Previsioni 2013: sarà migliore del 2012

di Redazione Commenta

Il 2013 sarà migliore del 2012. O, meglio, “dovrebbe” esser migliore dell’anno che ci ha appena lasciato, visto e considerato che l’aleatorietà sembra regnare sovrana anche in questa prima fase del nuovo anno. Ad affermarlo è stata un’autorevole voce, che ha pertanto voluto imprimere di velato ottimismo lo sguardo verso il futuro a breve e medio termine. Vediamo quali sono le previsioni in merito, e cosa dovrebbe fare il governo che uscirà dalla tornata elettorale di fine febbraio per cercare di continuare sulla strada del lento recupero.

“Il 2013 dovrebbe essere migliore del 2012, l’economia della zona euro andrà migliorando. In questo momento l‘Ocse non ha nuove informazioni, per cui continuiamo a prevedere una leggera ripresa per la fine del 2013” – ha affermato il capo economista dell’Ocse, Pier Carlo Padoan, intervenendo a alla trasmissione Prima di Tutto di Rai radio 1, rispondendo sulle concrete possibilità di ripresa dell’Italia entro la fine dell’anno appena cominciato (vedi anche Cosa comprare nel 2013).

In particolare, in merito ai provvedimento che il nuovo esecutivo dovrà adottare, Padoan ritiene che “il nuovo esecutivo dovrebbe continuare le misure di quello uscente, che insieme alle facilities messe in campo dalla Bce e all’Unione bancaria su cui si sta procedendo, allontanano la possibilita’ di un Cliff europeo” (vedi anche Conviene comprare oro? – gennaio 2013).

Ancora, il capo economista dell’Ocse ha concluso la breve intervista ricordando che “non e’ vero che c’e’ un’alternativa secca tra rigore e crescita, e’ possibile una crescita rigorosa, soprattutto se ci si inserisce in un contesto europeo in cui tutti i Paesi fanno la loro parte”.

Insomma, previsioni non certo straordinariamente ottimistiche, ma per lo meno “spolverate” da quel brusco pessimismo che aveva contraddistinto la maggioranza dell’osservazioni di questi tempi, appena un anno fa. Continueremo a monitorare l’evoluzione dei principali mercati reali e finanziari nei prossimi giorni, riportandovi altre considerazioni da parte di analisti ed economisti internazionali.

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