Banca Aletti emette un Planar Certificate in scadenza nel 2015

La denominazione del nuovo certificato di investimento di Banca Aletti è davvero lunghissimo, ma si propone come uno dei primi e più interessanti strumenti finanziari del 2012: l’istituto del gruppo Banco Popolare ha infatti emesso appena due giorni fa il Planar di tipo Quanto su basket di indici: Planar Quanto su Basket Index 10_11 Protezione 90% Partecipazione 100% 21 Ottobre 2015. Di cosa si tratta esattamente? Questo prodotto, il quale è stato collocato presso il comparto Sedex di Borsa Italiana, beneficia, come accade di consueto in questi casi, di una liquidazione di tipo monetario.

Il Sudan lancia dei sukuk dal rendimento altissimo

Il Sudan, paese africano che sta combattendo contro una delle crisi economiche più severe e complicate della propria storia, sta anche cercando di mettere da parte le proprie amarezze con un’offerta finanziaria: nel dettaglio, l’operazione ha coinvolto il lancio di bond islamici con un rendimento annuo di ben venti punti percentuali (una chiara testimonianza delle condizioni di salute della nazione). In aggiunta, il denaro che verrà ricavato da questa specifica vendita sarà utilizzato per finanziare il deficit di bilancio e tentare di attenuarlo il più possibile. Come ha annunciato lo stesso esecutivo della repubblica subsahariana, i sukuk in questione (da queste parti si chiamano shahamas) saranno ceduti almeno fino al prossimo 25 gennaio.

I migliori dividendi del 2012

Il 2012 è appena cominciato, eppure si possono già azzardare quelli che saranno i titoli e le società che garantiranno i migliori dividendi dell’anno: questa speciale selezione dipende essenzialmente dalle quotazioni passate e dalla solidità aziendale, cerchiamo ora di capire di cosa si tratta. Una delle azioni su cui gli investitori possono fare grande affidamento è Coca Cola. Come è noto, il colosso delle bevande analcoliche è quotato presso il New York Stock Exchange e la diversificazione nel portafoglio viene garantita, in particolare, dagli ultimi investimenti che sono stati realizzati.

Le Filippine emettono bond a 25 anni per sostenere l’economia

Il governo delle Filippine ha emesso dei bond a venticinque anni e denominati in valuta americana per un totale complessivo di 1,5 miliardi di dollari: l’intento è chiaro e inequivocabile, la nazione asiatica punta a irrobustire la propria spesa e a sostenere la crescita economica nel 2012. I titoli in questione, previsti in scadenza nel 2037, hanno cominciato la loro esperienza finanziaria con un rendimento pari a cinque punti percentuali, un dato che va confrontato con il prezzo iniziale, vale a dire il 5,25%. Tra l’altro, bisogna anche sottolineare come Standard & Poor’s abbia rivisto al rialzo l’outlook di Manila, con il debito che attualmente viene valutato con il rating BB.

Unicredit si appresta a varare l’aumento di capitale

La giornata odierna sarà campale per Unicredit: il gruppo bancario ha infatti avviato proprio in mattinata il consiglio di amministrazione, il quale avrà il compito di varare il prezzo finale e definitivo dell’aumento di capitale, una operazione che prevede un importo complessivo di 7,5 miliardi di euro. Si può dunque ben capire l’importanza di un momento simile, con i vertici che sono ovviamente tutti presenti, dall’amministratore delegato Federico Ghizzoni al direttore generale Roberto Nicastro, passando per Carlo Pesenti, consigliere dell’istituto di credito di Piazza Cordusio. Per il momento, comunque, ci si può affidare solamente alle indiscrezioni. Quelle più interessanti riguardano, in particolare, l’arrivo in prima battuta del vice presidente vicario di Unicredit, Luigi Castelletti, mentre si sa anche che diversi consiglieri saranno “presenti” virtualmente, attraverso una opportuna conference call.

National Bank of Greece propone il riacquisto dei propri bond

La National Bank of Greece, maggior prestatore della nazione ellenica, ha offerto il riacquisto di circa 2,5 miliardi di dollari in titoli obbligazionari e azioni ibride: la mossa è volta, in particolare, a potenziare il capitale del gruppo e fronteggiare in maniera adeguata la crisi del debito sovrano che continua a sconvolgere il continente europeo. Il buy back in questione andrà a riguardare 1,5 miliardi di euro di strumenti con un rendimento pari a 3,875 punti percentuali. Si tratta, nello specifico, di covered bond in scadenza nel 2016 (la scadenza sarà quindi quinquennale), senza dimenticare le cinque serie di azioni privilegiate che saranno denominate in euro, dollari e sterline.

Perchè la Germania non è in crisi?

Con tutto il vociferare intorno a questa crisi dell’Eurozona, ci sono degli aspetti che rischiano di essere sottovalutati mentre invece meriterebbero le prime pagine dei telegiornali (che per il momento si guardano bene dal fare questo tipo di servizi). Grazie all’informazione libera del web però riusciamo sempre ad essere informati su praticamente tutto quello che succede nel mondo, anche se “ricomporre” il complicato puzzle della crisi e del rischio di recessione dell’Eurozona è veramente difficile.

