A2A ebitda 2012 sopra 1,03 miliardi di euro

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A Piazza Affari svetta su tutti il titolo A2A, che segna un rialzo del 6,227% a 0,4813 euro. I prezzi hanno toccato un massimo di giornata a 0,4819 euro, ovvero il livello più alto degli ultimi 4 mesi. L’utility lombarda è ben comprata grazie alle indicazioni relative all’esercizio 2012 che fanno presagire il miglioramento dei conti societari. La multiutility del nord ha intenzione di consolidare il business, sfruttando l’integrazione di Edipower e delle sue centrali. Inoltre, nel medio-lungo periodo ha intenzione di spingere la crescita nel trattamento industriale dei rifiuti, della cogenerazione e del teleriscaldamento.

Le indicazioni più attese dagli investitori arrivano, però, sul fronte dei conti. Infatti, A2A intende focalizzarsi sul processo di riduzione del debito, che nel 2012 è stato un vero e proprio fardello in una fase storica in cui il mercato sopporta poco chi continua ad avere un indebitamento eccessivo. Il management punta ad una maggiore ottimizzazione dei costi in bilancio e all’incremento della redditività.

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La multiutility lombarda prevede di archiviare il 2012 con un indebitamento netto compreso 4,5 miliardi e 4,6 miliardi di euro. Inoltre, l’ebitda viene stimata a oltre 1,03 miliardi di euro. Il margine operativo lordo rappresenta la voce maggiormente sotto il focus degli analisti, proprio per capire l’andamento futuro della redditività dell’azienda. In base a quanto emerge dal piano industriale 2012-2015, il 41% dell’ebitda è generato dalla divisione energy, mentre un altro 26% arriva dal business del waste, ovvero della raccolta e del trattamento dei rifiuti. Il business delle reti vale anch’esso il 26% dell’ebitda, mentre quello della cogenerazione e teleriscaldamento il 7%.

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Nel 2013 il peso dell’energy dovrebbe aumentare al 44-45%, grazie all’integrazione con Edipower. A2A ha intenzione di crescere molto anche nel waste, creando magari un polo del settore attraverso una newco. Per quest’anno è atteso anche l’ingresso di un socio di minoranza, finanziario o industriale. La multiutility lombarda, controllata pariteticamente dai Comuni di Milano e Brescia al 27,5%, punta a ridurre il debito sfruttando soprattutto l’elevata generazione di cassa. Al 2015 vengono stimati flussi di cassa operativi per 2,3 miliardi di euro.

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