Mps -Unicredit, Giani: no trattative senza parti sociali

di Valentina Cervelli Commenta

La possibilità che Unicredit acquisti la parte buona di MPS rappresenta sì un importante passo in avanti per il salvataggio della banca alla fuoriuscita del governo ma deve essere fatta, come sottolinea il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, coinvolgendo tutte le parti interessate e quindi anche i sindacati e il territorio.

Trattative con presenza di parti sociali

Questa operazione potrebbe portare cambiamenti importanti al tessuto sociale ed economico della zona senese, un territorio già colpito negli ultimi anni, sempre in questo settore, da ciò che è successo con Banca Antonveneta. Il Presidente Giani vorrebbe evitare un ripetersi di tale occasione, lavorando questa volta il modo più corretto sull’inclusione delle parti sociali all’interno delle trattative. Il capo della Regione ha infatti dichiarato in una nota:

Nessuna trattativa senza coinvolgere parti sociali e territorio. E’ una banca che ha un forte valore sociale, oltre che economico che sta nel rapporto secolare con il territorio di Siena e della Toscana e la notizia di una proposta di Unicredit al Tesoro per la sua acquisizione e incorporazione non può essere solo oggetto di valutazioni di mercato economico-finanziario. Come il Parlamento anche la Regione e gli enti locali coinvolti devono essere messi, con tempestività, a conoscenza degli elementi concreti di una proposta che potrebbe portare alla perdita di migliaia di posti di lavoro, di un know-how di eccellenza e di un marchio storico unico. Tutto questo in una realtà, come Siena, che è già stata duramente provata da quanto avvenuto nel corso degli anni.

Non performing loans rimangono al governo

La definizione e la conclusione dell’acquisto da parte di Unicredit di parte di Monte Paschi di Siena potrebbero portare al licenziamento o al trasferimento di molti dipendenti e alla chiusura di diverse filiali: diviene quindi necessario coinvolgere i rappresentanti dei lavoratori per trovare delle soluzioni il più possibile adatte anche il rispetto delle loro esigenze.

Uincredit ha il coltello dalla parte del manico rispetto a Monte Paschi di Siena e al Governo che si dovrà accollare la gestione dei non performing loans che la banca guidata da Andrea Orcel ha già fatto sapere di non volere. Per risolvere la situazione in tal senso i crediti deteriorati verranno acquistati per 2 miliardi da Amco, la società specializzata posseduta interamente dal Ministero del Tesoro. Altro problema è rappresentato dal fatto che Unicredit non vuole la rete di filiali del Sud, avendo già l’ex Banca di Sicilia a coprire il territorio. Queste verranno acquisite da Mediocredito Centrale, un’altra partecipata pubblica: per i contribuenti rischia di arrivare un conto davvero salato da gestire.

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