In tutto questo, che posizione ha la Germania? Perchè è il punto di riferimento per l’Europa e perchè sembra che non sia in crisi? La risposta potrebbe benissimo essere dentro la domanda, più precisamente dentro la parola “sembra” che mette un grande interrogativo di fronte alla facciata che la Germania riesce a conservare di fronte a tutto il mondo.

Calendario emissioni 2012 titoli di Stato: ecco le novità

Con la pubblicazione del calendario delle emissioni per il 2012 dei titoli di Stato, il Direttore del Debito Pubblico Maria Cannata ha allegato due righe per spiegare in breve le novità che caratterizzeranno le emissioni del nuovo anno.

La prima di tante varianti introdotte riguarda le comunicazioni di medio-lungo termine che vedranno (finalmente) occupare un solo giorno invece di due per ogni emissione; in precedenza avevamo due comunicazioni a distanza ravvicinata (2 giorni) che insieme racchiudevano tutte le informazioni necessarie per identificare l’entità dell’asta, mentre da questo Gennaio 2012 in poi la comunicazione sarà una sola.

Sukuk, il 2012 sarà all’insegna dell’Arabia Saudita

Il continente asiatico e l’Arabia Saudita in particolare saranno inevitabilmente i due dominatori incontrastati del mercato dei sukuk nel corso del 2012: tra l’altro, questa leadership sarà caratterizzata anche da un’altissima qualità per quel che concerne i prodotti in questione, notoriamente conformi alla legge islamica della Shariah, e gli stessi emittenti, con un ottimo debito sovrano.

Il 2011 si chiude in negativo per l’industria degli hedge fund

In che condizioni di salute versano gli hedge fund internazionali? La situazione del settore non è molto incoraggiante, almeno secondo quanto trapela dall’ultima ricerca che è stata condotta da Morningstar, società attiva proprio nelle analisi di tipo finanziario: nel dettaglio, quello che stupisce è soprattutto il dato relativo ai deflussi del mese di ottobre, ben due miliardi di dollari che rappresentano il livello più basso da quasi due anni e mezzo, quindi dai tempi della precedente recessione economica. Gli investitori stanno dunque penalizzando questi prodotti ed è utile comprendere il motivo di un trend simile.

Investire nei diamanti nel 2012

Un diamante è per sempre, come si è soliti dire: l’affermazione, inoltre, calza a pennello anche per i relativi investimenti finanziari. Come si può strutturare il proprio portafoglio nel nuovo anno pensando di focalizzare l’attenzione sulle gemme più lucenti? Questa correlazione potrà stupire, ma in realtà, oltre a un raffinato complemento della vanità femminile, i diamanti rappresentano un investimento piuttosto sicuro. Inoltre, un altro pregio è il completo anonimato che esso garantisce, senza dimenticare i rendimenti piuttosto elevati, un fattore da non trascurare in questi tempi di crisi economica. A questo punto, però, ci si può chiedere se non serva forse un capitale troppo al di sopra delle potenzialità di molti soggetti per investire in questa maniera.

Ubi Banca lancerà domani due obbligazioni a tasso fisso

Il Domestic Mot di Borsa Italiana sta per accogliere le due nuove obbligazioni a tasso fisso di Ubi Banca, un prodotto che andrà a beneficiare di una scadenza a tre anni (la data fissata in questo caso è il 30 giugno del 2014) e di un rendimento del 4,5 e del 5%: il primo prodotto di cui si sta parlando (il codice Isin di riferimento è IT0004777568) verrà negoziato proprio nel corso della giornata di domani, più precisamente nel già citato Mercato Telematico delle Obbligazioni, nel segmento destinato agli altri titoli di debito. Unione di Banche Italiane Scpa – Tasso Fisso 4,50% – 30 dicembre 2011-30 giugno 2014, questa la denominazione ufficiale di tale bond, prevede il corso secco come modalità specifica di sottoscrizione.

Come investire in Btp nel 2012

Il nuovo anno è sempre più vicino, ma le prospettive finanziarie non sono certo incoraggianti per il nostro paese: si parla, infatti, di una più che probabile recessione economica nel 2012 e di una grave stagnazione nel 2013. Gli investitori possono quindi porsi domande più che lecite, prima fra tutte quali sono i motivi per affidarsi ai titoli di stato italiani dopo tutte queste vicende negative. L’ingegneria finanziaria è pronta a mettere a disposizione dei nuovi prodotti che cercheranno di non ripetere gli errori appena commessi.

Rbs propone altri certificati presso il Sedex di Borsa Italiana

Royal Bank of Scotland torna a bussare alle porte di Borsa Italiana, più precisamente del suo comparto Sedex, con ben trentuno Mini Futures Long & Short Certificates su indici: tali strumenti, la cui negoziazione è stata avviata proprio nel corso della giornata odierna, viene incontro alle esigenze di quegli investitori che sono particolarmente amanti di strutture finanziarie simili, visto che non è la prima volta che il gruppo di Edimburgo si affida a questa opzione. Entrando maggiormente nel dettaglio, bisogna comprendere quali sono gli indici di riferimento dell’offerta in questione.