuk. Già all’inizio del mese di novembre si era detto che il 2013 sarà l’anno del sukuk tunisino, ora si può approfondire la questione. L’attrazione nei confronti di questi strumenti finanziari è sempre più forte, in particolare nell’area mediorientale e dell’Africa del Nord, visto che la crisi economica globale ha imposto delle scelte ben precise. L’utilizzo nelle due regioni appena menzionate ha fatto registrare un ritmo da record nel corso del 2012, tanto che i relativi costi del debito sono calati dall’11,4 fino al 2,82% dal dicembre del 2008 ad oggi.

Corporate bond record emissioni a 4mila miliardi nel 2012

Il 2012 è stato un anno spettacolare per il segmento dei corporate bond del mercato obbligazionario. Le emissioni mondiali di obbligazioni societarie hanno raggiunto la soglia record dei 4.000 miliardi di dollari. E’ stato così battutto anche il record del 2009, che aveva visto le emissioni toccare la soglia dei 3,89 trilioni di dollari, quando grazie alla garanzia del governo statunitense ci fu un forte afflusso di fondi in un contesto di mercato ancora sotto shock per lo scoppio della crisi dei mutui subprime e per il tracollo di Lehman Brothers.

Come è andata la Borsa con Monti

Un anno se ne è andato, e – come di consueto – è giunto il momento di effettuare qualche verifica statistica su quanto la presenza del governo Monti abbia influenzato il trend delle capitalizzazioni di Borsa. Il responso, occorre affermarlo in anteprima, sembra essere piuttosto positivo: nel 2012, infatti, Piazza Affari ha guadagnato circa l’8 per cento, con l’Ftse Mib in sviluppo dell’8,25 per cento, con un picco annuale di 17.133 punti il 19 marzo 2012 e un minimo il 24 luglio 2012 a quota 12.363 punti.

Che 2013 sarà per gli Etf legati alla Spagna?

Forse non si tratta della questione più urgente, ma gli investitori si stanno chiedendo se l’Etf iShares Msci Spain Index Fund possa resistere ancora nel corso del 2013: il -2,5% registrato quest’anno è il riflesso delle pessime condizioni economiche della Spagna, ma le perdite sono state limitate alla prima metà del 2012. Tra l’altro, è significativo che tra i peggiori Etf del 2012 questo fondo non sia presente, anche perché da giugno ad oggi è riuscito a guadagnare al punto di essere in ritardo solamente rispetto ad altri tre iShares, vale a dire quelli collegati alla Germania, alla Francia e all’Italia.