I futures sul cotone volano ai massimi grazie alla domanda cinese

di Simone Commenta

È un vero e proprio boom quello messo a segno dal cotone nella settimana che si è appena conclusa: i contratti futures che osservano da vicino le performance di questa commodity hanno infatti subito un rialzo importante presso l’Intercontinental Exchange di New York, realizzando così un record agevolato in larga misura dalla domanda globale proveniente dalla Cina. Tra l’altro, molto influente in questo senso è stata anche la devastante grandinata che ha danneggiato le colture del Texas. Le esportazioni del cotone dovrebbero crescere del 4,2% a dicembre, addirittura il livello più alto da quando questa fibra ha cominciato a essere scambiata 140 anni fa; entrando maggiormente nel dettaglio statistico, c’è da dire che il contratto in questione è stato in grado di ottenere un profitto di 65 centesimi di dollaro quest’anno, contraddistinguendosi come miglior commodity dell’indice Thomson Reuters/Jefferies Crb (il riferimento finanziario che fornisce un’accurata rappresentazione degli investimenti nei beni e nelle materie prime).


Inoltre, i futures hanno conseguito guadagni importanti persino presso la Zhengzhou Commodity Exchange. Secondo quanto stimato dallo US Department of Agriculture, la Cina rappresenta il paese leader in relazione al consumo e all’importazione di cotone, dunque non deve stupire il fatto che si dia molta importanza ai fenomeni meteorologici che colpiscono la vasta nazione asiatica. I prezzi del cotone hanno totalizzato nove punti percentuali di rialzo in questi ultimi sette giorni, il terzo guadagno consecutivo, portando a un dignitoso +22% il ricavo mensile ed eguagliando i livelli di giugno 2007.

Riguardo invece agli Stati Uniti, c’è da dire che le scorte dovrebbero ridursi dell’8,5% entro la fine del 2010 secondo una previsione governativa; questa situazione prospetta una crescita sostenuta della domanda, specialmente dall’ex Impero Celeste, e dei conseguenti profitti interessanti per gli investitori, senza dimenticare che anche l’indebolimento progressivo del dollaro nei confronti delle altre valute sta sostenendo in maniera importante le performance della commodity.

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