Futures: record per il cotone, invariato il succo d’arancia

Per i contratti futures che osservano da vicino le performance del cotone si può parlare a ragione di un vero e proprio record: le ultime quotazioni, infatti, hanno rappresentato il terzo aumento consecutivo per quel che riguarda la commodity, sospinta dall’aumento di esportazioni degli Stati Uniti e da una robusta domanda globale. Contemporaneamente, il succo d’arancia è rimasto sostanzialmente invariato, mentre il caffè ha subito una brusca frenata. Volendo essere più precisi, le spedizioni di cotone sono aumentate di ventisei punti percentuali rispetto a una settimana prima, così come è stato confermato dallo Us Department of Agricolture. Inoltre, i prezzi sono più che raddoppiati se confrontati con quelli del 2010, grazie soprattutto agli acquisti effettuati dalla Cina, il principale utilizzatore a livello internazionale.


I contratti relativi alle spedizioni di marzo hanno ricavato 2,39 centesimi (+1,3%), incremento che ha consentito di assestare la quotazione finale a 1,8997 dollari presso l’Ice Futures statunitense; ne corso della giornata, tra l’altro, erano stati sfiorati anche gli 1,95 dollari. Le previsioni, poi, sono molto incoraggianti: la produzione globale salirà fino a 115 milioni di balle entro il prossimo mese di luglio, a fronte di una domanda totale pari a 116,5 milioni. Secondo alcuni analisti finanziari, comunque, i futures potrebbero guadagnare altri due dollari nel breve termine, anche se un rialzo simile dovrebbe provocare una eccessiva vulnerabilità del cotone alle consegne.

In aggiunta, c’è da dire che i produttori provvederanno ad ampliare la superficie in acri del 14% quest’anno, in base a una stima del National Cotton Council. Per quel che riguarda invece il succo d’arancia, i futures non si sono smossi da quota 1,62 dollari a New York, nonostante il contratto più attivo abbia perso ben il 4,3% questa settimana. Infine, occorre rimarcare i cali dei contratti collegati al caffè (-2,9% per l’arabica), nonostante la lieve diminuzione che è stata subita dalle spedizioni relative a maggio.

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