M&G Investments suggerisce i bond dei mercati orientali

Se proprio si volesse puntare il proprio portafoglio finanziario sui titoli obbligazionari, allora si può fare affidamento sui bond dei mercati orientali: il consiglio è giunto direttamente da M&G Investments, più precisamente da Dave Fishwick, a capo della divisione Macro and Equities. In effetti, secondo questo punto di vista, gli strumenti che si riferiscono ai mercati occidentali sono al momento troppo vulnerabili, quindi i vantaggi in termini di rendimenti sono davvero minimi e le offerte poco allettanti, dato che non si viene ripagati in maniera adeguata in rapporto al rischio sovrano che contraddistingue l’area dell’euro. Lo stesso discorso vale anche per i cosiddetti Treasuries, vale a dire i titoli che sono emessi dal Tesoro americano.

LA POLONIA SCEGLIE I FRANCHI SVIZZERI PER I PROPRI BOND
In aggiunta, Germania e Francia, le due prime economie del Vecchio Continente, non riescono a conquistare nemmeno in relazione alle scadenze brevi e a quelle intermedie. La paura più diffusa resta sempre quella di perdere una somma ingente di capitale, evento che può verificarsi in un tempo davvero molto breve. D’altronde, non ci si deve stupire più di tanto per una situazione di questo tipo, dato che il rifinanziamento recente non è stato capace di risolvere nemmeno uno dei problemi che attanaglia l’Europa: si stanno certamente affrontando i rischi del sistema finanziario, ma l’indebitamento e il controllo monetario continuano a scricchiolare.

PRIMO BOND TRENTENNALE PER LA COREA DEL SUD

Ecco perché le opportunità e le occasioni migliori che sono consigliate dalla stessa M&G sono quelle relative ai mercati azionari della Corea del Sud e in alcuen zone dell’Europa orientale (in primis Polonia e Repubblica Ceca). La cautela va sempre mantenuta, anche perché le oscillazioni dei comparti sono imprevedibili, ma esiste anche un buon margine di sicurezze e delle prospettive interessanti per quel che concerne il ritorno economico nel medio termine. Infine, è stato suggerito anche di preferire valute meno vulnerabili rispetto all’euro, alla sterlina e al franco svizzero, magari quelle dei mercati emergenti.

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